Giordania: cultura e turismo convivono con i problemi della circolazione

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Flessione nel 2015 rispetto al 2014, con un calo del mercato italiano di circa il 50% degli arrivi. Relazioni con l’Europa dal 1977

9 agosto 2016 | di | Arte - Cultura - Viaggi
Vista della città di Amman

È facile cadere nella tentazione di mettere in un unico calderone i Paesi del Medio Oriente in un momento storico di difficile convivenza pacifica come quello attuale, ma la differenza per la Giordania è doverosa sottolinearla. La Giordania, gioca un ruolo cruciale nel quadro della regione del Medio Oriente per la sua politica di moderazione, così come per le politiche di modernizzazione e liberalizzazione economica portate avanti dal governo giordano. IMG_3570Le posizioni di equilibrio in Medio Oriente richiedono il suo supporto costante e il suo coinvolgimento in stretti rapporti di collaborazione. Le relazioni politiche tra la Giordania e l’Italia sono ad un buon livello e caratterizzate da un rispetto reciproco, molte sono le vedute in comune su vari questioni politiche, in particolare la necessità di arrivare ad una soluzione di pace in Medio Oriente. Le riforme politiche in Giordania avvenute nel 2011 e il nuovo panorama politico ha permesso un cambiamento in risposta agli sviluppi regionali alla luce della primavera araba e in seguito alle pressioni interne per avviare le riforme politiche. Come risposta all’incessante richiesta Reale per il rinnovamento e per le riforme politiche è stato creato un Comitato per il Dialogo Nazionale nel 2011, che ha portato alle modifiche di 42 emendamenti costituzionali, l’equivalente di un terzo della Costituzione, tra le più importanti di queste modifiche: l’istituzione di una Corte costituzionale, della Commissione elettorale indipendente, la promozione delle libertà civili e la limitazione della capacità del Governo di emanare leggi temporanee in assenza del Parlamento.IMG_3491 Inoltre è anche stata approvata nel 2012, una nuova legge elettorale in cui si riserva una quota femminile del 15% dei 150 posti in Parlamento, e una nuova legge dei partiti politici, mentre nel 2011 era già stata emanata una legge per le elezioni comunali che riserva il 25% come quota femminile nei seggi comunali. A questi risultati si è giunti anche grazie alla storia delle relazioni tra Giordania e la Comunità europea che risale al 1977, quando è stato siglato un accordo di cooperazione, entrato in vigore nel 1978. Queste relazioni bilaterali sono composte da vari accordi multilaterali tra la Giordania e l’Unione europea, a partire dal partenariato euro mediterraneo avviato a Barcellona nel 1995, che mira a rafforzare la cooperazione tra l’Unione europea e i Paesi mediterranei, sulla base di tre settori inclusi nella dichiarazione di Barcellona e che si compone di un partenariato politico e di sicurezza, economica e finanziaria; di un partenariato sociale, culturale e umanitario e di un accordo di partenariato di Giordania e Unione europea e la politica europea del vicinato.

Jerash
Jerash

Il primo accordo fornisce il primo quadro per le dimensioni dello sviluppo economico, politico e sociale della cooperazione bilaterale tra la Giordania e l’Unione europea che ha avuto luogo il 1997 ed entrato in vigore il 2002, sostituendo l’accordo di cooperazione per l’anno 1977. L’obiettivo di questo iniziale accordo era di creare una zona di libero scambio tra le due parti, e la creazione di un quadro completo per la cooperazione politica e aumentare la crescita economica, sociale e finanziaria. Il secondo accordo (il vicinato europeo) ha l’obiettivo di creare una politica di partnership con i Paesi limitrofi, che consente agli Stati confinanti con l’Unione europea la possibilità di accedere al mercato interno dell’Unione europea e aprire la strada ad un’ulteriore integrazione e liberalizzazione economica, in cambio di un reale progresso in questi Paesi e fare delle riforme politiche, economico e istituzionale. La piattaforma di questa politica è stata sviluppata sulla base dell’Europa ampliata nel marzo 2003. Inoltre, la Giordania è legata all’Ue da un partenariato di stato avanzato, firmato nel 2010. La partnership nel campo della mobilità con la Giordania, è stato il primo del suo genere con i Paesi del Medio Oriente. L’accordo di partenariato di movimento e migrazione e sicurezza tra la Giordania e dodici Stati dell’Unione europea, rafforzato nel mese di giugno 2016, permette di garantire la gestione della circolazione delle persone, nel modo più efficiente possibile, consentendo un’azione concreta per migliorare il metodo di trattare con l’immigrazione, richiesta di asilo e gestione delle frontiere. IMG_3560Gli aiuti internazionali, sia europei che americani non coprono tutte le spese necessarie: il sostegno per i profughi dalla Siria prevede un contributo che è solo pari al 30% di quanto la Giordania spende. Il 70% è a carico di Amman e la Giordania non ha risorse energetiche ed è uno dei Paesi più poveri d’acqua al mondo.

Nel frattempo la cooperazione scientifica e tecnologica tra l’Europa e il Regno Ashemita di Giordania è estesa all’ambito archeologico attraverso missioni e progetti speciali. Attraverso la valorizzazione dei siti culturali è oggi possibile spingere il turismo verso una offerta diversificata. Nel 2016, per dare un nuovo impulso al turismo, il Jordan Tourism Board ha allocato dei budget importanti per la promozione nei Paesi dove vanta una rappresentanza. In Italia, tra febbraio e maggio 2016, è stata fatta una robusta campagna nelle metro e sui bus di Milano e Roma. Tale campagna sarà replicata, da settembre a novembre, a Roma, in occasione del periodo topico del Giubileo.IMG_3503

Il calo del turismo internazionale denota una situazione che si è fatta pesante, nonostante il mondo economico consideri la Giordania un Paese stabile e politicamente sicuro e la capitale Amman è teatro di grandi investimenti internazionali, immobiliari, bancari e finanziari, mentre la Ue e l’Italia finanziano le missioni archeologiche. I numeri dicono che c’è stata una flessione nel 2015 rispetto al 2014, con un calo del mercato italiano di circa il 50% degli arrivi. Si è passati da 40.000 presenze del 2014 a circa 20.000 nel 2015. Generalmente, chi ha paura di andare in Giordania è chi non c’è mai stato e oggi vede negli arabi musulmani un potenziale pericolo, non sforzandosi minimamente di fare distinzione tra criminali Isis in nome di un fantomatico Stato islamico, che la Giordania ha aborrito e criticato a più riprese e che combatte, e Paesi che, pur essendo arabi, sono moderati, religiosamente tolleranti, politicamente e socialmente stabili, dunque benestanti. Considerando che in Giordania non c’è mai stato un conflitto religioso e arabi e cristiani convivono pacificamente, la quantità di motivazioni per visitare questo territorio affascinate sono innumerevoli, dalla città di Amman ricca di contrasti, incastonata con la sua cittadella antica all’interno di un’area tra il deserto e la fertile valle del fiume Giordano. La maggior parte della popolazione della Giordania vive in questa capitale, dove si concentra una intensa vita commerciale e culturale e dove la vita si svolge tranquilla tra numerosi ristoranti libanesi di altissimo livello e musei d’arte. Da qui si parte per una serie di mete come il Monte Nebo, Betania al di là del Giordano, il Mar Morto, la Fortezza di Karak, il castello di Ajloun, il sito archeologico di Jerash, le riserve naturali del Giordano e la maestosa città di Petra, il monumento più celebre della Giordania, Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Sono queste le tappe necessarie per svelare la ricchezza e l’importanza strategica geografica del territorio. Non si può dimenticare anche la storia attraverso il territorio, non soltanto quella biblica, di cui ogni zolla è impregnata, ma anche della storia più recente: si trova qui uno dei più importanti deserti della penisola araba, il Wadi Rum, dove Lawrence d’Arabia durante la rivolta araba contro gli Ottomani stabilì il suo quartier generale. Paesaggi da sogno, tramonti e colori, profumi e sottili echi di suoni che provengono dalle rocce scolpite dal vento, rendono questo ambiente ancora incontaminato anche se l’attenzione per la salvaguardia da parte dei beduini che vi vivono è alta.

Tra i programmi comunitari archeologici ricordiamo il programma di cooperazione Ciudad ”Cooperazione nello sviluppo urbano e nel dialogo”, lanciato dall’Unione europea con i Paesi partner che si prefiggeva di garantire  un budget di 14 milioni di Euro fino al 2013 ed è stato indirizzato per la prima volta a tutti partner dell’area Sud e Est dell’Ue. Obiettivo principale del progetto è stato di assicurare l’integrazione delle aree urbane con quelle marginali dei tre partner coinvolti – Italia, Giordania e Armenia – consentendo così uno sviluppo e una ripartizione delle risorse più armonico e equilibrato, e innescando un circolo virtuoso tale da permettere alle diverse comunità locali di attivare ulteriori progetti di sviluppo. I campi di azione del programma sono stati tre: sostenibilità ambientale ed efficienza energetica; sviluppo economico sostenibile e riduzione delle disparità sociali; good governance e pianificazione urbana sostenibile.

 

Laura Testa

Foto © Laura Testa

Per ulteriori informazioni sugli itinerari di viaggio: www.visitjordan.com

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