Italia firma la Convenzione contro le “Antichità insanguinate”

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Il ministro della Giustizia Orlando a Strasburgo insieme alla vicesegretaria generale del Consiglio d’Europa Battaini-Dragoni per contrastare il traffico illecito di Beni culturali

24 ottobre 2017 | di | Cultura - Europa - in evidenza - Politica

Il responsabile del dicastero italiano della Giustizia, Andrea Orlando, si è recato questa mattina a Strasburgo per una serie di incontri istituzionali con i rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa in tema di cooperazione giudiziaria. In particolare, presso la sede plenaria dell’Europarlamento, il Guardasigilli ha incontrato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e successivamente, al Palais de l’Europe, la vicesegretaria generale del Consiglio d’Europa Gabriella Battaini-Dragoni per firmare la Convenzione del Consiglio d’Europa riguardante la tutela penale dei beni culturali (v. link), nota anche come Convenzione contro le “Antichità insanguinate”.

Adottata a Nicosia il 19 maggio scorso, la Convenzione è finalizzata al contrasto del traffico illecito di beni culturali attraverso strumenti di diritto penale. Questa forma di traffico viene sempre più utilizzata dalle organizzazioni terroristiche transnazionali quale fonte di finanziamento. I recenti eventi in Iraq e Siria hanno evidenziato la vulnerabilità dei siti storici e archeologici, che devono essere tutelati. L’obiettivo della nuova Convenzione è proprio quello di rafforzare questa tutela attraverso il potenziamento della cooperazione internazionale nella lotta contro tali reati.

Il nuovo strumento stabilisce diverse infrazioni penali, tra cui il furto, gli scavi illegali, l’importazione e l’esportazione illegali, nonché l’acquisizione e la commercializzazione dei beni così ottenuti. Riconosce inoltre come reato la falsificazione di documenti e la distruzione o il danneggiamento intenzionale dei beni culturali. L’Italia è tra i primi Paesi a firmare la Convenzione. Vi hanno già aderito, tra gli Stati del Consiglio d’Europa, Grecia, Portogallo, Cipro, Slovenia, Armenia, Ucraina e San Marino. È stata, inoltre, firmata dal Messico, essendo aperta alla firma di tutti i Paesi del mondo.

«Al mio ritorno segnalerò l’opportunità di arrivare a una ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulle infrazioni coinvolgenti i beni culturali se è possibile entro la fine della legislatura», ha commentato Orlando, dopo la firma del testo. Evidenziando come, al momento, il Belpaese (come molti altri, ndr) non ha nel proprio codice penale tutti i reati previsti dalla Convenzione. Ma ha sottolineato che «è stato predisposto un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, che però deve passare per l’approvazione parlamentare, che ci allineerebbe perfettamente alla Convenzione» attraverso le necessarie modifiche del codice penale.

Nel firmare il testo, l’unico trattato internazionale dedicato specificamente all’incriminazione del traffico illecito di beni culturali, il Guardasigilli ha rilevato che «è una grande soddisfazione giungere alla firma di questa Convenzione che è una base importante per un Paese che ha una percentuale enorme del patrimonio culturale, museale, paesaggistico a livello globale, e anche per un Paese che è impegnato in prima linea nel contrasto al terrorismo per cui la vendita di beni culturali è divenuto uno dei principali canali di finanziamento».

Il ministro ha inoltre ribadito che per l’Italia è fondamentale «che la Convenzione sia implementata con un osservatorio che faccia monitoraggio sulla sua effettiva attuazione» e si augura che il Consiglio d’Europa «sostenga questa ipotesi che il Paese ha avanzato sin dal momento delle trattative». La vicesegretaria del Consiglio d’Europa ha invece sottolineato come «l’Italia sia ormai diventata un punto di riferimento per le riforme che sono state adottate nel settore penitenziario». Risultati ottenuti sul contrasto al sovraffollamento, con l’introduzione nelle carceri della sorveglianza dinamica, e la riforma del 41bis, ma ha anche ricordato che permangono delle criticità. Battaini Dragoni ha poi posto l’accento sugli «incredibili passi avanti» compiuti sul fronte dell’efficienza dei tribunali civili.

«L’esecuzione da parte dell’Italia della sentenza Torreggiani sul sovraffollamento carcerario è stata un passo quasi storico, perché erano anni che si parlava di come affrontare questa questione e non si riusciva a trovare una via d’uscita. Uno dei più grandi contributi del ministro Orlando è essere riuscito a mobilitare attraverso gli stati generali di tutti quelli che in Italia potevano contribuire a una vera e profonda riflessione su come risolvere i problemi e in particolare quello del sovraffollamento» ha continuato la vicesegretaria generale del Consiglio d’Europa «e ci sono stati risultati. Il numero dei detenuti è diminuito, anche se al Consiglio d’Europa siamo coscienti che negli ultimi 6 mesi, a causa di tutta una serie di motivi, c’è stato un lieve rialzo nelle presenze» ha notato la Battaini Dragoni.

«Per questo al Consiglio d’Europa continueremo ad accompagnare gli sforzi che il ministero della Giustizia metterà in atto per cercare di portare nuovamente la situazione sotto controllo e garantire un minimo di 4 metri quadri per ogni detenuto che si trova in cella con altri carcerati» ha indicato il vice segretario generale. «Un altro punto su cui mi auguro continueremo a collaborare è quello che il ministro ha definito della sorveglianza dinamica» ha detto la Battaini Dragoni. «Abbiamo costatato alcune debolezze nella messa in atto, dovute non alla mancanza di volontà ma a delle difficoltà pratiche» osserva la vicesegretario generale.

«Ma siccome l’Italia è ormai diventata un punto di riferimento per le riforme che sono state adottate è bene che continui e vada fino in fondo per dimostrare che si può vincere anche questo ultimo scoglio» ha aggiunto la Battaini Dragoni. Poi la vicesegretaria generale ha evidenziato «gli incredibili passi» compiuti sul fronte della giustizia civile, in particolare i vari progetti pilota condotti per migliorare l’efficienza dei tribunali «in modo che si dimentichi l’idea del tribunale italiano come uno in cui si celebrano processi lumaca» ma anche i lavori legislativi in corso per l’approvazione definitiva della riforma della procedura civile che «il Consiglio d’Europa spera possano concludersi entro la fine di questa legislatura». Infine Battaini Dragoni ha poi indicato che vi è la “possibilitàche a dicembre l’Italia possa chiudere definitivamente 1.723 fascicoli su condanne della Corte di Strasburgo per l’eccessiva durata dei processi civili dagli anni ’90.

 

Nicola Del Vecchio

Foto © Council of Europe

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