La Lettonia celebra a Dublino venticinque anni di indipendenza

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La rappresentanza del Paese baltico ha aperto, nella capitale irlandese, la mostra sui tanti avvenimenti che ad inizio Anni Novanta hanno riportato lo Stato all’autodeterminazione

27 novembre 2016 | di | Cultura - Europa - Mondo - Politica

Lo scorso 21 novembre l’Ambasciata di Lettonia a Dublino ha presentato, presso la Royal Irish Academy a Dawson Street, l’esposizione “Latvia 1991“. Dainis Īvānsche all’epoca della ritrovata indipendenza presiedeva il Fronte Popolare della Lettonia, ha tenuto il discorso sui “Momenti decisivi della lotta della Lettonia per la Libertà e l’Indipendenza 1986-1991”. L’apertura dell’esposizione, organizzata dall’archivio nazionale dello Stato baltico, ha visto la partecipazione di Ināra Mūrniece, presidente del Parlamento lettone, e dell’arcivescovo di Riga nella Chiesa evangelico luterana, Jānis Vanags.

dsc_0542Dainis Īvāns ha ripercorso il riorganizzarsi delle associazioni e la straordinaria unità popolare che permise alla società civile di tenere testa ad una superpotenza e di raccordarsi con i tanti connazionali che si trovavano in tutto il mondo. I relatori hanno anche sottolineato i forti legami tra Lettonia e Repubblica di Irlanda, la nazione la cui ospitalità ha permesso a moltissimi cittadini lettoni di portare avanti qui la loro attività. Per entrambi i Paesi, l’appartenenza a un mercato ampio come quello comunitario è stata un’occasione senza precedenti di crescita socioeconomica. La Lettonia ha fatto ingresso nella Ue nel 2004.

La Repubblica d’Irlanda a sua volta è una componente relativamente “giovane” dell’Unione europea, in cui era entrata nel 1973 eddsc_0563 entrambe le nazioni insistono oggi esplicitamente sulla continuità della loro scelta europea, in tempi in cui questa viene messa in discussione da più parti. La Lettonia ha attinto alla propria cultura musicale e linguistica per mantenere la propria identità attraverso secoli di influenze straniere, parallelamente a quanto accaduto in Estonia e Lituania. L’apporto delle vicende degli Stati dominanti nel corso degli scambi con il resto d’Europa sono evidenti nel momento attuale, in cui il Paese promuove, assieme agli altri Stati baltici e nordeuropei, le politiche di integrazione europea. Riga, con le sue architetture lignee, è patrimonio mondiale dell’umanità

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Le foreste coprono quasi la metà del territorio lettone, che solo nel parco nazionale di Gauja già conta ben cinquecento tra castelli, manieri e mulini. Negli ultimi tre lustri, Lettonia e Irlanda hanno attraversato periodi simili, infatti lo Stato baltico ha sperimentato una rapida crescita paragonabile a quella che aveva portato alla ribalta Dublino, e anche la Lettonia si è imbattuta negli squilibri che seguono i periodi di speculazione, trovandosi infine a negoziare un prestito del Fondo monetario internazionale (ora sono più di cinque anni che la sua economia cresce nuovamente, ma in modo più stabile).

 

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A Riga l’euro è arrivato da poco, nel 2014, ma gli investimenti nell’innovazione e nell’istruzione restano in crescita e i venticinquemila cittadini che si sono trasferiti nella Repubblica d’Irlanda sono ormai tra le tante comunità partecipi da anni ai mille cambiamenti di una nazione, quella irlandese, che fortunatamente ha sempre fatto dell’apertura alle altre culture una sua cifra distintiva, come straordinariamente vivibile nelle ultime celebrazioni di San Patrizio quest’anno e i precedenti e nell’impressionante centenario dell’Easter Rising questa Pasqua 2016 qui a Dublino e in tutta la repubblica d’Irlanda.

 

Aldo Ciummo

Foto © Aldo Ciummo

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