Migrazione: un nuovo sistema centralizzato per le richieste di asilo

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La commissione libertà civile del Pe approva una risoluzione che propone una revisione radicale delle cosiddette norme di Dublino, non eque e solidali

16 marzo 2016 | di | Attualità - Politica

Con una risoluzione non legislativa, che sarà votata nella prossima sessione plenaria del Parlamento europeo, il 13 aprile, a Strasburgo, le relatrici Roberta Metsola (maltese, gruppo PPE) e Kashetu Kyenge (italiana, gruppo S&D) rilevano come il sistema di asilo dell’Unione europea, per far fronte al numero sempre crescente di arrivi dei migranti, non funziona. L’attuale gestione delle domande per ottenere l’asilo politico non tiene conto delle particolari pressioni migratorie affrontate dagli Stati membri alle frontiere esterne dell’Ue.

METSOLA, Roberta (EPP, MT) ; KYENGE, Kashetu (S&D, IT)
Roberta Metsola e Kashetu Kyenge in conferenza stampa

Nella risoluzione approvata quest’oggi dalla Commissione libertà civili si propone, pertanto, una revisione radicale delle cosiddette norme di Dublino. Le eurodeputate Metsola e Kyenge propongono d’istituire un sistema centralizzato per la raccolta e l’assegnazione delle domande di asilo. Esso includerebbe quote nazionali, dovrebbe funzionare a partire della prima accoglienza negli “hotspot”, da cui poi i rifugiati dovrebbero essere redistribuiti.

La proposta di revisione del regolamento di Dublino III (che determina quale Stato membro è responsabile di vagliare la domande di asilo) è stata approvata con 44 voti favorevoli, 11 contrari e un’astensione.METSOLA, Roberta (EPP, MT) Per Roberta Metsola «la situazione è gravissima. Lo scorso anno, 3771 persone sono annegate nei nostri mari. Quest’anno oltre 450 persone, tra cui 77 bambini, sono morte. Abbiamo il dovere come politici di assicurare che queste persone non siano solo statistiche senza nome. Si tratta di persone reali, con vite vere. Dobbiamo tutti impegnarci a fare meglio, l’indifferenza non è un’opzione. È il momento di agire sotto tutti i punti di vista e questo è ciò che il nostro rapporto richiede».

METSOLA, Roberta (EPP, MT) ; KYENGE, Kashetu (S&D, IT)Per la correlatrice Kashetu Kyenge «L’Europa ha bisogno di stabilire un approccio globale alla migrazione basato sul principio di solidarietà tra Stati. È necessario un piano di organizzazione internazionale che permetta a questo principio di essere applicato, così da distribuire in modo equo le responsabilità e mettere al centro del processo il valore della vita e dei diritti fondamentali». Nel testo è evidenziato come l’attuale sistema europeo di gestione delle domande di asilo non tenga adeguatamente in considerazione le particolari pressioni migratorie affrontate dagli Stati membri. Perciò si chiede di garantire equità e condivisione delle responsabilità, solidarietà e tempi rapidi nella presa in esame delle domande.

BUDG_TurkeyNel 2015 ben 1,83 milioni di persone hanno cercato di attraversare irregolarmente le frontiere esterne dell’Unione europea (282.500 nel 2014) e 1,4 milioni di domande di protezione internazionale sono state presentate nell’Ue, in Norvegia e in Svizzera, con numeri in costante aumento a partire da aprile. Nel testo si invitano, poi, gli Stati membri ad adempiere ai loro obblighi per quanto riguarda le misure urgenti di ricollocamento in quanto, alla data del 3 marzo 2016, solo 660 su 106.000 richiedenti asilo, e in attesa di essere assegnati da Italia e Grecia agli altri Stati membri, sono stati effettivamente ricollocati.

METSOLA, Roberta (EPP, MT) ; KYENGE, Kashetu (S&D, IT)La commissione per le libertà civili ha, inoltre, affrontato il tema del funzionamento deglihotspot“, avanzando la richiesta di assistenza tecnica ed economica agli Stati membri che si trovano a gestire per primi gli arrivi, come Italia e Grecia. Secondo il Parlamento, questi Stati devono poter effettuare la registrazione di tutti i migranti e accettare l’aiuto dell’Unione europea. I deputati europei hanno evidenziato inoltre la posizione di vulnerabilità dei minori, in particolare di coloro che viaggiano soli, insistendo sull’attuazione di un sistema di protezione rispettoso delle esigenze dei minori, al fine di prevenire abusi e sfruttamento.

Nel rapporto si esprime preoccupazione riguardo alla decisione, da parte di alcuni Stati membri, di chiudere le frontiere nazionali o introdurre controlli temporanei: queste misure mettono in discussione il funzionamento stesso della zona Schengen. I nuovi accordi comunitari sulla cosiddetta “riammissione” dovrebbero avere la precedenza su quelli bilaterali tra Stati membri e Paesi terzi. Il Parlamento insiste nel ricordare che i migranti possono essere rimpatriati solamente se il Paese cui sono destinati versa in condizioni di sicurezza.

 

Fiasha Van Dijk

Foto © UNHCR/Daniel Etter (apertura) ed European Parliament

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