Georgieva verso Onu, Commissione Ue sempre più “tedesca”

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La vicepresidente dell’esecutivo europeo, nonché responsabile del bilancio, si candida ufficialmente al ruolo di segretario generale delle Nazioni Unite

28 settembre 2016 | di | Europa - Mondo - Politica

Come avevamo già scritto precedentemente (vedi link) le trame per l’elezione del nuovo segretario generale dell’Onu che sostituirà l’uscente Ban Ki-moon sono arrivate al punto cruciale. I candidati, soprattutto europei, sono tanti, forse troppi. Ma via via, come è normale che sia, si sta scremando la lista, anche perché ci si aspetta, in linea con gli orientamenti politici internazionali, una figura ben delineata: donna, possibilmente europea, con esperienza di lungo corso, prevalentemente economica.

Salzburg GeorgievaUn curriculum che sembra cucito addosso all’attuale vicepresidente della Commissione Ue Kristalina Georgieva, ex Banca Mondiale, già commissaria agli aiuti e alle crisi umanitarie. Come riporta oggi l’Agenzia Ansa la voce era nell’aria da tempo a Bruxelles, anche se l’annuncio vero e proprio è arrivato solo ora, dopo l’ok ufficiale del premier bulgaro Boyko Borissov che ha “scaricato” in corsa la connazionale capo dell’Unesco Irina Bokova.

La vicepresidente dell’esecutivo europeo Georgieva è considerata una “protetta” della cancelliera tedesca Angela Merkel. Non è un caso che la presentazione della candidatura ufficiale per il ruolo da segretario generale delle Nazioni Unite, a cui seguirà l’aspettativa dall’incarico europea non retribuita dal prossimo fine settimana (almeno per tutto il mese di ottobre) per fare “campagna elettorale” a New York, porti alla consegna del suo portafoglio chiave del bilancio comunitario al tedesco Guenther Oettinger, commissario all’agenda digitale.

Günther Oettinger
Günther Oettinger

Di questo avranno anche parlato, nell’incontro di Berlino con gli industriali europei sul digitale, la cancelliera Merkel con il presidente della Commissione Juncker, alla presenza del presidente francese Hollande. Un esecutivo, quello comunitario, che vira ancor di più verso l’asse franco (poco) – tedesco (molto). Anche per tentare di superare lo scandalo Barroso-Kroes, con un deciso giro di vite sui lobbisti, imponendo un registro obbligatorio per tutte le istituzioni Ue, con nomi, incontri e spese.

La Georgieva, per candidarsi alla poltrona di Ban ki-Moon, aspettava il placet di Sofia per evitare il veto di Mosca. Vista l’irritazione del presidente Vladimir Putin alla proposta della cancelliera tedesca al margine dello scorso G20 in Cina, era questo il primo passo per evitare che i giochi fossero chiusi sull’ex premier portoghese Antonio Guterres, tuttora il maggior candidato, in testa all’ultima votazione. La Bokova è scivolata in sesta posizione nella corsa alla successione di Ban Ki-moon, tanto è bastato affinché il premier bulgaro Bojko Borisov cambiasse cavallo puntando proprio sulla commissaria.

Martin Selmayr

Kristalina Georgieva è conosciuta nell’ambiente diplomatico, proviene dall’Europa dell’Est e parla russo, oltre ad avere le competenze nell’utilizzare al meglio le scarse risorse di bilancio anche all’Onu. «Sarebbe una grande perdita per la Commissione europea ma Kristalina sarebbe un forte segretario generale Onu, rendendo molti europei orgogliosi, oltre a dare un forte segnale per l’uguaglianza di genere», aveva twittato lo scorso 10 settembre l’onnipotente (vedi link) capo di gabinetto tedesco di Juncker, Martin Selmayr.

 

Elodie Dubois

Foto © European Union

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