Al vertice sarà avallata l’Unione a più velocità

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Domani capi di Stato e di governo a Bruxelles, nella vecchia sede per banali problemi di “inquinamento” chimico. Sul tavolo diverse questioni, mentre in Italia c’è il G7 Interno

18 ottobre 2017 | di | Europa

Dopo due settimane di consultazioni con i leader dell’Ue, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha delineato la due giorni di Bruxelles come il vertice che darà l’avallo definitivo all’Europa a due velocità. Nella traccia del suo invito ai capi di Stato e di governo dei 28 (il Regno Unito partecipa ancora alle riunioni formali, facendo ancora parte dell’Unione europea, ma non a quelle in cui sono prese decisioni sul futuro della Ue, in previsione della Brexit) Tusk ha esplicitato il percorso, sdoganando in modo definitivo il “mani libere” delle cooperazioni rafforzate, come commenta l’Agenzia italiana Ansa.

Jean-Claude Juncker e Donald Tusk

Un sistema di lavoro che permette di procedere con le riforme, aldilà di veti e blocchi su dossier cruciali, «lasciando la porta aperta a chi vuole unirsi» in un momento successivo. In sintesi l’unità europea è fondamentale, «ma non può diventare una scusa per la stagnazione», come avverte il presidente del Consiglio Ue, che accompagna il documento con un calendario di vertici, quasi uno al mese, a Bruxelles o nei vari Paesi, a partire da quello sul pilastro sociale del 17 novembre, a Goteborg, per finire col consueto appuntamento di giugno nella capitale comunitaria, del 2019.

Un nuovo metodo politico che si propone di risolvere per il giugno 2018, tra le altre, questioni spinose come la riforma del regolamento di Dublino, nelle secche per lo stop dei Paesi Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Ungheria), o il «nodo gordiano» dell’Unione economica e monetaria, per la quale il 6 dicembre la Commissione europea presenterà le sue proposte, e il 16 dicembre si terrà un altro vertice europeo. Proprio “l’Agenda per i leader” – iniziativa che i più leggono come determinazione dell’ex premier polacco a mantenere ben salde, in seno al Consiglio europeo, le briglie del processo decisionale – che sarà in discussione alla colazione di venerdì, è considerata il clou dell’eurosummit.

Federica Mogherini

Tra le cooperazioni rafforzate è prossima quella sulla difesa, un probabile successo per l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza Federica Mogherini, il cui avvio ufficiale seguirà il vertice del 14 e 15 dicembre. Non si attendono invece grandi colpi di scena dalla cena di domani, quando dopo il dibattito sulla proliferazione nucleare – con i Ventotto uniti nella difesa dell’accordo con l’Iran e sulle nuove sanzioni alla Corea del NordTheresa May prenderà la parola per descrivere il punto di vista britannico sugli accordi per la Brexit. Un capitolo che avrà il suo naturale proseguimento venerdì, quando i Ventisette (28 meno Uk) leader constateranno gli insufficienti progressi nei negoziati sulle prioritàgaranzie per i cittadini, conti da saldare e frontiere irlandesi – rimandando lo scrutinio al vertice di dicembre. Sarà comunque sancito l’impegno a lavorare internamente per prepararsi a trattare sui rapporti futuri col Regno Unito, ferma restando anche l’opzione di un possibile nessun accordo.

Piuttosto breve sarà lo spazio dedicato al punto sulla ricollocazione delle Agenzie Ue del Farmaco (Ema) e Autorità bancaria (Eba), che dovranno lasciare Londra per la Brexit. In questo caso la vera partita politica, con l’Italia impegnata per la candidatura di Milano (con Gentiloni che si è insolitamente dichiarato «pronto alla battaglia»), si gioca nei margini del vertice, con una silenziosa e serrata campagna acquisti per formare alleanze, in vista del voto al consiglio Affari generali del 20 novembre. Interlocutori anche i passaggi sulla riforma del regolamento di Dublino, la modifica del Codice Schengen, e la discussione sui rapporti Ue- Turchia: non saranno i temi più importanti e probabilmente saranno rimandati al prossimo vertice. Ma nei summit europei, soprattutto negli ultimi tempi, non si sa mai come vada a finire.

Curioso invece come i capi di Stato e di governo debbano ri-tlaslocare nella vecchia sede del Consiglio. Palazzo Europa, di recente costruzione (è stato inaugurato lo scorso gennaio, ndr), resterà chiuso per questo vertice. La causa? Un incidente dovuto dalla reazione chimica che si è creata tra prodotti per pulirlo. Dunque – “per motivi precauzionali” – gli incontri si terranno nella vecchia sede dell’attiguo palazzo Justus Lipsius. Non una casualità, a dire il vero: l’incidente di oggi, che ha provocato l’evacuazione dell’edificio, sotto la visione di pompieri e personale medico, era già accaduto venerdì scorso. Come recita un comunicato, la «reazione chimica tra due prodotti per la pulizia industriale ha provocato “fumi nocivi” nelle cucine». La decisione di spostare i lavori del vertice dalla nuova alla vecchia sede è stata quindi presa allo scopo di garantire «le condizioni più sicure» per lo svolgimento della riunione.

Intanto tra oggi e domani sono in arrivo in Italia, sull’isola di Ischia, le 10 delegazioni per il vertice dei ministri dell’Interno del G7. Arriveranno tra oggi pomeriggio e domani mattina le rappresentanze di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America (ben 24 componenti al seguito), oltre alle due dell’Unione europea con il commissario per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos e quello per la Sicurezza dell’Unione Julian King, oltre al segretario generale dell’Interpol Jurgen Stock. Fra le tematiche da affrontare si punta a un’intesa contro il terrorismo su web, con focus su foreign fighters e deradicalizzazione.

Un’alleanza tra le grandi democrazie da un lato e i big della rete – da Microsoft a Google, da Facebook a Twitter – dall’altro, per bloccare la minaccia jihadista che sfrutta internet per raccogliere proseliti e fare propaganda. Obiettivo ambizioso quello italiano, inserito al primo punto dell’agenda della riunione dei ministri dell’Interno del G7 a Ischia, dove sono attesi anche 200 antagonisti per un corteo che sfilerà lontano dall’area del vertice. Un obiettivo, però, concreto, visto che al tavolo presieduto dal ministro Marco Minniti ci saranno, per la prima volta, proprio i colossi del web: dal vicepresidente degli affari europei di Microsoft, John Frank, al capo delle politiche di controterrorismo di Facebook, Brian Fishman, dal capo delle politiche pubbliche e di governo di Twitter, Nick Pickles al vicepresidente delle politiche pubbliche di Google, Nicklas Lundblad.

 

Elodie Dubois

Foto © European Council

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