La Norvegia settentrionale, tra ambiente e storia

  • Condividi questo articolo

Montagne, isole, città, fiordi: nel Paese scandinavo le regioni che si affacciano sull’estremo nord compongono un mosaico naturale capace di stregare i viaggiatori

1 marzo 2017 | di | Viaggi

I panorami cambiano in continuazione, gli antichi villaggi che furono punti di riferimento dei navigatori si alternano a scorci urbani, tra i quali si scoprono porticcioli dove affiorano ancora secoli di pesca e testimonianze della cultura maturata attorno a quest’ultima, sulle coste della Norvegia. Ci si può perdere tra fiordi e isole, attraversare musei e assistere a festival di richiamo internazionale.

Sia gli appassionati di kayak, oppure di fotografia paesaggistica, sia quanti preferiscono avvistare rapaci o balene, troveranno molti spunti di loro interesse nella Norvegia del Nord, tra montagne e specchi d’acqua. L’aurora boreale è un fenomeno ben presente a coloro che cercano tratti noti di quella regione del mondo. Furono i latini a chiamare le suggestive luci “alba del nord” e si può arrivare ad osservare lo spettacolo anche a bordo di slitte trainate dai cani.

Nel territorio dei Lapponi sono sempre attese le tipiche celebrazioni di Pasqua, mentre sull’isola di Senja l’itinerario turistico si fa strada tra i fiordi. Perfino gli arcipelaghi sono spesso innevati e in un ambiente tanto particolare nemmeno la gastronomia sfugge alla peculiarità della costa, che offre una varietà di specialità fresche: ai prodotti del mare si affiancano quelli di acqua dolce. Invece tra i pezzi forti della cucina lappone naturalmente non mancherà la renna.

La Norvegia settentrionale è direttamente raggiungibile con voli dall’estero e da Oslo, Bergen, Trondheim, Sandefjord, sono molti gli aereoporti regionali dai quali si arriva agevolmente alle strade turistiche, diciotto in tutto il Paese, circondate da paesaggi meravigliosi. L’itinerario sulla costa dell’Helgeland, poi a Senja, la seconda isola dello Stato, e ancora Varanger, affacciata sull’omonimo fiordo, sono soltanto alcuni dei nomi che vengono alla mente.

Si può aggiungere alle tappe menzionate anche il sentiero a Torghatten, oltre il circolo polare, poi il vecchio regno di Hamsun, e ancora il centro storico di Trondenes, la nave che salpa da Kirkenes, gli avvistamenti delle balene ad Andenes, gli orsi e le renne nelle isole Svalbard, infine la barca per risalire il fiume Alta, la cultura e l’artigianato dei Lapponi e le leggende sui troll. In mezzo al mare l’area delle Lofoten, Vesterålen e Andøya, regala ai visitatori la bellezza di montagne innevate che sorgono dalle acque, dei gruppi di pulcinelle di mare, delle barriere coralline.

Le isole Svalbard, che contano quattro mesi di luce giorno e notte d’estate e tre mesi di buio completo in inverno, vedono più di quaranta nazionalità rappresentate nei centri abitati del luogo, i cui dintorni si possono scoprire in motoslitta. Ma non si può tralasciare l’Helgeland, con mille isole vicino al Polo Nord, inclusi siti riconosciuti dall’Unesco (la convenzione che definisce i canoni per la protezione del patrimonio mondiale). Tra le proposte più legate alla contemporaneità ci sono le opere che fanno parte del progetto artistico internazionale “Sculture nel Nordland” e che si trovano qua e là nel paesaggio, essendo state realizzate dal 1992 al 1998.

Dei sette siti norvegesi nella lista dell’Unesco, tre si trovano nelle regioni settentrionali: le isole Vega, le incisioni rupestri di Alta, le aree archeologiche di Struve. E vengono organizzate spedizioni nelle grotte formate novemila anni fa da una glaciazione: il Nord della Norvegia è un labirinto di sorprese, per gli amanti della storia antica e recente e per quanti sono rapiti dagli scenari naturali.

 

Aldo Ciummo

Foto © Aldo Ciummo

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *