Ci sarà la creazione di un’area economica comune nei Balcani?

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La previsione di un allargamento a sud-est dell’Unione europea sarà al centro del summit in programma a Trieste il 12 luglio prossimo. Macedonia (Fyrom) in Nato e Ue?

13 giugno 2017 | di | Attualità - Europa - in evidenza - Politica

La prospettiva dell’Unione europea di sostenere, per integrare, l’area dei Balcani al suo interno oppure di stringere rapporti privilegiati in attesa del processo di riforma nei singoli Stati è «nell’interesse stesso dell’Ue» – come ha dichiarato il commissario all’Allargamento Johannes Hahn (nella foto di apertura), rientrato a Bruxelles dalla visita in Serbia e Montenegro, illustrandone i progressi compiuti dai Paesi della regione balcanica – «abbiamo semplicemente una scelta: esportare la stabilità o importare l’instabilità».

In particolare, ha evidenziato Hahn, «l’ex repubblica jugoslava di Macedonia (internazionalmente Fyrom), con il sostegno dell’Unione europea, ha finalmente superato la crisi politica, andando alle elezioni e formando un nuovo governo, così potranno ora tornare all’impegno politico necessario per implementare l’agenda delle riforme». Anche l’Albania ha fatto registrare progressi notevoli, con l’annuncio di elezioni democratiche e «l’ambiziosa riforma della giustizia».

«In generale» – ha proseguito il commissario all’Allargamento – «vedo una prospettiva positiva nell’interesse di tutti». La stabilità nei Balcani (occidentali) «può essere raggiunta solo con riforme su stato di diritto, sistema economico e sistema politico«». Dunque l’Ue scommette sulla creazione di un’area economica comune nell’area, la firma del Trattato sulla Comunità dei trasporti e l’agenda della connettività, che saranno al centro del summit sui Balcani in programma a Trieste il prossimo 12 luglio.

Per Hahn «l’area economica regionale mira alla libera circolazione di servizi, al riconoscimento reciproco dei certificati, e cerca di creare un mercato unico digitale». L’idea è quella di «creare in alcuni settori una sorta di mercato comune di circa 20 milioni di clienti uguali che potrebbero attrarre investitori», aumentando le «potenziali settore imprenditoriale» e portando «finalmente a nuovi posti di lavoro nella regione».

Infine il commissario Ue ha evidenziato come si aspetti «un’approvazione da parte di tutti i Paesi dei Balcani occidentali», anche perché l’area economica regionale li preparerebbe alla «futura partecipazione al mercato unico europeo». Parlando del Trattato sulla Comunità dei trasporti, frutto di una negoziazione di quasi dieci anni, Hahn si aspetta che «la firma arrivi» in occasione del summit. Si tratta, ha commentato, di «due iniziative molto importanti che contribuiranno a un ulteriore collegamento della regione con l’Europa».

Zoran Zaev

Quasi contemporaneamente il premier macedone Zoran Zaev ha ufficializzato oggi che il suo Paese potrebbe aderire a Nato e Unione europea con l’acronimo Fyrom (Former Yugoslavian republic of Macedonia), con il quale il Paese balcanico viene denominato anche alle Nazioni Unite (Onu), allo scopo di porre fine all’annosa disputa con la Grecia che a causa del nome blocca l’integrazione euroatlantica della Macedonia. «Con la sigla Fyrom potremmo diventare membro della Nato», ha dichiarat Zaev nella conferenza stampa congiunta oggi a Bruxelles con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, come riferito dai media a Skopje.

L’adesione all’Unione europea «è una priorità strategica» per la Macedonia e l’obiettivo è di «avviare i negoziati il prima possibile, non c’e’ alternativa». Lo ha detto oggi, al punto stampa a Bruxelles, il primo ministro di Fyrom, ricordando che Skopje «è candidata all’adesione dal 2005» e che i negoziati «non sono ancora stati avviati». Durante l’incontro con la stampa, il neo premier si è anche rivolto ai Paesi con cui i rapporti sono più tesi, Grecia e Bulgaria. Per Zaev «la Grecia può stare al nostro fianco» durante il processo di integrazione nell’Ue e nella Nato, ha detto, annunciando anche la sua prima visita bilaterale in Bulgaria, in programma per il 26 giugno, per “costruire ponti” e «supportare una cooperazione più stretta».

La stessa Bulgaria ha tra le sue priorità, durante il semestre di presidenza di turno del Consiglio europeo nella prima metà dell’anno prossimo, la prospettiva di avvicinamento all’Ue della regione dei Balcani occidentali, come ha dichiarato sempre oggi a Sofia il presidente bulgaro Rumen Radev, dopo un incontro con il presidente di turno della presidenza tripartita bosniaca Mladen Ivanic. Radev ha assicurato il suo interlocutore che Sofia appoggia il percorso d’integrazione nell’Unione europea e nella Nato della Bosnia-Erzegovina, che dovrà tuttavia prima adempiere i requisiti previsti.

 

Claudia Lechner

Foto © European Union

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