Eurobarometro: italiani scettici verso l’Unione europea

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Il 78% pensa che gli interessi del Belpaese non siano tenuti abbastanza in considerazione dall’Ue

12 marzo 2015 | di | Attualità - Europa

Presentato presso la sede della Commissione europea in Italia il Rapporto Eurobarometro sull’Italia. Il sondaggio è stato effettuato nei 28 Paesi membri dell’Unione Europea più in sei Paesi candidati quali: la Turchia, l’Islanda, il Montenegro, la Repubblica di Macedonia, la Serbia e l’Albania.

L’Eurobarometro è un importante sondaggio sulle opinioni dei cittadini e rileva la sensibilità dei Paesi su temi quali: la crescita economica,la politica d’immigrazione,le riforme e gli investimenti la politica estera,l’allargamento, la fiducia, i diritti ed i valori.

Ne hanno discusso Lucio Battistotti direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il direttore di euroactive.it Giampiero Gramaglia, l’economista Raffaele Brancati e Carlo Buttaroni presidente di Tecnè.

DSCN8897Per gli italiani la disoccupazione è il problema principale, lo dice il 60% degli intervistati, la situazione economica è la seconda priorità, 37% per gli italiani (24% la media dei cittadini Ue). Riguardo l’occupazione il 45% dei nostri cittadini si aspettano un peggioramento della situazione nel Paese nei prossimi dodici mesi , mentre nel campione europeo solo il 28% prevede un deterioramento della situazione economica.

Fare le riforme è la ricetta, lo richiede l’85% del campione perché l’Italia possa rimettersi in sesto e affrontare il futuro. Il 70% degli intervistati auspica l’uso di denaro pubblico per stimolare investimenti privati a livello Ue. Tedeschi e greci sono tra i maggiori sostenitori di questo approccio nella misura del 73%, mentre gli spagnoli sono tra i meno soddisfatti con il 46%, insieme agli svedesi, i britannici sono al 43%.

Tra le misure utili per lasciare la crisi alle spalle gli italiani guardano con favore al sostegno di una economia che usi meno risorse naturali, ed emetta meno gas serra, il 75% è favorevole a questo approccio, i lussemburghesi sono addirittura all’85% favorevoli, l’82% in Belgio, Malta e Germania mentre tra i meno entusiasti prevalgono i britannici con il 61% di consensi , i cechi al 63 e i finlandesi al 64%.

L’Unione Europea dovrebbe avere come principale obiettivo la garanzia di prezzi energetici ragionevoli per i consumatori, sostiene secondo il sondaggio la maggioranza del campione italiano.

Il 78% degli intervistati italiani ritiene utile aiutare la base industriale europea a esser più competitiva e per il 58% del campione, portare l’industria a pesare per il 20% del Pil Ue entro il 2020 è un obiettivo realizzabile.

Gli italiani favorevoli alla Politica Estera comune Ue aumentano dal 62 al 67% e i sostenitori della Politica di Sicurezza e Difesa comune raggiungono il 73%.

Gli intervistati italiani si mostrano anche soddisfatti della politica commerciale europea e approvano con il 58% dei consensi, un accordo commerciale e sugli investimenti tra Ue e Stati Uniti.

Il 63% degli italiani considera opportuno sviluppare l’economia digitale per contrastare la crisi e preparare il futuro, anche se il 18% degli intervistati non usa mai internet e un altro 10% non ha accesso alla rete.

DSCN8909L’entusiasmo degli italiani, riguardo l’allargamento, si smorza quando si parla di nuove adesioni alla Ue: infatti il 52% del campione è contrario mentre i favorevoli scendono dal 33% della precedente rilevazione al 30% di questa.

La maggioranza degli intervistati italiani ed europei invocano nuove misure per contrastare l’immigrazione clandestina e vedono di cattivo occhio l’immigrazione di cittadini extracomunitari.

Per aumentare il senso di appartenenza all’Ue italiani ed europei ritengono sia utile armonizzare i sistemi di protezione sociale nazionali su pensioni,sanità ed istruzione e sarebbe apprezzabile anche l’elezione diretta del Presidente dell’Unione europea.

Anche le istituzioni politiche nazionali sono state oggetto della ricerca: il 75% degli italiani e il 65% della media dei Paesi europei non si fidano del proprio governo, le autorità pubbliche regionali o locali non sono ritenute affidabili dal 70% degli italiani e dal 50% degli europei. Dei partiti nazionali non si fida l’85% degli italiani e l’80% degli europei. Dalla critica degli italiani si salvano solo poche istituzioni, l’esercito con il 66% di consensi e la polizia con il 65%. Emerge, quindi, da questo sondaggio che la priorità per la fiducia nelle istituzioni europee deve essere ottenuta attraverso un fattivo coinvolgimento di tutti gli organismi di Bruxelles per evitare le troppe ineguaglianze che affliggono il Vecchio Continente.

 

Giancarlo Cocco

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