A Ventotene si riparte per ripensare a un’Europa migliore

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Sognare o costruire la concretezza? Merkel, Hollande e Renzi rendono onore a Spinelli e provano a ridare slancio e vitalità all’Unione europea

27 agosto 2016 | di | Economia - Europa - Politica

Si è svolto a Ventotene, l’isola pontina che ispirò i padri fondatori dell’Europa a porre le fondamenta della sua libertà e unione, il vertice trilaterale dei leader Matteo Renzi, Angela Merkel e François Hollande che, a poco meno di due mesi dal loro convegno a Berlino, si sono incontrati nuovamente decisi a rilanciare davvero l’Europa a seguito della scossa provocata dalla Brexit. Fu proprio su questo lembo di terra al centro del Mediterraneo che, nel 1941, nell’Italia delle leggi fascistissime, Altiero Spinelli, qui confinato dal 1939 al 1943 per essersi apertamente opposto al Regime, scrisse la prima pagina del federalismo europeo con il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, passato alla storia come il Manifesto di Ventotene. Sulla sua tomba vengono posti tre mazzi di fiori dai colori volutamente simbolici – il blu e il giallo dello stendardo europeouno per ciascuno dei tre presidenti, che hanno reso così omaggio al politico italiano ideatore dell’integrità politica ed economica europea, federale e sovrannazionale.

CqekmAkXgAELVzVÈ proprio l’Europa il fulcro e il fine del vertice pontino, preparatorio all’atteso summit di Bratislava del prossimo 16 settembre cui prenderanno parte 27 capi di Stato o di governo per proseguire le discussioni circa le implicazioni politiche e pratiche della Brexit. A bordo della portaerei Garibaldi il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi apre il proprio intervento invocando l’importanza di una collaborazione assidua nell’adempiere il progetto a cui, settantacinque anni prima, su quello stesso suolo, pochi pensatori illuminati iniziarono a dare un’anima: ridisegnare un’Europa migliore. Primo e imprescindibile requisito nell’ottica di uno sviluppo realistico, la sicurezza. Sostenuto sia da Angela Merkel che da François Hollande, il premier insiste ripetutamente sulla necessità di rafforzare la rete di contatti e scambi d’informazioni dell’intelligence, agevolando la comunicazione interna ed extraterritoriale per prevenire il diffondersi incontrollato della propaganda jihadista e assicurare, in Africa, una maggiore disponibilità interventistica. A quest’ultimo punto dedica gran parte del suo discorso la cancelliera Merkel che, rallegrandosi della coesione riscontrata dai colleghi italiano e francese nel lavorare per la difesa dei confini libici, nigeriani e malesi, continuamente minacciati dal terrore delle milizie islamiche, ribadisce l’importanza di una cooperazione con la Turchia, senza la quale – ha affermato al vertice la premier tedesca – «non vinceremmo la lotta contro gli scafisti».

CqdIspuWEAA5cbJCorollario al tema della sicurezza e della difesa, quello dello sviluppo è posto in rilievo da ognuno dei tre leader che, a cominciare da Renzi, parlano di investimenti di qualità e di misure forti per la crescita internazionale. Prioritario è, in questo senso, il potenziamento del finanziamento pubblico e privato, evidenziato da Hollande, che arricchisce così il ventaglio delle priorità descritte dal presidente italiano, di cui le riforme strutturali nelle energie rinnovabili e una migliore integrazione nell’ambito industriale sono solo alcuni degli elementi. Tali provvedimenti devono poter sopperire, a unanime parere dei tre capi di governo, al problema della disoccupazione giovanile, terzo e cruciale argomento delineato nel corso del trilaterale. Migliorare e ampliare il programma Erasmus, stimolando gli studenti ad approfondire la conoscenza delle lingue straniere e a confrontarsi con culture, metodi e sistemi di studio altri per consolidare inestimabilmente le competenze acquisite durante gli anni universitari, è cuore e culmine di un corale appello all’internazionalizzazione, che ha proprio nella cultura la sua principale declinazione.

Solo superando le delusioni e le miopie di politiche locali ancora restie alla globalizzazione, alle politiche di apertura al libero scambio e al superamento dei piccoli nazionalismi, sarà possibile ridare slancio e vitalità a un’Europa che, sostiene perentorio Renzi, può e deve essere la soluzione ai problemi che oggi la tormentano, ma non l’abbattono. Critico nei confronti di un populismo incline a ravvisare proprio nell’Europa la radix malorum del nostro tempo, il primo ministro del Belpaese ha rivolto, al termine dell’incontro, un accorato invito a non lasciarsi scoraggiare dalle conseguenze della Brexit. «Bisogna tenere insieme i sogni e la concretezza», ha affermato, esortando a vedere in questo continente apparentemente fragile e diviso, la più grande opportunità per il nostro futuro.

 

Gaia Terzulli

Foto © Cagle.com (apertura), Twitter

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