Antonio Guterres in pole per le Nazioni Unite

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Per il focus sui migranti anche Renzi all’Onu. Da domani a New York Assemblea generale, l’ultima del segretario generale Ban Ki-moon. Tra i temi anche la Libia

18 settembre 2016 | di | Mondo - Politica

Da domani si terrà un’Assemblea generale delle Nazioni Unite particolarmente interessante per l’Italia, con un summit sul tema “Migranti e rifugiati“. A presiederla il segretario generale uscente Ban Ki-moon, l’ex ministro degli Esteri della Corea del Sud che lascerà l’incarico e il posto al 38esimo piano del Palazzo di vetro a fine anno.

Un compito, quello di segretario generale dell’Onu, che per mesi sembrava destinato all’altra metà del cielo (tante le candidate, in un primo momento anche l’italiana Mogherini), ma che ora vede un outsider in chiaro vantaggio: l’ex premier portoghese Antonio Guterres, già Alto commissario per i profughi dell’Organizzazione mondiale, in testa – come riporta anche l’Agenzia Ansa – nei quattro “straw poll” del Consiglio di Sicurezza, ricevendo (ultimo la scorsa settimana) ben 12 giudizi positivi (“incoraggiamenti”) su 15.

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Natalia Gherman

Lo “straw poll” è un sondaggio d’opinione pre-elettorale, fatto spesso per stroncare i candidati velleitari, ed era il primo della serie in cui i membri permanenti (Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, in rigoroso ordine alfabetico) potevano far uso del veto. Pare che nello stesso modo sia stata, di fatto, eliminata dalla corsa la principale donna concorrente, il ministro degli Esteri moldavo Natalia Gherman. Sono 8, tutti uomini, i segretati generali eletti fino ad oggi.

Dopo il ritiro della costaricense Christina Figueres restano comunque in campo la direttrice dell’Unesco Irina Bokova, l’argentina Susana Malcorra, la stessa Gherman e l’amministratrice di Undp nonché ex premier neozelandese Helen Clark. Fra le ipotesi anche la commissaria europea (da due mandati) Kristalina Georgieva, bulgara come la Bokova. Ma che non sarebbe di gradimento per Mosca, almeno secondo i rumors.

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Miroslav Lajak

Tra gli uomini, sono della partita lo slovacco Miroslav Lajak, secondo al terzo e al quarto “sondaggio”, il serbo Vuk Jeremi, il macedone Srgjan Kerim e lo sloveno Danilo Turk. Ovviamente nove candidati sono troppi, il prossimo voto del Consiglio, il 26 settembre dopo la sessione ad alto livello dell’Assemblea generale che comincia domani, potrebbe portare a nuovi ritiri.

Intanto Ban sta facendo di tutto per chiudere al meglio il suo mandato. Preme soprattutto sull’agenda dedicata al clima, per far entrare in vigore l’accordo di Parigi (Cop21) prima di fine anno, temendo in particolar modo una retromarcia da parte Statunitense nel caso di presidenza Trump. L’attuale segretario generale vorrebbe poi incassare impegni concreti anche sulla crisi migratoria, non solo in Europa ma anche in Asia.

Proprio sul tema “Migranti e rifugiati”, per la prima volta al centro dei lavori delle Nazioni Unite, con un Summit convocato alla vigilia dell’Assemblea generale, parteciperà domani al Palazzo di vetro il presidente del Consiglio Matteo Renzi. I fari accesi dall’Onu sul fenomeno, su cui l’Italia si misura ogni giorno, permetteranno al premier di rilanciare la ricetta del Migration compact, dopo essere tornato a denunciare, al vertice di Bratislava, le timidezze dell’Unione europea.

Si terrà anche un evento sulla Libia, co-promosso proprio da Italia e Usa, che darà la misura dell’impegno che il Belpaese vorrebbe assumere nell’area. Ad aprire la due giorni newyorkese di Renzi sarà, domani alle 10, un panel organizzato dalla Clinton Global Initiative, moderato da Bill Clinton, dal titolo “Partnering for Global Prosperity”. Per la cronaca anche lo scorso anno il premier era stato ospite dell’evento.

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Matteo Renzi e John Kerry

Renzi siederà al fianco del presidente argentino Mauricio Macri, a rappresentare due “leader emergenti, impegnati in riforme importanti nei loro Paesi”. Nella serata di lunedì il presidente del Consiglio riceverà dalle mani del segretario di Stato americano John Kerry il premio “Global Citizen Award” dell’Atlantic Council “per la leadership esercitata nell’affrontare la crisi economica”.

Martedì 20 il premier chiuderà la duegiorni nella Grande Mela con l’intervento all’Assemblea generale. Un discorso che quest’anno acquista particolare significato perché nel 2017 l’Italia entrerà per un anno (dopo il compromesso raggiunto con i Paesi Bassi per la divisione del mandato biennale) nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. E la presenza in città di oltre 150 leader mondiali per l’Assemblea generale Onu (ci sarà anche la candidata alla presidenza americana Hillary Clinton, di cui Renzi è aperto sostenitore), sarà occasione di incontri bilaterali, come quello con lo stesso Ban Ki Moon, il cui mandato all’Onu scade, appunto, a dicembre.

Mercoledì, infine, l’Italia terrà in prima persona un evento al quale parteciperanno la rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini ed Emma Bonino, con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che giovedì sarà anche all’evento voluto da Italia e Usa sulla Libia.

 

Angie Hughes

Foto © Wikicommons

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