Gérard Depardieu a tutto campo contro la società di oggi

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L’attore, icona del cinema francese, presenta nella capitale italiana il suo libro “Innocente” e non perde l’occasione di attaccare gli Stati Uniti

25 settembre 2016 | di | Cinema - Libri

E’ un fiume in piena Gérard Depardieu, ospite sabato scorso a Roma alla Feltrinelli di Galleria Sordi per presentare il suo libro Innocente (Edizioni Clichy). Non una biografia, ma una sorta di flusso di coscienza joyciano nel quale l’attore si esprime nella massima libertà. «Se diranno che sono anti-americano non me ne frega niente», dice al folto pubblico presente in sala. Si scaglia apertamente contro gli Stati Uniti, rei a suo avviso di praticare la violenza più atroce nascondendosi dietro un puritanesimo di facciata. Puntano il dito contro gli altri, come in occasione dell’abbattimento dell’aereo civile sui cieli dell’Ucraina, e le loro menzogne diventano immediatamente verità, accettata dall’intera comunità internazionale. L’attore francese stigmatizza una società colpevole di volersi imporre con la forza, sempre e comunque. Gli indiani, nativi di queste terre, sono stati sterminati e rinchiusi nelle riserve, i neri deportati come forza lavoro, costretti a vivere in condizioni disumane.

img_5872Depardieu parla di storia, di filosofia, cita Sant’Agostino, elogia la libertà dei mondi pagani, lo sciamanesimo e l’ortodossia russa, si perde nei meandri di un idioma a mezza strada fra la lingua madre e l’italiano, che parla con una discreta padronanza. Il suo è un vero e proprio monologo, a volte confuso, sempre e comunque provocatorio. Altro suo obiettivo il giornalismo, che riesce solo a raccontare le cose peggiori, trasformando il mondo in un immenso letamaio. L’informazione è sconcia come la pornografia, afferma, aggressiva fino all’estremo. Dopo i media i politici, verso i quali la critica è totale. Fanno tutti lo stesso discorso, pensano esclusivamente a se stessi, perdendo di vista il bene comune. E ancora il cinema, ucciso dal meccanismo di Hollywood. Gli attori di oggi si sentono divi ma valgono poco a confronto di gente come Mastroianni Tognazzi, persone semplici e vere che non abdicavano mai alla propria umanità, con le quali era un piacere lavorare. E che dire dei produttori, schiavi della logica del profitto. Oggi un regista geniale come Buñuel non verrebbe neppure preso in considerazione. Racconta, non senza amarezza, di aver cercato per tre anni un produttore per un film del quale doveva essere protagonista assieme a Catherine Deneuve (per la cronaca la commedia Bonne Pomme di Florence Quentin). Oggi si pensa solo alla spettacolarizzazione, perdendo di vista l’essenza. Se il cinema produce in massima parte opere di bassa lega, la letteratura non è da meno. Delle migliaia di libri pubblicati in Francia in un anno, solo pochissimi meritano di essere letti. Il resto è inutile spazzatura.

Le persone sono abbrutite dalla tecnologia, tanto legate ai loro telefonini che dimenticano di vivere. Depardieu è un uomo schietto, ribelle nei confronti della realtà nella quale si sente costretto. «Non puoi imparare se sei contro la vita. Devi guardare le persone negli occhi», aggiunge ancora. Un discorso dissacrante ma anche animato da una sincera umanità. Quando gli domandano quali siano le cose più belle della vita risponde, dimostrando un’attitudine poetica tipicamente francese: «sono quelle che sempre ci sfuggono».

Testo e foto di Riccardo Cenci

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Innocente
di Gérard Depardieu

€ 15,00

Collana: Beaubourg, Novità
ISBN: 978-88-6799-302-4

Formato: 14×21
Pagine: 160
Legatura: brossura

Traduzione di Paola Checcoli

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