“Dal comunicare al fare l’Europa”: il ruolo dell’informazione in Italia

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Un manuale di best practice e linee guida operative, interessante spunto di riflessione su come sta cambiando il modo di comunicare delle Istituzioni europee

1 luglio 2017 | di | Eventi - Libri

Futuro dell’Europa, identità e cittadinanza, comunicazione, crisi dei media tradizionali, rappresentatività, opportunità, globalizzazione: questo l’elenco degli argomenti toccati dal giornalista Andrea Maresi che al fianco di Eurocomunicazione ha discusso ieri, venerdì 30 giugno, nella trasmissione “Un libro per l’Europa” – format del palinsesto di Studio Europa della Rappresentanza in Italia della Commissione europea – del testo che ha curato assieme a Lucia D’Ambrosi “Dal comunicare al fare l’Europa”.

Il libro era stato presentato proprio nella sede delle Istituzioni europee nella capitale italiana lo scorso 13 marzo nello “Spazio Europa” della Rappresentanza della Commissione europea e del Parlamento europeo a Roma moderato da Frediano Finucci di La7 in stile Omnibus, con la partecipazione di Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei, Mario Mauro, senatore dei Popolari per l’Italia già vicepresidente del Parlamento europeo, Francesco Adornato, rettore dell’Università di Macerata, Stefano Polli, vicedirettore dell’agenzia stampa Ansa e Roberto Santaniello, special advisor della Commissione europea per la comunicazione. A chiudere i lavori era intervenuta Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Brevi video della presentazione sono disponibili sulle nostre pagine social Twitter e Facebook. Quando il testo universitario era uscito nel 2016 Eurocomunicazione aveva realizzato una scheda. Per chi volesse ascoltare l’approfondimento e l’intervista é disponibile a questo indirizzo: http://ec.europa.eu/italy/news/radio_it

copertina-maresiPer parlare di Europa è necessario conoscerla. Non per forza in tutte le sue piccole sfaccettature, ma almeno in parte sì. Bisogna, prima di tutto, mettere in atto un processo di consapevolezza e partecipazione nei confronti della vita pubblica attraverso la comunicazione di ciò che l’Europa sta attuando, nel modo più trasparente possibile. È ciò che sostengono Andrea Maresi (giornalista professionista, cura la Comunicazione e le Relazioni istituzionali della delegazione della Regione Lombardia a Bruxelles) e Lucia D’Ambrosi (docente di Comunicazione Pubblica e Open Government presso l’Università di Macerata) nel volume da loro curato “Dal comunicare al fare l’Europa”, edito da EUM (Edizioni Università di Macerata), con l’intento sia di sottolineare il ruolo delle politiche europee nello sviluppo della cosiddetta “Cittadinanza attiva”, sia di conoscere quali opportunità l’Europa offre sul breve e lungo periodo.

Un manuale di best practice e linee guida operative quello di Maresi e D’Ambrosi, un interessante spunto di riflessione su come sta cambiando il modo di comunicare delle Istituzioni europee, in una società che si evolve in maniera sempre più rapida dal punto di vista tecnologico e su quanto oggigiorno sia importante coinvolgere i cittadini in un “sapere e sapersi ascoltare” in modo biunivoco, cioè con un riscontro tangibile, osservabile, criticabile e, quindi, anche migliorabile.

Il volume invita a riflettere dunque sul ruolo dell’informazione in Italia, per favorire la conoscenza delle opportunità offerte dall’Unione europea, con la nuova programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020. Suddiviso in tre parti, il libro raccoglie contributi di autori diversi per formazione, background ed esperienze, ma tutti conoscitori a vari livelli della macchina europea. La prima sezione approfondisce il tema della comunicazione europea, in relazione alla cittadinanza democratica e al processo di costruzione dell’Unione, la seconda intende riflettere sul modo di comunicare e informare in Europa, in un momento di difficile transizione, mentre nella terza e ultima sono presentati gli strumenti operativi per utilizzare e gestire i fondi Ue.

 

Pierfrancesco Mailli

 

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