La progettazione europea nel settore turistico

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Una grande opportunità di lavoro e crescita professionale per quello che rappresenta il terzo più grande fattore economico dell’Ue. Fra i programmi comunitari un’apposita “Guida sui finanziamenti (2014-2020)”

2 marzo 2016 | di | Europa - Viaggi

2Negli ultimi anni le proposte formative turistiche relative alla progettazione europea sono andate aumentando in numero e qualità.

Il settore del turismo rappresenta il terzo più grande fattore economico dell’Unione europea, ha un impatto ad ampio raggio sulla crescita economica, l’occupazione e lo sviluppo sociale. La Commissione europea sta quindi costantemente lavorando allo sviluppo di nuovi strumenti e servizi che contribuiscano a rafforzare la competitività del settore turistico europeo. Ci sono, pertanto, molti programmi comunitari di potenziale interesse per il settore. In particolare la Guida sui finanziamenti Ue per il settore del turismo (2014-2020) si concentra su questioni pratiche: azioni legate al turismo ammissibili al finanziamento; il livello di finanziamento; chi può partecipare e come applicare.

Ci vogliono molte persone e aziende per offrire servizi turistici: inserzionisti, agenzie di viaggio, tour operator, vettori, alberghi, ristoranti e gestori di attrazione che spesso hanno esigenze diverse. Per questo è necessario adottare un approccio globale che riguarda allo stesso tempo la prosperità economica del settore, ma anche la coesione sociale, la tutela dell’ambiente e la promozione della cultura delle destinazioni turistiche europee.

Il turismo è un bene che risente molto dell’influsso internazionale. Basti pensare all’adozione del Trattato di Lisbona che ha creato una nuova base giuridica dedicata al turismo, al fine di sostenere e integrare l’azione degli Stati membri. Inoltre, nel giugno 2010 la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione COM (2010) 352 su un nuovo quadro politico per il turismo in Europa, dove sono state descritte diverse azioni in relazione allo sviluppo del turismo sostenibile, responsabile e di alta qualità.

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L’Europa è la destinazione turistica più attraente del mondo, ragion per cui il turismo contribuisce in modo sostanziale alla crescita e alla creazione di posti di lavoro in Europa. La competitività del settore è strettamente legata alla sua sostenibilità, poiché la qualità delle destinazioni turistiche dipende fondamentalmente dal loro ambiente naturale e dalla loro comunità locale.

 

Un esempio di progettazione europea nel settore turistico è stato il progetto ToReSTART al fine di sostenere l’occupabilità dei giovani partecipanti cioè di persone disponibili sul mercato del lavoro, attraverso tirocini formativi da effettuare all’estero nel settore turistico, per rinnovare e mettere in pratica le proprie conoscenze, abilità e competenze.

 

I partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi su strategie di apprendimento utilizzate in altri Paesi europei in merito alle pratiche di apprendimento nei luoghi di lavoro, al fine di sperimentare modalità di integrazione, riconoscimento e messa in valore tra competenze acquisite in contesti di apprendimento formali e non-formali.

 

Il tirocinio nell’ambito del progetto ToReSTART è stato esclusivamente legato al settore professionale del progetto e ha consentito ad ogni partecipante un primo contatto col mondo del lavoro e a comprenderne in linea generale le dinamiche professionali e relazionali in un contesto transnazionale diverso da quello di appartenenza. Infatti, l’esperienza di mobilità spesso corrisponde alla prima esperienza lavorativa che può rappresentare un momento importante di costruzione dell’identità personale e professionale dei partecipanti. In tal modo si combatte l’emarginazione dei giovani all’interno della società e ci si impegna a sostenere la diversità culturale. Infine il progetto ha evidenziato le attività svolte e ha individuato i punti di forza e di debolezza del programma, evidenziando i benefici per i partecipanti e valutando l’approccio educativo e metodologico.3

 

Una personale soddisfazione è stata quella di riscontrare che ciascun partecipante, attraverso il tirocinio, ha avuto la possibilità di trovare una via d’uscita dalla crisi e dalla strutturale posizione di debolezza in cui si trovavano all’interno del mercato del lavoro a livello nazionale, aumentando o rafforzando sia le loro competenze trasversali, sia quelle specifiche, acquisite attraverso un’esperienza in ambito internazionale e spendibili poi direttamente al rientro nei diversi territori di provenienza.

 

I progetti europei sono molto rilevanti per lo sviluppo professionale dei partecipanti che hanno l’opportunità di godere di occasioni di formazione continua di tipo multiculturale e di conoscere gli approcci al lavoro e alla formazione in altri Paesi europei. Senza dubbio, confrontarsi con una realtà diversa è un importante valore aggiunto.

 

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Infine, il confronto con altri colleghi stranieri sulle strategie innovative che hanno applicato per riqualificare i lavoratori consentirà di migliorare le azioni didattiche implementate in Italia e di avere quindi un impatto moltiplicatore degli effetti positivi dei progetti europei anche al di là della vita dello stesso. A livello personale, infatti, l’esperienza arricchisce molto i partecipanti, sia da un punto di vista sociale che culturale, comprendendo le metodologie formative e gli approcci al lavoro di altri Paesi europei.

 

Francesca Sirignani

 

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