Considerazioni sulle ricette proposte per la nuova Ue

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Promette di cambiare tutto in un anno e mezzo: è l’ambizioso programma del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker

16 settembre 2017 | di | Economia - Europa - in evidenza - Politica

Nel suo miglior discorso di questi tre anni da presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker mercoledì 13 settembre ha delineato a Strasburgo, nella sede plenaria del Parlamento europeo, lo scenario personale per il prossimo futuro che coinvolgerà i 27 Paesi membri.

Grazie ad una ritrovata fiducia dei cittadini europei nell’Unione, e a un regresso degli euroscettici, ma soprattutto grazie ad una situazione più incoraggiante dell’economia, che cresce in media del 2,2% nell’Eurozona – più degli Usa – in sintesi come dice Juncker grazie ad un «Europa che ha di nuovo il vento in poppa».

Un programma di lavoro che testimonia la volontà della Commissione di riaffermare il proprio ruolopolitico”, cui compete la responsabilità di proporre misure e iniziative in una fase in cui i governi nazionali avevano dato prova di voler monopolizzare la scena politica, con varie iniziative non sempre aderenti al dettato comunitario. Un’Europa, dice Juncker, aperta al commercio ove ogni miliardo di euro di esportazioni significa 14 mila posti di lavoro in più. Quindi apertura agli accordi commerciali ma nel rispetto delle nostre regole ambientali, sociali, di protezione della privacy e di sicurezza alimentare. Il presidente propone un più severo regime di verifica per le acquisizioni di aziende e infrastrutture strategiche europee da parte di gruppi pubblici di altre nazioni.

«Le migrazioni resteranno nel nostro radar» – ha affermato Juncker – «e l’Italia con la sua generosità e perseveranza ha salvato l’onore dell’Europa nel Mediterraneo», criticando i Paesi di Visegrad (Polonia, Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca) ma senza citarli, che si rifiutano di accogliere i profughi. A proposito del Gruppo di Visegrad è opportuno conoscerne la storia. Il nome Visegrad deriva da una città ungherese che fu teatro di un incontro storico avvenuto nel 1335 tra i Sovrani Carlo I d’Ungheria, Casimiro III di Polonia e Giovanni I di Boemia, in cui Carlo I e Giovanni I concordarono la necessità di creare nuove vie commerciali che evitassero il centro di Vienna per ottenere accessi ai mercati europei. Tutti i Paesi di Visegrad sono entrati a far parte della Ue nel 2004 e per ora solo la Slovacchia ha adottato l’euro a partire dal 2009.

La Commissione europea farà nuove proposte sui rimpatri e auspica maggiori aiuti all’Africa con apertura di immigrazione controllata e legale in una Europa che invecchia. Per rafforzare la sua unità l’Unione europea ha bisogno di estendere Schengen anche a Romania, Bulgaria e Croazia con l’idea che l’euro diventi la moneta comune di tutta l’Europa, «una moneta che unisce e non divide», e che tutti i membri dell’Unione possano far parte dell’Unione bancaria. Da registrare poi “la simpatia” espressa per la proposta di liste transnazionali per le elezioni del Parlamento europeo per il destino dei 73 seggi britannici al Pe dopo la Brexit. Ha rilanciato la proposta di una fusione delle figure del presidente della Commissione e del presidente del Consiglio europeo e l’appello per passare in sede parlamentare, ove possibile, dall’unanimità al voto a maggioranza. Entro fine anno la Commissione farà proposte concrete per la trasformazione del Meccanismo Europeo di Stabilizzazione, in un Fondo Monetario e sulla istituzione di un ministro delle Finanze europeo, non una nuova istituzione, ma un commissario competente per assistere gli Stati membri in difficoltà.

Juncker ha escluso l’adesione della Turchia alla Ue in un futuro prossimo, Paese in cui i «diritti sociali e dell’informazione sono calpestati». «Voglio fare dell’Europa» – ha proseguito – «il centro dell’innovazione, della digitalizzazione e dello sviluppo sostenibile» ma gli attacchi dei pirati della Rete minacciano più delle armi la stabilità democratica, la soluzione è per il presidente della Commissione «l’Agenzia europea per la sicurezza cibernetica». Nel discorso si fa menzione ad un generico impegno sul tema della difesa europea ma è interessante la proposta avanzata sul tema della governance dell’Eurozona che sembra anticipare quanto potrà emergere dalle intese fra Berlino e Parigi. Sintomatico poi che nel suo discorso Juncker abbia speso solo poche parole sulla Brexit, proponendo un vertice dei Capi di Stato e di governo dal 27  al 30 marzo 2019 all’indomani dell’ormai consumato divorzio dal Regno Unito e alla vigilia delle elezioni europee, per rilanciare il progetto comune e affossare i motivi di dissenso.

 

Giancarlo Cocco

Foto © European Union

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