La Polonia limita il potere dei giudici, proteste anche da Strasburgo

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Il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, scrive al presidente del Parlamento, la «preoccupazione» dell’istituzione

19 luglio 2017 | di | Europa - Politica
La Corte Suprema polacca a Varsavia

Il Consiglio d’Europa lancia un appello al parlamento polacco «perché rispetti gli standard dell’organizzazione e non proceda frettolosamente con la discussione e approvazione del disegno di legge sulla Corte Suprema». La richiesta è contenuta in una lettera che il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, ha inviato ieri a Marek Kuchciński, presidente della Camera polacca.

   Thorbjørn Jagland

Ricordando il ruolo che le Corti Supreme hanno nell’assicurare l’indipendenza e l’imparzialità del sistema giudiziario, Jagland scrive di essere «particolarmente preoccupato per le misure che con l’entrata in vigore della legge metterebbero fine al mandato di tutti i giudici della Corte Suprema, tranne quelli che sono selezionati per restare». Questo, prosegue, «è contrario al principio dell’inamovibilità dei giudici che garantisce la loro indipendenza, uno standard per i Paesi del Consiglio d’Europa».

Il segretario generale del CoE ha posto l’accento sul fatto che il disegno di legge dovrebbe essere preso in considerazione insieme ad altri testi sul sistema giudiziario adottati recentemente in Polonia, anch’essi fonte di preoccupazione, come il ddl sul Consiglio nazionale della Magistratura. Ha aggiunto che, dato il ruolo svolto dal sistema giudiziario, gli organi esecutivi e legislativi devono procedere con particolare cautela nella valutazione di emendamenti legislativi che influiscono direttamente sul funzionamento indipendente del sistema giudiziario.

   Nils Muižnieks

L’intervento di Strasburgo fa seguito a varie prese di posizione. Significativo quello delle forze di opposizione extraparlamentare e parlamentare polacche che hanno annunciato il 16/07, nel corso della grande manifestazione a Varsavia contro due nuove leggi che cancellano l’autonomia della magistratura, la volontà di creare un unico blocco e liste per sfidare l’attuale partito al potere di Jaroslaw Kaczynski durante le amministrative del 2019 e poi le parlamentari. «Le leggi che eliminano l’autonomia della magistratura ci portano fuori dall’Europa, non lo possiamo permettere» aveva dichiarato Krzysztof Lozinski, presidente del Comitato della difesa di democrazia Kod, uno degli organizzatori della manifestazione.

Il giorno prima, incurante delle proteste dell’opposizione e dei recenti moniti dell’Ue, il partito conservatore Diritto e giustizia (Pis) di Jarosław Aleksander Kaczyńskiche ha la maggioranza in entrambi i rami del parlamento e guida la Polonia – ha approvato le due nuove leggi che cancellano l’autonomia della magistratura polacca sottomettendo i giudici al ministro della Giustizia. Nils Muižnieks, commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, ha giudicato la legge «un grosso passo indietro per l’indipendenza della magistratura».

 

Claudia Lechner

Foto © Consiglio d’Europa (in apertura la Corte Suprema polacca a Varsavia)

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