Il Consiglio d’Europa critica l’Italia per gli sgomberi dei campi Rom

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Il commissario per i diritti umani Nils Muiznieks ha scritto al primo ministro italiano Matteo Renzi per avere informazioni sulle misure che saranno prese per rimediare alla situazione

16 febbraio 2016 | di | Attualità - Europa

L’Italia non rispetta l’impegno di assicurare a Rom, Sinti e Caminanti un alloggio adeguato e sgombera famiglie a cui spesso non da altra scelta che quella di divenire senzatetto o di andare a stare nei villaggi attrezzati. La critica viene dal terzo commissario (dal 2012) per i diritti umani del Consiglio d’Europa, l’istituzione con sede al Palais de l’Europe di Strasburgo a fianco dell’assemblea Ue utilizzata per le riunioni plenarie.

Il responsabile per i diritti umani dell’organizzazione intergovernativa, che ricordiamo non far parte dell’Ue ma raggruppa ben 47 Stati membri del continente europeo, Nils Muiznieks ha scritto al primo ministro italiano Matteo Renzi lo scorso 26 gennaio preoccupato per queste comunità di nomadi, chiedendogli informazioni sulle misure che saranno prese per rimediare alla situazione con un piano appropriato di risistemazione.

Roma_2.JPGMuiznieks ha reso pubblico di aver inviato lo stesso giorno una lettera ad altri 6 Paesi membri del Consiglio d’Europa: Albania, Bulgaria, Francia, Ungheria, Serbia e Svezia. «Sono seriamene preoccupato per i ripetuti sgomberi forzati delle famiglie Rom, in particolare a Roma e Milano, condotti in molti casi senza una previa notifica formale o sufficiente preavviso e soprattutto senza consultare le persone coinvolte» scrive il commissario a Renzi. Il responsabile per i diritti umani di Strasburgo dichiara di essere «particolarmente turbato dall’aumento del numero di sgomberi a Roma», in tutto 64 dal marzo 2015, oltre che per quelli pianificati a Milano nei primi mesi del 2016.

Muiznieks rileva, poi, di aver ricevuto rapporti dalle famiglie sgomberate che si sono ritrovate senzatetto o che hanno dovuto trasferirsi in villaggi attrezzati, autentici – secondo il commissario – luoghi di «segregazione, non devono essere considerati come delle alternative adeguate. Questa situazione incrementa la vulnerabilità delle famiglie, ostacola la loro integrazione sociale e impedisce ai loro bambini di frequentare la scuola normalmente». Muiznieks ricorda che l’Italia (così come gli altri Stati membri) non ha solo obblighi internazionali da rispettare, per cui è stata trovata inadempiente nel 2005 e 2010 dal Comitato europeo per i diritti sociali, ma anche impegni che il governo ha assunto nel febbraio 2012 con la strategia nazionale per l’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti.

45548_28Il commissario è «preoccupato per la mancanza di risorse destinate alla strategia nazionale», e chiede a Renzi di “fornirgli informazioni” sulle misure che saranno adottate per offrire «alternative di alloggio in contesti realmente integrati alle famiglie coinvolte negli sgomberi». A rispondere alla lettera di
Miuznieks è stato – come sottolinea l’agenzia Ansa – lo scorso 10 gennaio il sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova. Sulla strategia nazionale, Della Vedova scrive che «limiti di bilancio dovuti alla crisi economica e al Patto di stabilità hanno impattato sulla disponibilità di risorse finanziarie adeguate» ma che «il governo italiano è fortemente impegnato a implementare tutti gli impegni e le azioni contenuti nella strategia».

 

Elodie Dubois

Foto © Council of Europe

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