Lavoro: Macron in Paesi dell’Est contro dumping sociale in Ue

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Il presidente francese a caccia di consensi per la riforma del lavoro distaccato, che può portare a uno «smantellamento dell’Unione europea»

24 agosto 2017 | di | Europa - Lavoro

Dopo la perdita di consensi, in Francia e all’estero, una fitta rete di appuntamenti in agenda per il capo dell’Eliseo Emmanuel Macron, che ha cominciato ieri una mini tournée di tre giorni in Austria, Romania e Bulgaria per una serie di incontri bilaterali con alcuni leader dell’Europa centrale e dell’Est. Al centro delle discussioni c’è la direttiva sul lavoro distaccato, che permette alle aziende europee di inviare gli impiegati in altri Paesi dell’Unione europea, continuando però a versare i contributi nei loro Paesi d’origine.

Beata Szydło

Un misura al centro di un progetto di revisione da parte di Bruxelles, che però deve ancora convincere i Paesi dell’Est, reticenti nel voler adottare la riforma vista la grande manodopera fornita ai Paesi dell’Europa Occidentale. Per questo, per la sua visita il presidente francese ha scelto gli Stati che hanno assunto un atteggiamento conciliante, evitando l’Ungheria e la Polonia, i due Paesi del “gruppo di Visengrad” più ostili a un cambiamento. Varsavia ha accusato Macron di voler dividere il gruppo dopo che il primo ministro polacco Beata Szydło ha annunciato il mese scorso che i quattro di Visegrad (Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Ungheria e appunto Polonia) avrebbero avuto una sola voce sul tema dei lavoratori distaccati. La modernizzazione prevista dall’Ue e promossa da Berlino prevede un allineamento a livello comunitario finalizzato a evitare il dumping sociale.

In quest’ottica, la Francia punta a inasprire la direttiva limitando il periodo del distacco a due anni, insieme a un maggiore sforzo nella lotta alle frodi fiscali. Da Oltralpe hanno poi richiesto un’attenzione particolare al settore dei trasporti stradali, includendolo nelle misure previste. L’obiettivo di Parigi è quello di arrivare a un accordo per la riforma delle regole Ue in questa materia in occasione della riunione dei ministri del lavoro in programma per il 23 ottobre prossimo. Macron si ritrova così a vestire i panni di mediatore tra i due blocchi europei, nel tentativo di creare un clima favorevole al dialogo. Un’operazione delicata per l’ex ministro dell’economia (dell’industria e del digitale) dal 2014 al 2016 nel secondo governo Valls, che ieri ha definito l’attuale direttiva sul lavoro distaccato come «un tradimento dello spirito europeo».

Christian Kern

«Il mercato unico europeo e la libera circolazione dei lavoratori non hanno lo scopo di favorire i Paesi che promuovono minori diritti sociali» ha affermato Macron a Salisburgo durante la conferenza stampa con il cancelliere austriaco Christian Kern. Secondo il leader francese Vienna e Parigi condividono «un allineamento di vedute sull’agenda europea» che permetterà di avanzare nel quadro di «un’Europa che protegge». Durante gli incontri di questi giorni saranno affrontati anche altri temi, come la crisi dei migranti, la lotta al terrorismo e il progetto di difesa comune. Argomenti che dividono l’Europa sui quali Macron dovrà testare le sue doti diplomatiche. Ieri ha avuto modo di parlarne anche con i primi ministri della Repubblica Ceca e della Slovacchia, Bohuslav Sobotka e Robert Fico.

Ma il punto focale, anche nella giornata di oggi, per il nuovo presidente francese è che senza una revisione della direttiva europea sui lavoratori distaccati, ildumping socialepotrebbe portare a uno «smantellamento dell’Unione europea». Così ha dichiarato Macron durante la conferenza stampa tenuta a Bucarest con il presidente rumeno, Klaus Iohannis. «La direttiva sui lavoratori distaccati propone oggi un quadro troppo debole che porta le imprese francesi ad assumere dei cittadini provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, in particolare da Paesi a basso costo» ha indicato Macron.

Emmanuel Macron con Klaus Iohannis (a destra)

Dal canto suo, Iohannis ha confermato il bisogno rinnovare la direttiva, senza però eliminare la concorrenza o il mercato pubblico. «L’Europa di Schengen non funziona bene», ha affermato il capo dell’Eliseo a margine dell’incontro bilaterale di oggi. Il presidente francese si è detto intenzionato ad accelerare le discussioni per «rivedere le regole comuni» dell’accordo con l’obiettivo di «chiarirle». «Avete il diritto di chiedere la vostra integrazione nello spazio Schengen» ha poi aggiunto Macron rivolgendosi a Iohannis, dichiarandosi «totalmente aperto» nel sostenere l’iniziativa. Ora il tour prevede come ultimo incontro quello col primo ministro bulgaro.

 

Elodie Dubois

Foto © Le Figaro

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