In Calabria il “tesoro di Spartaco”, martire della libertà

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Individuata nel crotonese la vallata dove (forse) morì il celebre schiavo/guerriero. Sono numerose le agenzie americane che propongono al pubblico pacchetti turistici

13 settembre 2017 | di | Cultura - Europa - Viaggi

L’evento è di quelli memorabili. Una delle battaglie più importanti e impressionanti della storia, di certo, quella tra il gladiatore trace Spartaco, e le milizie romane guidate da Crasso. È il 71 a.C. e i fatti avvengono, di certo, nel Sud Italia: la valle del Sele, oppure, secondo altre autorevoli fonti (Appiano, Plutarco, Manzoni, nonché dalle fonti degli Annali civili del Regno delle due Sicilie del 1846) nei pressi dell’antica Πετηλία (Petelia), odierna Strongoli. 

   La vallata antistante il centro di Strongoli, dove forse, vi fu la battaglia finale di Spartaco

Suggestiva cittadina di storia millenaria, Strongoli si erge su un altopiano a pochi chilometri dal Mar Ionio. Con le sue ampie vallate e la conformazione urbanistica tipica delle grandi città, libere e autonome, fedeli all’antica Roma, l’antica Petelia propone oggi una straordinaria opportunità per le opzioni e possibilità di sviluppo turistico e culturale a livello regionale, data la popolarità universale della figura del famoso schiavo/guerriero, passato alla storia come martire della libertà. Spartaco, l’eroe morto sul campo in battaglia, dopo aver fatto tremare la Repubblica romana, in nome di ideali e valori universali di libertà, uguaglianza e dignità umana.

Ma chi era Spartaco e cosa ha lasciato in eredità alla Calabria e ai calabresi?

Oltre 2.000 anni fa in quanto prigioniero dei romani, Spartaco (che Karl Marx, tanto per rendere l’idea, considerava «un genuino rappresentante dell’antico proletariato») fu venduto come schiavo e destinato a combattere nell’Anfiteatro campano contro belve feroci e altri gladiatori, a fini di intrattenimento per nobili e aristocratici come era uso e consuetudine del tempo.
Ribellatosi alla condizione di schiavitù cui era stato inesorabilmente destinato, organizzò, in nome della libertà di ogni uomo e per l’affermazione dei principi universali della dignità ed eguaglianza, la resistenza passata alla storia come “Terza guerra servile“, che mise duramente alla prova le milizie romane dal 73 a.C., concludendosi nel 71 a.C. con l’intervento delle truppe romane comandate da Marco Licinio Crasso.
Sono tutt’oggi evidenti le tracce delle fortificazioni romane presenti in Aspromonte (il “Vallo di Crasso”) per contrastare gli uomini di Spartaco. Oltre 2000 anni dopo, la nobile battaglia di Spartaco per l’affermazione dei valori della libertà e della dignità umana (avvenimento che ha affascinato ed affascina fortemente la storiografia a livello mondiale), è un tesoro da riscoprire, una straordinaria opportunità per il turismo culturale dei territori che, in Italia, sono stati segnati dalla fatale rivolta.

Allo studio infatti l’opportunità di proporre itinerari culturali e storici, che siano in grado di intercettare il già vasto flusso di turisti che da tutto il mondo si dirigono verso il Belpaese, oggi maggiormente in Campania, seguendo la scia degli eventi storici legati al celebre guerriero. Sono numerose infatti le agenzie americane che propongono al pubblico pacchetti turistici che ricalcano itinerari culturali e luoghi legati a Spartaco e non è esclusa la possibilità di aggiungere nuove mete a questi percorsi, includendo anche alcuni siti e tappe storicamente rilevanti sul territorio calabrese.  

La morte di Spartaco a Petelia è oggi un’ipotesi storica difficile da confermare (ma del resto, anche difficile da smentire), dopo più di 2000 anni dai fatti e in assenza di evidenze archeologiche che confermino con certezza assoluta come siano andati i fatti. Tuttavia, chi lavora con il turismo e si impegna sul piano della valorizzazione dell’identità e della memoria storica del territorio, sa bene che leipotesi storiche”, pur se incerte, non sono prive di valore e anzi, possono essere coerentemente inserite in circuiti turistici integrati, mediante la proposta al pubblico di itinerari storici e culturali (già allo studio per ciò che riguarda la presenza storica di Spartaco in Calabria) che siano anche da stimolo per innalzare i livelli di attrattività del territorio, creando interesse sulla tradizione locale e sulla riscoperta delle origini e delle identità territoriali delle varie aree regionali della penisola.

È questa del resto la nuova frontiera dello sviluppo sostenibile, propugnata a livello europeo; ricordiamo che, come specificato nella Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni ( COM(2010) 352 ), l’Unione europea occupa una delle prime posizioni nella classifica delle destinazioni del turismo culturale: «i prodotti del turismo culturale transnazionale costituiscono l’espressione di un patrimonio e di una serie di valori comuni condivisi a livello europeo, e contribuiscono a promuovere l’immagine dell’Europa come destinazione turistica unica nel suo genere». Ogni anno i suoi numerosi siti di interesse attirano un gran numero di visitatori provenienti sia dagli Stati membri sia da Paesi extraeuropei. Secondo alcune stime, tale settore specifico arriva a rappresentare circa il 40% del turismo europeo.

Questo è, oggi, “il tesoro di Spartaco”: un patrimonio storico e culturale di immenso valore da riportare alla luce, nella misura in cui la Calabria e i calabresi, auspicabilmente, in rete con le istituzioni preposte al rilancio dell’offerta turistica della Regione, saranno in grado di conferire a questa ipotesi storica straordinaria il giusto valore, anche mediante campagne promozionali e attività culturali suscettibili di attrarre turisti e viaggiatori che, in tutto il mondo, subiscono il fascino ultramillenario della battaglia di Spartaco per la libertà.

 

Francesca Agostino

Foto © Wikimedia Commons

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