Francia: le osservazioni del GRECO sul livello di conformità raggiunto

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La valutazione rigorosa del Group of States against Corruption sull’operato del governo francese per attuare le indicazioni per il contrasto al fenomeno corruttivo

24 settembre 2017 | di | Europa - Politica

A distanza di circa tre anni dalla pubblicazione delle risultanze della verifica effettuata presso le Autorità francesi dall’Equipe d’évaluation  in materia di prevenzione della corruzione di parlamentari, giudici e procuratori (Rapporto di valutazione adottato nel dicembre 2013), il GRECO, nel corso della 71° Riunione Plenaria tenutasi a Strasburgo tra il 14 ed il 18 marzo 2016 ha adottato un Rapport de Conformité contenente le osservazioni e le valutazioni in merito alle misure applicate dalla Repubblica francese per l’implementazione delle 11 raccomandazioni precedentemente formulate.

Per chiarezza occorre precisare come il Rapport de Conformitè valuti: (i) modi e tempi di adozione di ogni singola raccomandazione; (ii) il livello globale di conformità a tutte le raccomandazioni del paese interessato. Dunque, partendo dal Rapporto di Conformità veniamo ora all’esposizione, in sintesi, della valutazione dei modi e tempi di applicazione delle 11 raccomandazioni a suo tempo formulate dal GRECO nei confronti delle autorità francesi nel Rapport d’èvaluation.

Il contenuto della 1a Raccomandazione è il seguente:

   Bureau del GRECO composto dal presidente croato Marin MRČELA e dalla vicepresidente francese Agnès MAITREPIERRE. Con loro gli altri componenti Helena LIŠUCHOVÁ (Repubblica Ceca), Aslan YUSUFOV (Federazione Russa), Vita HABJAN BARBORIČ (Slovenia), Ernst GNÄGI (Svizzera) e David MEYER (Regno Unito)

«Il GRECO raccomanda che le modalità di ricorso ai collaboratori e assistenti parlamentari, all’indennità rappresentativa delle spese connesse al mandato (IRFM) e il dispositivo in merito alla riserva parlamentare siano profondamente riformate al fine di garantire la trasparenza, la responsabilità e il controllo di queste risorse».

L’Assemblea nazionale e il Senato hanno regolamentato in modo più accurato le modalità di ricorso ai collaboratori e assistenti parlamentari al fine di migliorare la loro situazione economica e limitare al meglio i potenziali conflitti d’interesse. Il principio di base resta quello dell’esclusività del rapporto tra collaboratore e/o assistente e parlamentare. Ciò al fine di evitare il verificarsi di situazioni che possano, in qualche maniera, anche solo facilitare il compimento di condotte riconducibili al concetto di corruzione.

Per quanto attiene all’IRFM le Autorità francesi hanno spiegato come tramite l’adozione della Loi organique del 2013 la situazione sia sensibilmente migliorata sul piano della trasparenza della vita pubblica.

Inoltre, il 18 febbraio 2015 su incarico del Bureau dell’Assemblea Nazionale, il Collegio dei Questori ha realizzato una serie di riflessioni sul IRFM. Conseguentemente, di concerto con il Déontologue, il Collegio ha elaborato  un insieme di regole successivamente adottate dal Bureau il 15 febbraio 2015 mediante il loro inserimento nell’art. 32bis dell’Instruction générale du Bureau.

A sua volta il Senato, il 15 aprile 2015 ha inserito nell’Instruction générale du Senat 6 (sei) nuove regole per il corretto utilizzo dell’IRFM.

Da ultimo, per quanto riguarda la riserva parlamentare la Loi organique del 2013 relativa alla trasparenza della vita pubblica ha imposto due modalità di pubblicazione riguardanti le sovvenzioni versate per i lavori d’interesse locale e quelle versate agli associati. A tali sovvenzioni sono applicabili le regole generali della contabilità pubblica e le disposizioni di cui al decreto n° 99-1060 del 1999 relative alle sovvenzioni dello Stato per i progetti d’investimento.

L’attribuzione delle sovvenzioni può essere effettuata purché essa obbedisca ad una serie di criteri (es: privilegiare i progetti che presentano un interesse generale; applicare sovvenzioni in maniera controllata affinché esse mantengano il loro carattere incitativo; evitare la ripetizione di sovvenzioni sui medesimi progetti a meno che non si tratti di attività da realizzare su più anni).

Anche gli aiuti alle associazioni per risultare legittimamente attribuiti devono soddisfare una serie di condizioni (es: nel caso di think thank deve esserci a monte un progetto di ricerca preciso).

In merito alle attività poste in essere dalle Autorità francesi per dare attuazione a quanto indicato nella 1a Raccomandazione il GRECO si congratula per il fatto che sotto diversi profili le sue indicazioni siano state seguite e implementate.

In particolare per i profili relativi ai collaboratori il GRECO incoraggia gli organi competenti a proseguire nello sviluppo delle riflessioni che hanno già portato all’adozione dei provvedimenti summenzionati affinché i principi di trasparenza siano pienamente applicati.

Relativamente all’IRFM il GRECO giudica positivamente quanto realizzato dalle Autorità francesi. Resta da verificare se le misure di controllo risulteranno sufficienti.

Quanto alla Réserve parlamentaire, il GRECO nota come nessuna nuova misura sia stata adottata per migliorare la gestione di detto istituto. Dunque i rischi connessi a tale procedura permangono.

Complessivamente il GRECO ha concluso osservando come le Autorità francesi abbiano dato seguito alla 1a Raccomandazione in misura parziale.

Il contenuto della 2a Raccomandazione è il seguente:

«Il GRECO raccomanda di adottare un corpus normativo contenente delle regole di condotta/deontologiche che sia applicabile direttamente ai senatori. Ciò similmente a quanto avviene per i deputati».

Dal 2014 il Senato ha adottato delle misure per prevenire e gestire gli eventuali conflitti d’interesse. Dunque il GRECO si congratula con le Autorità francesi per l’adozione da parte del Senato delle cennate misure sul piano deontologico. Al riguardo il GRECO ritiene che le indicazioni contenute nella prefata Raccomandazione siano state implementate dalla Francia in modo soddisfacente.

Il contenuto della 3a Raccomandazione è il seguente:

«Il GRECO raccomanda che le norme che gestiscono i conflitti d’interesse dei deputati e senatori siano completate mediante l’adozione di un regolamento e la formulazione di indicazioni concernenti i casi nei quali sussista un obbligo individuale di segnalare il conflitto d’interesse potenziale o di astenersi dal partecipare all’attività parlamentare per le medesime ragioni».

Il governo francese nota come, allo stato,  sia possibile comminare delle sanzioni disciplinari nel caso in cui i soggetti convolti non applichino correttamente le regole imposte per la corretta gestione delle situazioni di potenziale conflitto d’interessi. Inoltre il Senato ha anche adottato una guida di bonnes pratiques per consentire ai senatori di gestire al meglio le situazioni di conflitto d’interesse anche solo potenziale. Complessivamente il GRECO ritiene che detta Raccomandazione sia stata implementata in misura parziale.

Il contenuto della 4a Raccomandazione è il seguente:

«Il GRECO raccomanda che: (i) la regolamentazione  in merito alle regalie e agli altri vantaggi sia rivista e completata in modo da rinforzare la coerenza delle regole, l’indicazione di principi sulla base dei quali sia possibile interdire determinate condotte e a regolamentare le diverse forme di vantaggio; (ii) le dichiarazioni siano rese pubbliche soprattutto nelle ipotesi nelle quali vantaggi in genere possano considerarsi consentiti purché resi pubblici (inviti, viaggi, ecc.)».

Si rileva come le Autorità francesi abbiano fornito informazioni relative all’Assemblea Nazionale per il periodo dal 16 aprile 2014 al 1 giugno 2015. In particolare si tratta di informazioni in merito ad un certo numero di dichiarazioni da parte dei deputati relative a regalie o vantaggi in genere per un valore superiore a 150 euro. Viceversa il Senato ha imposto degli obblighi di dichiarazione ai senatori in merito alle regalie e ai vantaggi ricevuti di valore superiore a € 150.

Per quanto afferisce all’Assemblea nazionale il GRECO si duole di dover rilevare come detto organo nulla abbia fatto per dare seguito alle parti della Raccomandazione relative all’opportunità di rendere pubbliche le dichiarazioni. Sul punto, nota il GRECO, per il Senato è orami prassi consolidata procedere a dette pubblicazioni. Pertanto il GRECO conclude osservando come le misure indicate nella  4° Raccomandazione siano state solo in parte implementate.

Il contenuto della 5a Raccomandazione è il seguente:

«Il GRECO raccomanda di rendere agilmente accessibili al pubblico le dichiarazioni di natura patrimoniale dei deputati e dei senatori».

In Francia detta questione è stata oggetto di un intenso dibattito e confronto fra le due camere. All’esito del confronto è prevalsa la tesi dell’accesso limitato alle summenzionate informazioni. Al riguardo il GRECO si duole di dover rilevare come le due assemblee parlamentari nulla abbiano posto in essere per dare attuazione a quanto previsto nella 5a raccomandazione.

Dunque, il Group of States against Corruption conclude osservando come le indicazioni contenute nella 5a Raccomandazione non siano state seguite dalle Autorità francesi competenti.

Il contenuto della 6a Raccomandazione è il seguente:

«Il GRECO raccomanda che l’insieme delle misure di natura penale adottate siano completato da un corpus di sanzioni disciplinari di ordine interno alle assemblee relativo agli inadempimenti possibili alle regole afferenti all’integrità dei deputati e senatori».

Si sono apportate modifiche al regolamento dell’Assemblea Nazionale in essere al momento della verifica inserendo nell’articolo 70 (si tratta di una noma che contiene l’elencazione dei casi in cui sia possibile incorrere in sanzioni disciplinari), anche l’inciso «in conseguenza del mancato adempimento degli obblighi previsti dalle norme deontologiche».

A sua volta il Senato ha adottato il 13 maggio 2015 la risoluzione n° 100 (2014-2015) con la quale sono state inserite prescrizioni  in merito ad eventuali censure conseguenti al mancato rispetto di quanto indicato dal Bureau in relazione a possibili situazioni di conflitto d’interessi. Alla censura segue una sanzione effettiva che può sostanziarsi nella perdità parziale della indennità parlamentare e della totalità della indennità di funzione.

In relazione a detti aspetti il GRECO rileva come le due assemblee parlamentari  si siano attivate per dare seguito alla 6a Raccomandazione.

Pertanto, complessivamente, il GRECO ritiene che le indicazioni contenute nella predetta Raccomandazione siano state implementate in modo soddisfacente.

L’analisi del livello di conformità raggiunto dalla Francia relativamente alle altre 5 (cinque) Raccomandazioni formulate nel Rapporto di valutazione sarà oggetto di un articolo che la redazione di Eurocomunicazione pubblicherà domenica 30 settembre 2017.

 

Roberto Scavizzi

Foto © Council of Europe

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