La Via della Pace dalle Alpi all’Adriatico: Carso 2014+

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Percorsi di cultura e natura tra Italia e Slovenia, dedicati alla memoria delle innumerevoli vittime della Prima Guerra Mondiale

24 luglio 2016 | di | Cultura - Europa - Viaggi

Carso 2014+ è un progetto di sviluppo che nasce dalla collaborazione tra Regione Friuli Venezia Giulia e Slovenia, con lo scopo di rilanciare un territorio dalla particolare conformazione geologica e dalla storia millenaria, attraverso un turismo ecosostenibile e culturale.

Come sottolinea Mara Cernic, vicepresidente della Provincia di Gorizia, il progetto è caratteriMara2zzato da tre simboli del territorio, resi più accessibili e collegati da un circuito. Questi luoghi fondamentali sono: la zona di San Michele, con le sue gallerie scavate dai  soldati di entrambi i fronti della prima guerra mondiale, il sito di Redipuglia e la riserva dei laghi di Pietrarossa e Doberdò, caratterizzati dal  riaffiorare con le piogge. Durante la prima guerra mondiale, la Valle dell’Isonzo fu teatro di ben noti combattimenti e di quel periodo restano numerose trincee, fortezze, caverne, cappelle e cimiteri militari. Un patrimonio storico, dalle Alpi all’Adriatico,  di rilevanza nazionale e internazionale che viene preservato con il progetto Pot Miru – via di pace, inaugurato proprio lo scorso anno. Lungo 280 chilometri, il percorso si snoda da Duino fino al monte Rombon e invita il visitatore a una riflessione sulla drammaticità della prima guerra mondiale, che ha segnato sia il territorio che le popolazioni coinvolte.

Pot Miru, finanziato con fondi della Cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia, comprende i percorsi dei siti della prima guerra mondiale nell’area del confine italo-sloveno. Un  itinerario culturale transfrontaliero che collega i sentieri esistenti valorizzando l’eredità culturale delle diverse regioni interessate nonché le ricchezze naturalistiche dei territori di confine. Il Sentiero della Pace, dalle Alpi all’Adriatico, inizia a Log pod Mangartom, passando accanto alla fortezza Kluže e ai i musei all’aperto Ravelnik e Čelo;  prosegue salendo alla malga Golobar e al museo all’aperto Zaprikraj.

PiazzolaPoi, attraverso Drežnica, scende verso l’Ossario italiano a Kobarid (Caporetto) dove si suddivide in due tronconi. Un tracciato sale verso la dorsale del Kolovrat e il museo all’aperto, l’altro giunge, passando per le malghe Kuhinja e Pretovč, al museo all’aperto Mrzli vrh, da dove scende sino alla chiesetta del Santo Spirito a Javorca; da qui arriva a Tolmin, all’Ossario tedesco e al museo all’aperto Mengore. Dal museo all’aperto Kolovrat, il sentiero prosegue attraverso Kambreško al Sabotino e al Collio sloveno; l’altro tracciato dal Kolovrat scende a Plave, e qui risale  a Prižnica, Vodice, Monte Santo, sino al San Gabriele. Entrambi i tracciati si ricongiungono a Nova Gorica/Gorizia. Da qui il sentiero prosegue per il Monte Marco e le colline di Vrtojba e Bilje sino al cippo a Cerje e al Sentiero della pace sul Carso.

Il Sentiero della pace torna a dividersi in due tracciati che attraversano l’ex confine. Un tracciato, nella parte italiana, collega il Monte San Michele, il Percorso storico del Brestovec, l’Ossario italiano di Redipuglia, il Parco tematico della Grande Guerra  a Monfalcone e si conclude a Duino. L’altro tracciato sul Carso collega il trono di pietra di Borojević, la “Grotta delle patate”, Gorjansko e il monte Ermada, per concludersi a Duino. Pot Miru completa la testimonianza sul passato di questi luoghi, che si può scoprire anche nei musei di Kobarid, Tolmin, Nova Gorica e nei musei della provincia di Gorizia.

 

Antonio Vanzillotta

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