“Benvenuti ai rifugiati” con una mappa dell’Associazione delle Università europee

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Mentre il Vecchio Continente fronteggia un’ondata migratoria senza precedenti c’è un’iniziativa concreta, per l’accoglienza

9 settembre 2016 | di | Attualità - Cultura - Europa - in evidenza

Fare rete per aiutare i migranti, offrire loro consigli, aiuti pratici nella ricerca di un alloggio, di un’offerta formativa, culturale e sportiva: da questa idea promossa dall’Associazione delle Università europee (European University Association, Eua) è nata la “Refugees Welcome Map”. La mappa interattiva – consultabile all’indirizzo http://www.eua.be/activities-services/eua-campaigns/refugees-welcome-map/ – è stata realizzata da un importante numero di atenei europei che hanno poi ricevuto il sostegno di università degli Stati Uniti, della Nuova Zelanda, con l’obiettivo di coinvolgere un numero crescente di Paesi. Finora sono censite 229 iniziative a favore dei giovani migranti lanciate in 31 nazioni diverse e la mappa viene aggiornata in tempo reale, integrando ogni giorno nuovi progetti. Chi fosse interessato a segnalare la propria iniziativa è invitato a rispondere sull’apposita pagina web a un breve quesito.

refugees-map-screenshot_croppedCorsi di lingue, formazioni accademiche, riconoscimento dei titoli di studio ottenuti nel Paese di origine, sostegno giuridico e finanziario, informazioni sul mondo del lavoro: sono alcune delle informazioni pratiche offerte dalla mappa interattiva consultabile gratuitamente. Le iniziative elencate sono soprattutto localizzate in Europa centrale e Occidentale, ma la maggior parte dei progetti (in tutto 55) rivolti ai migranti viene attuato in Germania, il Paese che nel 2015 ha registrato il più alto numero di richieste di asilo.

La ricerca sulla mappa può essere realizzata attraverso filtri – tipo di organizzazione, tipo di iniziativa e categoria – e risulta molto facile. Oltre che sulla mappa vera e propria, tutte le informazioni utili sono contenute in un elenco delle università che hanno aderito in ogni Paese, in ordine alfabetico:refugeeswelcome-title Albania, Austria, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Islanda, Italia, Libano, Lituana, Paesi Bassi, Norvegia, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.

Con 850 membri in 47 Paesi e 17 milioni di studenti, l’Eua, con sede a Bruxelles e Ginevra, è la più grande organizzazione in rappresentanza delle università in Europa. Valori e principi alla base della sua azione sono contenuti nella Magna Charta Universitatum, firmata a Bologna nel 1988 da ben 388 rettori di università di tutto il mondo.

euaInoltre, un’altra pagina del sito dell’Associazione delle Università europee riporta storie dirette raccontate dalle stesse università che partecipano al progetto, con la volontà di testimoniare «buone pratiche e sfide». Ad esempio sia a Vienna che a Gothenburg è emerso il senso di «responsabilità sociale» dell’Università nei confronti della sfida migranti, chiamata ad essere in prima linea  nel «mettere a disposizione conoscenze», nel «ricercare nuove soluzioni» e nell’«alleviare sofferenze e timori». E’ anche prevalsa la volontà di «far emergere esempi positivi, dando prova di apertura mentale e di internazionalismo» piuttosto che di chiusura, diffidenza e discriminazione. Ostacoli e difficoltà non mancano ovviamente, in particolare sul versante finanziario e organizzativo, ma «laddove c’è volontà e impegno di studenti, insegnanti e impiegati universitari si superano», si legge ancora sul sito. Oltre la gestione dell’emergenza, c’è anche l’idea di provvedere ad un sostegno sul medio-lungo termine, con approcci concreti e lungimiranti. «La nostra iniziativa ha prodotto consapevolezza diffusa tra rifugiati, ma anche nelle altre università e nel governo. Crediamo che tramite questo canale possiamo sostenere i nuovi arrivati nell’inserimento sul mercato del lavoro in Svezia. Abbiamo anche aperto posizioni a ricercatori ospiti all’interno della rete Studenti a rischio», spiegano dall’Università di Gothenburg.

carlomagno2-300x200Lo scorso maggio un’altra organizzazione studentesca si è distinta per il suo impegno concreto a favore dei giovani migranti. L’AIESEC Italia ha ricevuto il “Premio Carlo Magno della Gioventù” per InteGREAT, un progetto che ha come principale obiettivo la promozione dell’integrazione dei rifugiati all’interno dell’Ue, favorendo la partecipazione attiva dei migranti nella ricerca di soluzioni alla crisi dei rifugiati, in collaborazione con volontari internazionali, Ong e comunità locali.

 

Véronique Viriglio

Foto © Erasmus Plus, Eua, EP (European Union 2016)

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