Crisi dei rifugiati: la Commissione riferisce sui progressi compiuti

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In previsione del Consiglio europeo di domani, l’esecutivo comunitario ha presentato oggi una comunicazione che fa il punto sull’attuazione delle azioni prioritarie

14 ottobre 2015 | di | Attualità - Europa - Politica

Nel quadro dell’Agenda europea sulla migrazione un elenco dei progressi compiuti riguardo alle misure operative, gli impegni finanziari e le azioni destinate ad attuare la legislazione dell’Unione europea: sono questi gli argomenti trattati nella comunicazione che la Commissione ha preparato oggi per il Consiglio europeo di domani, tutti temi proposti dall’esecutivo comunitario approvati dai capi di Stato e di governo lo scorso 23 settembre.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: «Tre settimane fa ci siamo riuniti in qualità di leader europei per concordare un elenco concreto di iniziative da prendere con urgenza. La Commissione ha rispettato tutti gli impegni assunti. Abbiamo stanziato maggiori fondi per la crisi dei rifugiati, grazie al bilancio rettificativo già adottato da entrambi i colegislatori. Abbiamo inviato i nostri esperti in Grecia e in Italia per far funzionare i “punti di crisi” e il meccanismo di ricollocazione, e incitato tutti gli Stati membri ad applicare correttamente le norme comuni dell’Ue in materia di asilo. Abbiamo così ottenuto risultati concreti, ma è necessario che gli Stati membri si impegnino di più, facendo seguire alle nobili parole azioni concrete a livello nazionale».

Would be immigrants attend the visit of The European Commissioner for Migration Affairs and Citizenship Dimitri Avramopulos  at Hot Spot of Lampedusa island, southern Italy, during his visit on October 9, 2015.

Per quanto riguarda le misure operative, il metodo basato sui punti di crisi (hotspot) proposto dalla Commissione sta cominciando a funzionare: le squadre di sostegno per la gestione della migrazione sono pienamente operative a Lampedusa e stanno entrando in azione in Grecia. Questo ha permesso di realizzare le prime ricollocazioni di richiedenti asilo e di organizzare una serie di voli per rimpatriare i migranti irregolari che non hanno il diritto di soggiornare in Europa. La Commissione ha inoltre collaborato con gli Stati membri per preparare in via operativa il reinsediamento di persone bisognose di protezione internazionale direttamente dai Paesi terzi: i primi rifugiati siriani sono stati già reinsediati in Italia, nella Repubblica Ceca e nel Liechtenstein (che partecipa al meccanismo in qualità di Stato associato a Schengen). Affinché questi meccanismi funzionino bene, gli Stati membri devono rispondere prontamente alla richiesta di esperti nazionali che sostengano le operazioni nei punti di crisi, notificare alla Commissione le loro capacità di accoglienza, identificare i punti di contatto nazionali che coordineranno le ricollocazioni con la Grecia e l’Italia, e precisare gli impegni di reinsediamento a livello nazionale.

Would be immigrants attend the visit of The European Commissioner for Migration Affairs and Citizenship Dimitri Avramopulos  at Hot Spot of Lampedusa island, southern Italy, during his visit on October 9, 2015.

In termini di sostegno finanziario, la Commissione ha già proposto modifiche ai bilanci del 2015 e del 2016, aumentando di 1,7 miliardi di euro le risorse stanziate per la crisi dei rifugiati. Ciò significa che nel 2015 e nel 2016 la Commissione spenderà in tutto 9,2 miliardi di euro per la crisi dei rifugiati. In procedura accelerata, sia il Parlamento europeo che gli Stati membri in sede di Consiglio hanno approvato il bilancio rettificativo della Commissione per il 2015. Gli Stati membri devono ora stanziare le risorse nazionali corrispondenti, come concordato dai capi di Stato e di governo il 23 settembre. Numerosi sono gli Stati membri che devono ancora fornire finanziamenti corrispondenti a quelli dell’Ue per l’UNHCR, il Programma alimentare mondiale e altre organizzazioni pertinenti (500 milioni di euro), il Fondo fiduciario regionale dell’Ue per la Siria (500 milioni di euro) e il Fondo fiduciario di emergenza per l’Africa (1,8 miliardi di euro).

Gli Stati membri devono inoltre provvedere a una corretta attuazione del diritto dell’Ue. Il sistema europeo comune di asilo ha lo scopo fondamentale di aiutare le persone bisognose di protezione internazionale e rimpatriare i migranti che non hanno diritto di soggiornare nel territorio dell’Unione europea. Queste norme devono essere applicate correttamente. La Commissione non ha ancora ricevuto risposta alle 40 lettere di ammonimento inviate agli Stati membri il 23 settembre, in aggiunta ai 34 casi pendenti, riguardanti violazioni potenziali o effettive della normativa dell’Ue in materia di asilo.

Would be immigrants attend the visit of The European Commissioner for Migration Affairs and Citizenship Dimitri Avramopulos  at Hot Spot of Lampedusa island, southern Italy, during his visit on October 9, 2015.

La Commissione sta altresì collaborando intensamente con la Grecia, dove opera un’unità specializzata sotto la guida del direttore generale del servizio di assistenza per le riforme strutturali, per garantire che siano migliorate le capacità di accoglienza del paese e che siano rispettate le condizioni affinché il Consiglio europeo possa raccomandare entro la fine del 2015 il ripristino dei trasferimenti ai sensi del regolamento Dublino verso la Grecia. D’altra parte, la Commissione sta per formulare un parere circa la proporzionalità e la necessità della reintroduzione temporanea dei controlli di frontiera da parte della Germania, dell’Austria e della Slovenia. La Commissione continuerà a sorvegliare attentamente la situazione e ritiene che la piena attuazione delle azioni prioritarie concordate permetterà un ritorno al normale funzionamento del sistema Schengen nei prossimi mesi.

Refugees sleeping inside the migrant registration centre of Passau

La dimensione esterna è cruciale per affrontare le cause profonde degli attuali afflussi di migranti e rifugiati nell’Ue. Parte della soluzione consiste nell’intensificare gli sforzi finanziari e diplomatici. La diplomazia dell’Unione europea è attivamente impegnata a trovare soluzioni politiche alla crisi in Libia e in Siria, a sostegno delle iniziative dell’Onu. Inoltre, è in corso di attuazione il piano d’azione dell’Ue contro il traffico di migranti e si stanno svolgendo preparativi con i partner africani che consentano di concludere con successo il vertice di La Valletta sulla migrazione che avrà luogo l’11 e il 12 novembre. I rimpatri saranno resi più efficaci dagli accordi di riammissione attualmente in negoziazione o da una maggiore attuazione degli accordi già stipulati, come quello con il Pakistan. La Turchia e i Balcani occidentali sono partner strategici. Il dettagliato piano d’azione sulla migrazione presentato dal presidente Juncker al presidente Erdoğan il 5 ottobre stabilisce una serie di misure concrete su cui collaborare; per finalizzare il piano d’azione, la Commissione sta ora discutendo intensamente con le autorità turche. Inoltre, la dichiarazione recentemente adottata in occasione della conferenza ad alto livello sulla rotta del Mediterraneo orientale e dei Balcani occidentali prepara il terreno a una più stretta cooperazione con i partner del nostro immediato vicinato.

 

Claudia Lechner

Foto © European Commission

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