Conferito a Giusi Nicolini il premio per la pace dell’Unesco

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La sindaca: «Questo ci fa sperare in una Europa solidale, dove l’umanità non è sparita». E dedica il riconoscimento a Del Grande «il primo a contare i morti nel Mediterraneo»

20 aprile 2017 | di | Attualità - Europa - Mondo

La “leonessa”: questo il soprannome che si è conquistata combattendo ogni giorno per difendere la dignità dei migranti che sbarcano sulla sua isola e salvaguardare i diritti umani. Una donna coraggiosa e determinata che, da quando nel 2012 è diventata prima cittadina di Lampedusa e Linosa. non ha mai smesso di essere in prima linea, fino a diventare vero e proprio simbolo di accoglienza. Sono queste le caratteristiche che hanno spinto la giuria del Premio per la pace Félix Houphouët-Boigny dell’Unesco a conferire il riconoscimento a Giusi Nicolini e all’Ong francese SOS Méditerranée «per il loro lavoro per salvare la vita dei rifugiati e dei migranti e per accoglierli con dignità».

Una donna coraggiosa, che Papa Francesco definì eroica quando dichiarò che la sindaca «si era giocata tutto, a costo di trasformare l’isola da terra di turismo a terra di ospitalità».
Anche durante la sua visita a Lampedusa nel 2013 il Pontefice ebbe modo di elogiare l’operato della Nicolini alla quale disse: «Lei ha fatto di questa piccola isola una grande causa». Una causa che il primo cittadino non ha mai smesso di difendere con tutta la determinazione di cui è capace.

Il premio, come si legge nelle motivazioni, le è stato conferito «per la sua grande umanità e il suo costante impegno nella gestione della crisi dei rifugiati che arrivano a migliaia sulla costa dell’isola di Lampedusa e in altre località italiane. Nonché per la loro integrazione».
Prima di lei il riconoscimento, istituito nel 1989, è stato assegnato, fra gli altri, a Nelson Mandela, Shimon Peres, François Hollande e Yasser Arafat.

«Questo premio è un grande onore per me, per Lampedusa e per i lampedusani – ha commentato la sindaca – Ma soprattutto è un tributo alla memoria delle tante vittime della tratta di esseri umani nel Mediterraneo. In un momento in cui c’è chi chiude le frontiere e alza muri parlando di una invasione che non c’è – ha aggiunto la Nicolini – essere premiati con questa motivazione ci fa sperare in una Europa solidale, dove l’umanità non è sparita. È su questi valori, su questi principi che si fonda l’Europa. Diversamente rischiamo di naufragare anche noi insieme a profughi e migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo».

Intervistata da Radio Rai, la Nicolini ha infine dichiarato di dedicare questo premio «a tutti coloro che il mare non sono riusciti ad attraversarlo perché ci sono rimasti dentro e in questo momento – ha aggiunto – mi sento proprio di dedicarlo a Gabriele del Grande. Lui – ha spiegato – è stato il primo attraverso un sito a contare i morti nel Mediterraneo, quando ancora nessuno sapeva che si moriva nel Mediterraneo. Adesso è prigioniero in Turchia, pretendo che il governo del nostro Paese riporti a casa presto Gabriele».

 

Valentina Ferraro
Foto © European Union

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