Bruxelles, in Italia pressione fiscale sulle pensioni tra le più alte

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Con la Legge di stabilità il governo Renzi si è impegnato ad alzare la soglia della no-tax area. Squilibri sempre più forti tra i diversi Paesi europei

12 dicembre 2015 | di | Attualità - Economia - in evidenza

L’Italia è al quinto posto in Europa per pressione fiscale sulle pensioni. Lo dice la segretaria del sindacato europeo dei pensionati Carla Cantone che rivela: «su un assegno mensile di 1500 euro nel nostro Paese si pagano 600 euro di tasse, in Germania 60 euro».

Secondo una indagine della Confesercenti, prendendo in esame un pensionato tra i 65 e 75 anni che vive a Roma, senza familiari a carico e con un reddito di 20 mila euro l’anno, la pressione fiscale nel 2013 era pari al 20,73%, in Spagna avrebbe pagato il 9,5%, nel Regno Unito il 7,2%, in Francia il 5,2%, fino ad arrivare alla Germania con lo 0,2%, venti volte meno dell’Italia. Ci sono poi quattro Paesi dell’Est, Bulgaria, Lituania, Slovacchia e Ungheria ove le pensioni sono addirittura esenti da tasse. P0097440015HE’ indubbio che le tasse per i pensionati italiani sono alte c’è da dire però che i meno abbienti non le pagano grazie alla no-tax area, quel limite di reddito al di sotto del quale i contribuenti sono esentati dalle imposte, e qui ancora una volta l’Italia è indietro rispetto altri Paesi europei. Lo studio della Confesercenti ci dice che in Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna un pensionato che nel 2013 aveva un reddito di novemila euro non pagava tasse, in Italia invece è assoggettato a tassazione e le imposte erodevano il 9% del reddito. Nel Belpaese sono esentati solo i pensionati con un reddito fino a 7500 euro se non hanno compiuto i 75 anni o fino a 7750 euro se li hanno superati.

P0097440010HC’è anche qui una disparità di trattamento con i lavoratori dipendenti dove l’esenzione arriva a 8mila euro. «La povertà è povera per tutti» – ha affermato la Cantone – «e per un anziano non fruire di esenzioni è una palese contraddizione in quanto è questa fascia di età che ne ha più bisogno in quanto si devono affrontare spese per le medicine». Con la Legge di Stabilità 2016 il governo si è impegnato ad alzare le soglie per i pensionati a 7750 euro per coloro che non hanno raggiunto i 75 anni e 8 mila euro per gli over75, ma sembra che la norma scatterebbe solo dal 2017 anche se all’interno del Partito democratico si sta lavorando a un emendamento per anticiparlo al 2016.

P009744005H«L’alto livello di tassazione è una caratteristica tipica dell’Italia» – spiega David Natali dell’Osservatorio sociale europeo – «e questo dato si collega ad un tasso di evasione fiscale superiore rispetto alla media europea. Se tutti pagassimo le tasse le pagheremmo un po’ meno». Altra particolarità italiana sono le varie addizionali regionali e comunali che aggravano il carico fiscale dei pensionati. «In Europa c’è un solo sistema di calcolo» – aggiunge di nuovo Carla Cantone – «un’unica tassa, in Italia invece dobbiamo pagare le tasse al governo nazionale, a quello regionale e a quello comunale». Sempre un maggior numero di pensionati sono indotti a trasferirsi all’estero specie in Spagna alle Canarie ove le imposte vanno dal 12% a un massimo del 22,58%. P0097440012HSono previsti sgravi per l’affitto di case che aumentano nel caso di chi abbia superato i 65 anni. Chi emigra nella vicina Tunisia, gode di esenzione fiscale sull’80% della pensione e qui i pensionati italiani, aspetto non trascurabile, godono di una copertura totale dal punto di vista medico come all’interno dell’Europa.

Ed ora che siamo alla fine dell’anno, giunge notizia,sempre per i pensionati,che a gennaio 2016 in via eccezionale sarà anticipata una norma che scatterà dal 2017, cioè il pagamento della pensione avverrà nel secondo giorno bancabile. In poche parole, poiché il primo gennaio 2016 cade di venerdì, le pensioni saranno erogate il 5 gennaio oppure il 4 per chi si reca alla posta per ritirarle. Qualcuno ritiene che questi ritardi servano a dare tempo a banche e poste per poter far quadrare i loro giochi finanziari.

 

Giancarlo Cocco

Foto © European Union

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