La guerra in Siria e la favola di Schumann

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“Il Paradiso e la Peri”, oratorio profano eseguito all’Auditorium Parco della Musica per l’Accademia di S. Cecilia, e i suoi riflessi nell’attualità

12 febbraio 2017 | di | Cultura - Musica

Fra i minareti della Siria accade un miracolo. Le lacrime sincere versate da un peccatore di fronte alla purezza di un bambino in preghiera permettono alla Peri, enigmatica fata della mitologia persiana, di riconquistare il paradiso perduto per una colpa commessa. Una trama che inevitabilmente porta il pensiero dell’odierno spettatore agli attuali scenari di guerra.

Il Paradiso e la Peri è un oratorio profano di rara esecuzione, composto da Robert Schumann sull’onda dell’esotismo all’epoca di moda. Eppure il compositore tedesco supera qualsiasi orientalismo di maniera. Il suo pensiero resta indubbiamente tedesco, ancorato all’idea di un percorso trascendente che permette alla Peri di riconquistare la beatitudine temporaneamente perduta. Merito dell’Accademia di S. Cecilia aver riproposto un lavoro tanto valido quanto ingiustamente trascurato, che scopre nell’attualità riflessi profondamente simbolici.

Le tre prove alle quali la Peri si deve sottoporre trascinano l’ascoltatore in luoghi che, nell’Ottocento, dovevano evocare scenari fiabeschi e sconosciuti. Oggi, quando sentiamo parlare di Egitto, o di Siria, non possiamo fare a meno di pensare ai tormentati territori mediorientali. Anche il nome di Allah, più volte pronunciato nel testo, rimanda a quella sorta di guerra di religione nella quale l’Occidente e l’Oriente rischiano di essere trascinati.

Eppure l’ascolto dell’opera di Schumann fa intravedere orizzonti di serenità inaspettati. Il compositore confeziona una partitura di prezioso intimismo, pervasa da una vena melodica sempre fresca e accattivante. L’odio e la violenza, presenti ad esempio nel brano in cui l’eroe lotta contro la cieca tirannide, vengono superati dalla volontà di accedere alla purezza del paradiso. Sembra quasi che Schumann voglia lanciare un messaggio di pace e riconciliazione, in un momento tanto arduo nella storia dell’umanità.

Nel sottolineare i caratteri liederistici e pacati della scrittura, il direttore Daniele Gatti asseconda la vocazione luminosa dell’opera. La sua è una lettura prettamente lirica, attenta ai minimi particolari. Fra i cantanti emerge il soprano Angel Blue, al quale è affidato il ruolo protagonista della Peri. Al confronto meno coinvolto appare Brenden Gunnell nei panni del narratore. Ottimo il resto del cast.

Oksana Tumanova

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Foto in evidenza copyright di Marco dos Santos

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