La cooperazione Italia-Cina in un’applicazione

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E’ nata la prima App ufficiale bilingue CINItalia: uno strumento pratico, semplice e veloce. Tante informazioni utili e un ponte tra due popoli

8 ottobre 2016 | di | Cultura - Economia - Politica

Da poche settimane i rapporti bilaterali tra Roma e Pechino possono contare su un nuovo strumento: un’App su misura, frutto di una collaborazione che vuole essere capillare in ogni settore di attività. “Cina e Italia per te”, sempre a portata di mano, questo è lo slogan. Il prodotto tecnologico è stato presentato ufficialmente alla Farnesina lo scorso 19 settembre, in presenza di tutti gli attori coinvolti. CINItalia – nome della rivista bilingue bimestrale lanciata nel 2012 e rinnovata nel 2014 – diventa anche un’applicazione ideata in modo specifico per i due Paesi partner.

cinitalia-la-rivistaUn’integrazione tra media tradizionali e new media per proporre agli utenti le informazioni più ricercate e i servizi più utili sia in Cina che in Italia, seguendo l’orientamento del mercato e ponendo particolare attenzione alla qualità del prodotto. Il progetto ideato da China Radio International è stato sviluppato da Chinaplus Technologies Co. Ltd. Partner ufficiali dell’App sono le rispettive ambasciate, Uni-Italia, Reference News e Agi, ma i fondatori sono “aperti a nuove collaborazioni”.

CINItalia App per dispositivi mobili iOS e Android è facilmente scaricabile tramite App Store, siti web e pagine Facebook dei principali partner. Propone agli utenti – privati, istituzioni, aziende – cinque rubriche aggiornate quotidianamente dalla sezione italiana di China Radio International (Cri).

La sezione Informazione (notizie, cultura, arte, sport, personaggi dei due paesi, turismo, patrimonio storico-culturale, finanza e moda); quella delle Ambasciate e Consolati (servizi, visti); la rubrica Studiare in Italia, in cooperazione con Uni-Italia e Miur; Traduzione (dal cinese all’italiano e viceversa, scritta e audio in tempo reale); Festival gastronomico Cinitalia (le ricette più famose, approfondimenti sulla cultura gastronomica). Oltre la diffusione di informazioni utili ad una platea di visitatori in crescita, si vuole approfondire la conoscenza reciproca per uno sviluppo più integrato.

cinitalia-de-lucaSi tratta, ha sottolineato Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri, di «un esempio concreto di comunicazione integrata, frutto di un’azione congiunta» di tutti gli attori coinvolti nella promozione del Sistema Paese. L’App vuole essere un ponte per superare le barriere linguistiche e uno strumento per «proporre al visitatore un’esperienza culturale e non più una semplice visita nel nostro Paese» ha insistito De Luca, ricordando che ci si rivolge a più di 600 milioni di utenti cinesi. «Con la Cina, cultura millenaria, ci esprimiamo in due idiomi diversi ma parliamo la stessa lingua» ha dichiarato Federico Cinquepalmi del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur). «Reciprocità nella collaborazione» è la parola chiave per Antonio Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico, convinto che «due Paesi con due culture così significative possono realizzare insieme prodotti importanti, non solo per le proprie comunità nazionali ma anche per tutto il mercato internazionale» . Tra i passi importanti già compiuti in quella direzione c’è la firma di un protocollo Rai-Radio Cina Internazionale (coproduzioni e collaborazioni). Wang Gengnian, vice ministro e direttore generale Cri, ha parlato di una «lunga storia di amicizia e scambi» tra due Paesi che sono «alle due estremità della Via della Seta».

cinitalia-turistaAl di là del business delle aziende cinesi e italiane e dei rapporti istituzionali, la relazione di cooperazione tra Pechino e Roma si sta approfondendo e ampliando a 360 gradi, in vari settori della vita sociale e culturale delle due nazioni. Ad esempio, circa 19.000 cittadini cinesi sono residenti a Roma; una comunità in aumento costante. Ogni anno dalla Cina arrivano nel Belpaese più di 12.000 studenti cinesi, di cui 7.000 in ambito universitario e altri 5.000 nel settore dell’alta formazione, in particolare nelle accademie artistiche e di moda. In Cina viene organizzata la Festa del Vino italiano, la cui quota di mercato in crescita si attesta attorno all’8%, mentre il Gambero Rosso ha realizzato la prima guida dei vini italiani destinata ai consumatori cinesi.

 

Véronique Viriglio

Foto © CINItalia, Ministero Affari Esteri

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