“Alla Fiera dell’Est” tra Senato, Banca d’Italia e gli istituti di credito

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Palazzo Koch multa gli ex dirigenti della Popolare di Vicenza. Accordo raggiunto tra i sindacati e Intesa Sanpaolo. Ma il Parlamento convoca Padoan per irregolarità Via Nazionale

14 luglio 2017 | di | Attualità - Economia - Politica

Come nella canzone di Angelo Branduardi – e nelle italiche querelle – è tutta una caccia a chi dare la colpa degli ultimi fallimenti bancari. Già l’ex premier Matteo Renzi, nel suo libro “Avanti” presentato nei giorni scorsi, aveva a sorpresa scritto che affidarsi alle valutazioni di Banca d’Italia fu un errore. Martedì prossimo Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, sarà in audizione alla Commissione Finanze del Senato per l’esame delle irregolarità di Palazzo Koch. Ora, “Alla Fiera dell’Est”, o meglio, “Alla Fiera d’Italia”, l’Istituto di Via Nazionale condanna gli ex capi degli istituti bancari falliti.

   @andreatornago (Twitter)

Sono 26 gli ex amministratori e dirigenti della Banca Popolare di Vicenza che dovranno pagare multe per 3,6 milioni di euro. Tra i destinatari anche l’ex presidente Giovanni Zonin che dovrà pagare 234mila euro. Tra i destinatari delle sanzioni ci sono anche gli ex componenti del Consiglio d’Amministrazione Marino Breganze, Giorgio Tibaldo, Franco Miranda e Giuseppe Zigliotto per 175 mila euro ciascuno; Andrea Monorchio, Alessandro Bianchi, Vittorio Domenichelli, Giovanni Fantoni, Maria Carla Macola, Maurizio Stella, Nicola Tognana e Roberto Zuccato (€ 163.000); Paolo Angius e Maria Giovanna Dossena (€ 140.000); Gianfranco Pavan e Sbabo Fiorenzo (€ 94.000); Paolo Tellatin (€ 20.000).

Ancora, l’ex direttore generale Samuele Sorato (€ 258.220); l’ex vicedirettore generale e responsabile divisione mercati Emanuele Giustini (€ 129.110); l’ex vicedirettore generale e responsabile divisione finanza, Andrea Piazzetta (€ 105.000). Gli ex componenti del collegio sindacale: Giovanni Zamberlan (€ 105.000), Laura Piussi (€ 93.000), Giacomo Cavalieri (€ 70.000). L’ex responsabile internal Audit Massimo Bozeglav (€ 70.000), l’ex responsabile Compliance Giuseppe Ferrante (€ 70.000).

Le multe di Banca d’Italia arrivano all’indomani dell’accordo raggiunto tra i sindacati e Intesa Sanpaolo per i 4.000 prepensionamenti scaturiti dall’acquisto da parte di Ca’ de Sass di alcune delle attività della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Per Eliano Lodesani, chief operation officer di Intesa Sanpaolo, la tutela dell’occupazione delle due ex banche venete «con alle spalle anni molto difficili è la miglior base di partenza di una nuova fase». La First-Cisl, però, accende un faro sui 700 dipendenti delle aziende escluse dal salvataggio delle banche venete e chiede che vengano tutelati anch’essi.

Come succitato martedì 18 luglio alle ore 15 il responsabile del dicastero dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sarà in audizione alla Commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva «per l’istruttoria delle proposte legislative dell’Unione europea in materia creditizia», il cosiddetto “Pacchetto bancario”. La commissione per l’esame delle irregolarità di Banca d’Italia, nella seduta del 6 marzo scorso, ha ritenuto «sussistenti i presupposti per l’irrogazione di sanzioni». Le violazioni contestate riguardano in modo particolare la carenza nell’organizzazione, nella gestione dei rischi e nei controlli interni da parte degli ex componenti del Consiglio di Amministrazione, dell’ex direttore generale e dell’ex collegio sindacale.

 

Angie Hughes

Foto © Wikicommons, Twitter Andrea Tornago, Financial Tribune, Banca d’Italia, European Union

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