ExoMars: la missione europea sta per raggiungere Marte

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Dopo essersi separato dall’orbiter, domani il lander toccherà la superficie marziana. Notevole il contributo scientifico e tecnologico dell’Italia

18 ottobre 2016 | di | Scienza - Senza categoria

È previsto per domani alle 16,48 italiane l’atterraggio del lander Schiaparelli su Marte. La missione ExoMars, coordinata dalle agenzie spaziali europea (Esa) e russa (Roscosmos) raggiunge così l’obiettivo più importante della sua prima fase: toccare la superficie marziana.
Dopo  sette mesi, il lander Schiaparelli, che deve il suo nome all’astronomo italiano che creò la prima mappa completa di Marte, si è separato dall’orbiter Tgo (Trace Gas Obiter). Il distacco è avvenuto a circa un milione di chilometri dal pianeta rosso. “Divorzio in orbita”, così lo hanno soprannominato i responsabili della missione. La separazione è avvenuta grazie a una manovra meccanica programmata dal computer di bordo. L’orbiter Tgo, si avvicinerà a Marte soltanto il prossimo anno: in quell’occasione è stato previsto che si accosterà fino a 400 chilometri dalla superficie marziana.

Il segnale dell’avvenuta separazione è stato ricevuto sulla Terra, impiegando esattamente 9 minuti e 36 secondi. Il segnale del lander, che ha trasmesso dati per 15 minuti,  è stato recepito in tempo reale in India, dal radioscopio Gmrt (Giant Metrewave Radio Telescope). Allo stesso modo ci si aspetta di poter ricevere in tempo reale anche il segnale dell’avvenuto atterraggio del lander su Marte.
A trasmettere a Terra dall’orbita marziana ci sono anche l’orbiter Tgo e il satellite europeo Mars Express, che si trova nell’orbita di Marte dal 2003, per i quali tuttavia è impossibile trasmettere in tempo reale.

Notevole il contributo italiano nell’ambito della missione: non è infatti soltanto il nome del lander a provenire dal Belpaese, ma anche molta della tecnologia presente a bordo, grazie all’industria italiana che ha collaborato attraverso Finmeccanica e Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica), la Telespazio (Finmeccanica-Thales) e l’Altec.
Senza dimenticare che l’Agenzia spaziale italiana (Asi) costituisce il principale sostenitore di ExoMars: il suo contributo di 350 milioni di euro è infatti pari al 32% del valore dell’intera missione. Importante infine anche il contributo scientifico italiano, grazie all’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), all’Università di Padova e all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

 

 

Valentina Ferraro
Foto e Video © ESA

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