La cooperazione Slovacca nell’Italia colpita dal sisma

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Il Paese centro-europeo sta contribuendo a sostenere la ricostruzione, anche l’Ue continua a pianificare gli aiuti in regioni tuttora in una situazione molto difficile

5 febbraio 2017 | di | Ambiente - Attualità - Europa

Domani, 6 febbraio, la Commissione Sviluppo Regionale dell’Europarlamento vota, sulla proposta della Commissione europea, che è disponibile a finanziare interamente la ricostruzione delle aree italiane colpite dal terremoto alla fine di agosto e poi durante l’inverno, inclusi i recenti avvenimenti di metà gennaio: l’intervento del Fondo europeo di Sviluppo Regionale potrebbe velocizzare l’afflusso di fondi comunitari agli Enti locali e li solleverebbe da molti costi, che, alla fine dei lavori necessari, verrebbero sostenuti appunto dalla Commissione.

Tra le diverse nazioni componenti la Ue bisogna trovare come di consueto un accordo, dato che situazioni simili si sono verificate anche in altri Stati, le cui regioni spesso hanno dovuto fare fronte alle emergenze utilizzando aiuti Ue ma anche partecipando sostanzialmente alle spese. Per quanto riguarda il governo italiano, uno dei provvedimenti più attesi firmato dal Consiglio dei Ministri all’inizio del mese in corso è stato il fondo da 35 milioni per gli allevatori da far pervenire entro questo febbraio, attraverso l’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) in coordinamento con le regioni di Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche.

Vari Paesi europei si sono mossi subito in aiuto delle zone che hanno riscontrato i danni più consistenti, uno di questi è la Repubblica Slovacca, che già il 19 gennaio era stata presente nel Centro Italia, con sedici container fatti arrivare a Norcia (ne avevamo già scritto, vedi link), città che aveva risentito molto del disastro. Fino al 22 gennaio i tecnici slovacchi hanno lavorato all’assemblaggio dei moduli, che mercoledì 25 gennaio sono stati consegnati dall’Ambasciatore in Italia, Ján Šoth, alla città di Norcia. L’iniziativa è venuta dal Ministro degli Affari esteri ed europei, Miroslav Lajčák, nel quadro del programma “SlovakAid”, sviluppato a partire dall’adesione del Paese centro-europeo all’OECD (2000) e all’Ue (2004).

La funzionalità del meccanismo che viene messo in moto dallo Stato mitteleuropeo nei contesti di crisi generati da disastri naturali è stata rafforzata grazie alla collaborazione della “Canadian International Development Agency” (Cida) e del “Development Program delle Nazioni Unite” (UNDP). La Slovacchia ha raggiunto una notevole efficienza in questo settore e nel 2007 il Ministero cui si è fatto riferimento ha instituito una organizzazione preposta al budget delle operazioni, conosciuta come Slovak Agency for International Development Cooperation (Saidc).

Il nome della Agenzia è stato presente non soltanto nel frangente di eventi drammatici nell’Unione europea, come quelli verificatisi recentemente in Italia, ma anche nello sviluppo di più di quattrocento progetti in venti Paesi in Africa, Asia e nella stessa Europa, nel corso di questo decennio. La Slovacchia contribuisce così ad una scena internazionale più stabile: è stato significativo l’impegno dell’organizzazione in territori che affrontavano molteplici difficoltà, come il Sud del Sudan.

Il nucleo dell’attuale SlovakAid è stato organizzato già dal 2003 in poi, raggiungendo una tappa importante nel 2013 con l’ingresso nel comitato dell’OECD per l’assistenza allo sviluppo. Il Ministro agli Affari esteri ed europei della Repubblica Slovacca è coordinatore nazionale per l’aiuto slovacco ad altri Paesi (in situazioni come quella provocata recentemente dal sisma in Italia). Dopo il sisma del 24 agosto, la Slovacchia – presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea – comunicò l’intenzione di fornire sostegno. La situazione è stata poi esaminata in collaborazione con il governo italiano e quindi si è stabilito che la donazione sarebbe stata inviata alla Protezione Civile dell’Umbria.

Aldo Ciummo

Foto © Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia

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