L’ “Alternativa” che non ci si aspettava

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A pochi giorni dai risultati delle elezioni regionali in Germania, nel Land Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’AfD esulta per aver surclassato i merkeliani della CDU.

7 settembre 2016 | di | Lavoro - Politica

«È pazzesco. Ritiene che la sua scelta sia giusta. Non ci ripensa. I moralisti lo chiamano un atteggiamento. I più sobri preferiscono parlare di una convinzione politica. Dopo le elezioni del parlamento regionale nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore tutto è andato come previsto. L’AfD (Alternativ für Deutschland n.d.r.) s’insinua ad ogni elezione in un altro parlamento. E Angela Merkel deve chiarire nuovamente se, a posteriori, ritiene giusto aver lasciato passare i profughi». Con queste parole la scrittrice e giornalista tedesca Mely Kiyak apre il suo articolo di oggi per il quotidiano Zeit, riflettendo, con un misto di amarezza e di polemica, sui risultati tutt’altro che inattesi delle elezioni parlamentari dello scorso 4 settembre in Meclemburgo, uno dei 16 Bundesländer tedeschi, affacciato sul Mar Baltico.
Un vero smacco per la cancelliera Angela Merkel e per il suo partito, la CDU, che si è lasciato sorpassare dagli euroscettici di AfD per un 19% contro il 20,8% dei consensi. Tuttavia i socialdemocratici di SPD hanno avuto la meglio, conquistando un 30,6%, comunque inferiore al risultato conseguito durante le precedenti elezioni regionali. Come la Kiyak spiega – ironizzando con acume sulle cause del temuto exploit da parte dell’estrema destra tedesca – a quest’ultima hanno scelto di dare fiducia proprio quei presunti rinunciatari disillusi che, pur di non sostenere la Merkel, hanno rimpolpato l’ala un po’ sfibrata della destra meno organizzata.

merkel-worriedL’osservatorio politico, in Germania, sembra coeso nel ravvisare, quale principale motivazione della débâcle merkeliana, le scelte politiche prese dalla cancelliera in merito agli immigrati. Contestualmente il populismo “xenofobo” di AfD ha insistito, attraverso una durissima campagna elettorale, sulla pericolosità tanto dell’islam, quanto dell’immigrazione per una Germania che, secondo il leader del partito Leif-Erik Holm, vorrebbe preoccuparsi più dei problemi dei tedeschi che non di quelli degli altri. Una rabbia, quella dei militanti dell’Unione Cristiano-Democratica, acuita dal fatto che il seggio parlamentare della Merkel si trova proprio nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore divenuto teatro dell’ascesa destrorsa radicale nelle ultime ore. Esultanza che stride con l’avvilimento di Peter Tauber, segretario generale della CDU, il quale promette di analizzare meglio l’esito delle elezioni per poter contrastare con più risolutezza ed efficacia il semplicismo di AfD e dei suoi slogan. E pensare che, dietro a questa presunta superficialità politica, i sodali della leader Frauke Petry si radicano sullo scenario politico tedesco dopo che, dalla fine della Seconda guerra mondiale, nessun partito di destra era riuscito a raggiungere una soglia di approvazione tale da renderne verosimile il futuro ingresso in Parlamento.

Per il momento l’Alternativa per la Germania è un partito rappresentato in 9 regioni su 16 all’interno della nazione e, stando ai sondaggi, potrebbe confermare il successo riscosso domenica scorsa anche nelle prossime elezioni, a cominciare da quelle previste a Berlino per il 18 settembre.
Tra le inquietudini interne alla CDU e le forse precoci esultanze dei populisti anti islamici, un dato rimane inoppugnabile: non sarà più possibile ignorare l’umore e, ora più che mai, il malumore dei cittadini tedeschi che, al di là del mero dato percentuale, reclamano i Fakten.

 

Gaia Terzulli

 

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