Germania: la sfida Merkel-Schulz si sposta sulle auto elettriche

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Scintille fra il candidato Spd che chiede quote europee e la cancelliera che si oppone fermamente. Ma potrebbe essere l’esecutivo comunitario a fare una direttiva in materia

11 agosto 2017 | di | Ambiente - Europa - in evidenza - Politica

Che prima o poi la più grande vergogna tedesca degli ultimi anni, il caso dieselgate, entrasse a pieno titolo nella campagna elettorale per le elezioni del prossimo mese se lo aspettavano tutti. La cancelliera Angela Merkel era riuscita fino ad oggi a tenerla fuori dalla diatriba politica. Ma ora con l’intervista all’ex presidente del Parlamento europeo, candidato dei socialdemocratici (Spd), Martin Schulz sul quotidiano bavarese Sueddeutsche Zeitung si aprono ufficialmente i giochi. E l’intervento è di quelli a gamba tesa: nel presentare il suo “piano in 5 punti per il futuro dell’auto“, il candidato del centrosinistra alla cancelleria propone di introdurre in Europa delle quote vincolanti per le auto elettriche, in modo da rendere più veloce il passaggio alla nuova elettromobilità.

«L’industria tedesca dell’auto deve assolutamente migliorare sul tema dell’auto elettrica», ha dichiarato Schulz nel corso dell’intervista, e «noi faremo sicuramente più pressione all’industria automobilistica». Il suo “piano” è il tentativo di dare una risposta ai ripetuti scandali che hanno travolto le maggiori case automobilistiche nelle ultime settimane, e a cui il vertice sul diesel del 2 agosto, ha tentato di porre rimedio. Con quali risultati? Minimi, secondo Schulz, tanto da includere nel piano anche la richiesta di un nuovo vertice per l’autunno. Le conseguenze del dieselgate e dei ripetuti scandali legati al mondo dell’auto stanno iniziando ad avere ripercussioni sull’elettorato, come si è visto negli ultimi sondaggi, e il candidato Spd reagisce dando una propria lettura.

A sostegno delle quote si è espressa oggi la sua collega di partito, l’attuale ministro dell’ambiente Barbara Hendricks, che ha dichiarato: «Sono sicura che la Commissione europea presenterà una proposta sui limiti dell’anidride carbonica (CO2), nel quale saranno previste quote per l’elettromobilità». Per la collega di partito di Schulz «l’introduzione di una quota per l’elettromobilità nell’Unione europea è giusta e ci porterà finalmente ad un svolta per il futuro». Anche il ministro dell’economia (sempre Spd, ndr), Brigitte Zypries, condivide la posizione e ha chiesto un nuovo vertice dell’auto in autunno per affrontare il tema.

Proprio a Bruxelles, riferisce il quotidiano economico-finanziario Handelsblatt, è allo studio, da maggio, un’analisi per valutare la possibilità d’introdurre quote di auto elettriche, al fine di centrare gli obiettivi europei, che prevedono una riduzione entro il 2030 delle emissioni di CO2 del 40% rispetto al 1990. Le quote, sottolinea il quotidiano, sarebbero solo una delle tante misure possibili prese in esame per raggiungere gli obiettivi. Decisamente contraria alla politica delle quote in materia di elettromobilità, è la posizione della cancelliera. Tramite le parole del suo portavoce, Steffen Seibert, ha fatto sapere di considerare in modo positivo tutte le misure in grado di rendere il mercato dell’auto elettrica più dinamico, ma di non volersi vincolare a quote di alcun genere.

Del resto il governo tedesco, ha continuato il portavoce di Angela Merkel, è già da tempo impegnato con obiettivi ambiziosi in tema di ambiente e mobilità elettrica: entro il 2020 si prevede di portare sulle strade un milione di veicoli elettrici. Più dura ancora, in tema di quote, la posizione dei liberali, che tramite le parole del segretario generale, Nicola Beer, fanno sapere: «una quota per l’elettromobilità non sarebbe altro che economia di piano».

 

Vaike Viijra

Foto © Sueddeutsche Zeitung, Handelsblatt

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