“GeorgiaOne” dal più lungo ponte del mondo tra Europa e Cina scoperto il primo uomo

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Skull 5, Il teschio che rivoluziona la storia: riportati alla luce i resti più antichi mai ritrovati al di fuori dell’Africa

14 marzo 2016 | di | Attualità - Europa - Viaggi

Rivoluzionaria scoperta archeologica annunciata all’evento romano GeorgiaOne. La Georgia, culla della storia europea e importante ponte tra Asia ed Europa, destinazione turistica ed economica, è pronta per fare il suo ingresso nell’Ue.

dmanisi 1In una giornata di studi sulla Georgia, organizzata dall’Associazione Scudo di San Giorgio, guidata dal presidente Lelio Orsini d’Aragona, che si è svolta nella Città Eterna lo scorso 3 marzo nella Lanterna Rome di Fuksas, esperti mondiali provenienti da diversi ambiti hanno portato alla luce la vera culla della storia europea e importante ponte tra Asia e Vecchio Continente. Nella terra che ha dato la luce al primo uomo europeo i grandi cambiamenti economici e culturali favoriscono un ruolo sempre più attivo della Georgia a livello geopolitico. Gli sbocchi favorevoli al nuovo scenario sono in particolare: la recente apertura del porto di Anaklia, luogo strategico per la distribuzione del gas e una delle opere più importanti del 2016 e che sta ricevendo finanziamenti sia dagli americani che dai cinesi. Oltre a ciò anche il contributo georgiano al rilancio dellaVia della Seta” dove la Cina sta investendo 40 miliardi di dollari e che vede il Paese caucasico sempre più protagonista con la sua Gergetiposizione strategica, che permette di avvicinare l’Europa all’Asia e “rompere il collo di bottiglia della connettività” tra i due continenti. Al centro degli studi si incastra anche la rivoluzionaria scoperta scientifica che offre una visione diversa e innovativa della teoria dell’evoluzione: il primo uomo europeo è georgiano.

Il Paese si presenta come una terra di infinite meraviglie da scoprire: un piccolo paradiso ancora intatto e inoltre, con il suo ricco patrimonio culturale, è anche una destinazione su cui investire. Si pone come il ponte ideale tra Cina e resto del Mondo e può contare su importanti aspetti per una sua legittimazione europea.

Il ritrovamento di scheletri umani risalenti a 1,8 milioni di anni fa permette una visione diversa e innovativa della teoria dell’evoluzione. Il genere umano quindi avrebbe lasciato l’Africa quasi un milione di anni prima di quanto finora sostenuto e la visione sull’evoluzione del nostro genere si sta orientando a nuove datazioni. Gli uomini erano molto più primitivi quando hanno cominciato a colonizzare il mondo e si può affermare che in diverse parti del pianeta esistevano generi umani differenti ma con molte caratteristiche simili. Gergeti Trinity- B.Vadachkoria

David Lordkipanidze (nella foto di apertura), archeologo georgiano di fama internazionale, nel Paese, insieme alla sua squadra scientifica, ha scoperto “Il teschio numero 5 di Dmanisi” che racchiude in sè le caratteristiche di quattro homo: habilis, ergaster, rudolfensis ed erectus, quindi la potenza di questa scoperta è determinata dal fatto che questi ominidi che prima venivano collocati in un lasso temporale molto distante l’uno dall’altro, si ritrovano nello stesso tipo, nello stesso periodo storico e nella medesima società.Il reperto, ritrovato insieme ad altri quattro crani a Dmanisi, cittadina e sito archeologico nella regione di Kvemo Kartli in Georgia, ha scosso il mondo accademico internazionale, testimoniando in modo empirico la migrazione dei primi individui di homo al di fuori dell’Africa e la loro diffusione nel continente europeo avvenuta circa due milioni di anni fa. I primi europei erano dunque georgiani. Questo ci dice lo straordinario teschio: le differenze morfologiche, prima ritenute segni evidenti di una evoluzione da una specie all’altra, dimostrano invece come il genere cui appartiene l’uomo derivi da un’unica specie, caratterizzata da grande varietà morfologica tra i singoli individui.42-Sataflia cave area. Prometes mgvime.Tskaltub-TourDep Se la portata di una scoperta si misura anche dalla profondità del dibattito che sviluppa, le parole dell’austriaco Josef Seifert, studioso di antropologia filosofica, docente presso l’Accademia internazionale di Filosofia – Istituto di Filosofia Edith Stein e membro della Pontificia Accademia per la Vita, aiutano a comprendere la grandezza della scoperta del paleontologo georgiano: «i dati emersi dalla scoperta dell’homo georgicus di Dmanisi sono una importante conferma del fatto che la teoria evoluzionistica sia stata spesso acriticamente accettata, mentre in realtà è assai vulnerabile anche da un punto di vista empirico». Se l’uomo fosse stato consapevole di non discendere dalla scimmia, avrebbe quindi forse tenuto una condotta migliore; l’uomo dei nostri giorni, conscio delle proprie origini, non ha più scuse per giustificare comportamenti abietti. Avvalorando la tesi di Lordkipanidze, il filosofo austriaco sostiene che i dati emersi dalla scoperta dell’homo georgicus di Dmanisi sono una importante conferma del fatto che la teoria evoluzionistica sia stata spesso acriticamente accettata, mentre in realtà è assai vulnerabile anche da un punto di vista empirico.tbilisi oldone

Le infinite meraviglie da scoprire in Georgia costituiscono un piccolo paradiso ancora intatto e con il ricco patrimonio culturale, il Paese è anche una destinazione su cui investire, come è stato indicato durante l’incontro dal ministro per l’integrazione europea Davit Bakradze, per offrire uno sguardo al futuro del Paese. Lawrence Sheets, giornalista, scrittore e analista che ha lavorato per circa 25 anni in URSS e nel Caucaso, ha parlato delle numerose opportunità economiche che il Paese offre. Anche Owen Mattews, scrittore e giornalista inglese inviato di guerra ha parlato del porto di Anaklia, situato sulla più breve via geografica che collega l’Europa alla Cina. Quest’ultimo è un esempio dello slancio e dell’apertura verso l’Europa e il mondo. Ponte strategico tra l’Europa e l’Asia, dopo la fase di declino seguita all’indipendenza dal regime sovietico e al confronto militare con la Russia nel 2008, oggi la Georgia vive una fase di vero e proprio boom turistico con una notevole crescita di presenze di visitatori nelle antiche città di Tbilisi, Kutaisi, Telavi e Batumi con le sue splendide spiagge ma anche nelle aree montuose del Caucaso.Sameba -Holy trinity cathedral in Tbilisi -B.Vadachkoria La buona stabilità politica raggiunta, insieme al favorevole regime fiscale, ai costi competitivi, ai dazi limitati e al basso livello di corruzione, portano in Georgia numerosi investitori da tutto il mondo, che qui avviano imprese in diversi settori, dal finanziario al manifatturiero. Il porto di Anaklia, un esempio dello slancio e dell’apertura verso l’Europa e il mondo è diventato un punto focale per 40 miliardi di dollari di investimenti da parte della Cina, ripristinando la storica Via della Seta in tutta la sua potenzialità e permettendo a beni e merci cinesi di viaggiare attraverso la più breve via geografica. Inserito in questo contesto c’è anche un grande progetto di promozione della Georgia, come ponte tra Asia ed Europa, meta turistica e crocevia geopolitico da scoprire, guidato dal vicepresidente dell’Associazione Scudo di San Giorgio Claudio Marianti di Pergola, capo dello staff dell’ambasciatore Renato Ruggiero presso Salomon Brothers a Londra e vice president della Pavarotti Foundation a New York.

_GEO0099GeorgiaOne--«FrancescaFagoAd arricchire di contributi l’incontro c’erano anche Yves Coppens, scopritore dello scheletro ominide Lucy, paleoantropologo di fama mondiale, dal 1983 professore con cattedra di Paleontologia e Preistoria al Collège de France, nominato dal presidente della Repubblica francese all’Alto Consiglio della Ricerca e della Tecnologia; la principessa di Georgia Khétévane Bagration de Moukhrani, riconosciuta dallo Stato georgiano negli anni successivi all’indipendenza per l’attività volta alla riconciliazione nazionale, poi per dieci anni ambasciatore della Georgia presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta e il regista georgiano Zaza Urushadze che con il film Mandariinid del 2013 ha ricevuto la nomination come miglior film straniero sia agli Oscar che ai Golden Globe nel 2015, portando sullo schermo una storia ambientata durante la guerra civile del 1993. Il cinema georgiano, da sempre di alto livello, anche in epoca sovietica quando era difficile esprimere la propria creatività a causa dei problemi di censura, annovera altri nomi di tutto rispetto, come Kalatozichvili, Ioseliani, Abouladze, Babluani, Ovashvili e Koghuashvili.

 

Laura Testa

Foto © Fago

 

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