Commissione Ue all’Italia: manovra entro aprile o procedura di infrazione

  • Condividi questo articolo

Nel rapporto dell’esecutivo si richiede una correzione del debito di almeno lo 0,2% del Pil entro la primavera. Padoan: «Gli effetti delle riforme si vedono, ma dobbiamo fare di più»

23 febbraio 2017 | di | Economia - Europa - in evidenza

«L’Italia presenta eccessivi squilibri», così si legge nel rapporto sul debito pubblico italiano redatto dalla Commissione europea.  Nulla che non ci si aspettasse visto che il Belpaese, effettivamente, non è ancora riuscito a conformarsi a quanto previsto dal patto si stabilità per il 2016 e 2017.  C’è tuttavia ancora tempo prima che la Commissione apra la «procedura per disavanzi eccessivi»: si attenderanno infatti le

Valdis Dombrovskis

previsioni di primavera 2017 (previste per maggio). Entro quel termine l’Italia dovrà, secondo quanto richiesto dall’esecutivo europeo, procedere a una correzione dei conti pubblici di «almeno lo 0,2% del Pil». La Commissione terrà conto «dei dati sui risultati di bilancio per il 2016 e dell’attuazione degli impegni di bilancio assunti dalle autorità italiane a febbraio 2017».

Il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha inoltre sottolineato che i costi cui l’Italia ha dovuto far fronte per «il terremoto e la crisi dei rifugiati sono stati completamente ignorati in questa valutazione».  Nel testo della Commissione si fa riferimento anche a una serie  di riforme positive il cui impulso, tuttavia ha mostratro un rallentamento a partire dalla metà del 2016.

«Dopo positive riforme – si legge nel rapporto – nei processi di bilancio, nel mercato del lavoro, nel settore bancario, nelle procedure per insolvenza, nel sistema giudiziario e nella pubblica amministrazione, lo slancio delle riforme si è indebolito da metà del 2016 e restano lacune in politiche importanti, in particolare per quanto riguarda la concorrenza, la tassazione, la lotta alla corruzione ed il quadro della contrattazione collettiva».

Paolo Gentiloni, Jean-Claude Juncker e Angela Merkel

«Il tasso di debito pubblico – evidenzia il testo – è pronto a stabilizzarsi ma non ha ancora un percorso di discesa a causa del peggioramento del deficit primario strutturale e una sommessa crescita nominale».

A questo si aggiunge che «la competitività resta debole mentre le dinamiche della produttività sono rimaste sommesse, anche a causa della lenta ripresa degli investimenti».

Il ministro dell’Economia Padoan si mostra tuttavia sicuro di ciò che l’Italia può fare: «Nella sua analisi annuale la Commissione Ue apprezza l’ampiezza delle riforme avviate e realizzate dai governi italiani in questi anni» commenta su twitter. «Gli effetti delle riforme – spiega il ministro– si vedono: la crescita è tornata, l’occupazione aumenta, il credito funziona meglio. Ma dobbiamo fare di più».

 

Valentina Ferraro
Foto © European Union

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *