Can Dundar: «Turchia la più grande prigione dei giornalisti»

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Il direttore di Cumhuriyet, che a Ischia riceve il premio speciale internazionale per la libertà di stampa, chiede all’Ue di non fare solo accordi “sporchi” con il presidente Erdogan

2 luglio 2016 | di | Attualità - in evidenza - Mondo - Politica

Can Dundar, spesso definito come “il direttore anti Erdogan”, lo ripete continuamente, come riporta l’agenzia Ansa: «in Turchia la democrazia non c’è, la libertà di stampa non c’è, è la più grande prigione dei giornalisti nel mondo». Auspica che l’Europa «faccia di più e non solo stringere la mano e fare accordi sporchi e vergognosi con il presidente turco, come quello sui migranti». Leader Ue totalmente assenti, a differenza di uno, che ringrazia: il premier italiano Matteo Renzi.

Dundar ammette di aver paura. Ha dovuto subire ben 92 giorni di carcere preventivo, infine è stato condannato a 5 anni e dieci mesi di carcere per il famoso scoop che ha raccontato, sul suo giornale (Cumhuriyet, del quale è direttore), di come le armi passano dalla Turchia in Siria. Uno scoop sensazionale che ha fatto infuriare Erdogan: «Ci disse che gli autori del reportage avrebbero pagato un duro prezzo, e il duro prezzo ce lo ha fatto pagare».

Dundar a Ischia riceverà il premio internazionale di giornalismo proprio per quella libertà di stampa che lui, senza se e senza ma, cerca di salvare, nel suo Paese come altrove. In Europa, ad esempio. Non è un caso, racconta, se in questi giorni sta facendo un tour nelle capitali europee per dire che «la Turchia non è Erdogan, c’è chi crede, una buona metà, nella democrazia» e per chiedere di aiutare i giornalisti turchi «ce ne sono 35 ancora in carcere».

EP-038039A_Schulz_Dundar_Akin_OkkanIl Vecchio Continente, per il direttore del giornale di opposizione, «fa troppo poco, parla solo dei migranti ma bada poco ai diritti umani». Il rischio è quello d’isolare il suo Paese: «La candidatura come Stato membro Ue è stata quella che ha fatto da motore a molte riforme legislative nel senso della democrazia in Turchia. L’isolamento porterebbe porterebbe sempre più nella direzione degli ultimi accordi di Erdogan con Russia e Israele».

Per Dundar ciò ha influito pure per quanto riguarda l’ultimo attacco inflitto alla città di Istanbul, per il quale chiama piuttosto in causa il governo: «è il risultato di una politica estera sbagliata che prima ha sostenuto e foraggiato i jihadisti e ora espone al pericolo il nostro Paese. Avevamo avvertito il governo che doveva mantenere le distanze tra i jihadisti e la Siria invece li ha sostenuti».

In Italia per la XXXVII edizione del Premio Ischia il direttore di Cumhuriyet racconta un particolare inedito: «Dal carcere ho scritto a mano 28 lettere per i 28 leader europei, solo Matteo Renzi ha detto di aver ricevuto la lettera e che ne avrebbe parlato con il premier turco. Non so se poi lo ha fatto, ma almeno mi ha citato». Papa Francesco e il riconoscimento del genocidio armeno: «I conti con la storia è forse meglio farli internamente perchè, come è capitato, potrebbe anche avvicinare l’opposizione al governo turco».

senza-titolo-(66-di-113)---03-luglio-2016-288x192Come riportato da Il Mattino l’attribuzione del premio per i diritti umani è stata fortemente voluta e votata all’unanimità dalla giuria, formata, tra gli altri, dal presidente e direttore dell’Ansa, Giulio Anselmi e Luigi Contu, dal vice presidente della Fondazione Premio Ischia, Carlo Gambalonga, e dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, che ha così motivato il riconoscimento: «la libertà di giornalisti e media è una condizione irrinunciabile per far funzionare una democrazia: fa parte dei compiti di un giornalista portare alla luce fatti e circostanze nascoste al pubblico dal governo, come hanno fatto Can Dundar e il suo giornale Cumhuriyet. Can Dundar, con le sue attività giornalistiche e con il suo impegno coraggioso per la libertà del giornalismo, è diventato un personaggio simbolo anche per i giornalisti in tutta Europa».

 

Ayla Şahin

Foto © European Parliament (nell’immagine di apertura Can Dundar con Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo) e www.premioischia.it

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