La Svezia presenta i suoi registi al Nord Film Fest di Roma

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Dal 4 al 7 maggio, presso la Casa del Cinema, gli autori hanno proposto film, documentari e corti al pubblico della sesta edizione della rassegna

8 maggio 2017 | di | Cinema - Costume - Eventi

Il Nord Europa è stato protagonista della manifestazione promossa, la scorsa settimana, dalle quattro ambasciate di Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca, e dell’ambasciata islandese di Parigi, e la collaborazione del Circolo Scandinavo di Roma, la Casa del Cinema, il Comune di Roma. Nella conferenza che ha inaugurato l’iniziativa giovedì 4 maggio, il dibattito ha ripercorso la lunga tradizione di cooperazione nella cinematografia dell’Italia e dei Paesi Nordici.

I film sono stati proposti in lingua originale, con sottotitoli in italiano. Negli stessi giorni hanno avuto luogo incontri con gli autori e dibattiti. Il tema del viaggio ha percorso la trama delle tre storie sviluppate dal cinema svedese: in “Nice People gli spettatori hanno scoperto la squadra Somalia Bandy di Borlänge (città a nord di Stoccolma) diciassette giocatori di bandy, sport simile all’hockey su ghiaccio, si allenano a tempo di record per arrivare alle gare ad Irkutsk, in Siberia: il documentario, diretto da Karin af Klintberg e Anders Helgeson è stato proiettato venerdì 5 maggio.

Sámi Blood” di Amanda Kernell è, invece, un itinerario nell’identità culturale, la protagonista Elle Marja rinuncia alle tradizioni dell’estremo nord, ma al termine del film, presentato sabato 6 maggio dal produttore Lars G. Lindström, il rapporto con la sua cultura venendo a mancare le impedisce una piena capacità di esprimersi. L’opera ha ottenuto successo sia tra il pubblico che a livello di critica in Svezia e in diversi festival internazionali. Nel fine settimana si sono svolti interessanti dibattiti, come l’incontro di venerdì 5 maggio sulla parità di genere nell’industria del cinema, con rappresentanti del settore italiani e svedesi.

Nel quadro della conferenza di venerdì, Ellen Tejle, del consiglio direttivo di WIFT Sverige (Women in Film and Television) ha spiegato l’utilizzo di particolari test per migliorare la qualità delle sceneggiature offerte dai mass media sotto il profilo dell’uguaglianza di genere. Francesco Rutelli, presidente di Anica (Associazione delle industrie italiane del cinema e dell’audiovisivo), ha aperto la tavola rotonda. Livia Podestà (Swedish Institute di Stoccolma) ha illustrato l’attività dell’istituto menzionato riguardo alla parità di genere nei media e Giorgio Gosetti (Presidente della Casa del Cinema) ha sottolineato lo sviluppo del cinema contemporaneo grazie agli scambi culturali in Europa. L’ambasciatore di Finlandia, Janne Taalas, ha evidenziato l’importanza dei rapporti tra i nostri Paesi. Domenica 7 maggio la Svezia ha presentato infine “Viskan Miracles“, nel film, firmato dai registi Rolf Lassgård e Ingvar Hirdwall, due parenti che vivono sulle sponde di un torrente, rifiutano di incontrarsi per vent’anni, fino ad eventi imprevedibili. Il tema del viaggio, presente in tutte le opere nel festival, si snoda in questo caso in un territorio limitato, ma tocca scelte che dipendono solo dai personaggi.

Uno dei protagonisti di “Viskan Miracles” è Rolf Lassgård, attore svedese conosciuto anche per “A man called Ove” (nominato all’Oscar quest’anno come miglior film straniero). Nel corso del Festival gli ambasciatori di Svezia, Robert Rydberg, di Norvegia, Bjørn T. Grydeland, e di Danimarca, Erik Vilstrup Lorenzen, hanno ricordato che questa edizione della rassegna ha riconosciuto in modo particolarmente forte il ruolo della minoranza autoctona dell’estremo nord di Norvegia, Svezia, Finlandia, invitando gli spettatori a conoscere la popolazione dei Sámi in molte scene dei film presentati.

 

Aldo Ciummo

Foto © Petrus Sjovik, Embassy of Sweden, c’est la vie films (“Inuk” 2010)

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