L’inglese non è l’unica lingua da imparare

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Opportunità all’estero per ampliare le competenze linguistiche per rafforzare il dialogo interculturale e la coesione sociale in Europa

31 agosto 2017 | di | Europa - Lavoro

La crisi della globalizzazione associata alla paura di attacchi terroristici sta modificando il panorama politico-sociale, condiziona la libertà di movimento delle persone e favorisce la ripresa delle singole appartenenze. In questo scenario imparare le lingue sembra più un’esigenza occupazionale e di scambio che un valore culturale ed educativo. Resta prioritario conoscere la lingua inglese, ma stanno emergendo anche idioni diversi da quelli europei perché sembrano utili per un lavoro futuro. Il riferimento è soprattutto al cinese, al russo e in parte all’arabo.

Più inglese non comporta necessariamente meno altre lingue. La convivenza di più linguaggi nelle teste, nelle coscienze, nella società, è possibile, se lo si vuole e se si costruiscono le competenze necessarie. Di fatto un buon livello linguistico si raggiunge solo se alla formazione scolastica si affiancano tutta una serie di opportunità: corsi extrascolastici, partecipazione a concorsi, vacanze studio all’estero, esperienze di scambio con partner stranieri.

Del resto in tutti gli incontri politici, sociali, aziendali si parla della necessità di conoscere le lingue a livello pratico e comunicativo. Le competenze comunicative in lingua straniera favoriscono, infatti,  l’inclusione in tutti i settori.

Resta, fortunatamente, la convinzione di accrescere le competenze linguistiche in generale e di tenere alta la motivazione alla lettura, alla scrittura e alla comprensione in quanto queste abilità sono riconosciute a livello internazionale come indicatori di benessere di una comunità in un momento in cui il processo di de-alfabetizzazione in atto in alcuni Paesi europei (Francia, Germania e Spagna compresi) potrebbe generare un impoverimento nelle abilità di base, con ricadute negative anche sui processi di dialogo interculturale.

La vita umana è come un viaggio per acquisire saperi utili, gratificanti e spendibili sul nostro pianeta. Questo concetto è valido soprattutto per le lingue che si devono apprendere tra i madrelingua. Nell’apprendimento della lingua straniera, però, rientrano dinamiche e problematiche riconducibili all’interferenza tra la lingua materna e la lingua bersaglio, oggetto di studio.

Impara una nuova lingua e avrai una nuova anima” (proverbio ceco). “Una lingua diversa è  una diversa visione del mondo”(Federico Fellini) e ancora con l’autorevolezza del poeta tedesco più significativo, Johann Wolfgang von Goethe: “ Chi non conosce le lingue straniere non conosce nulla della propria”. Insomma sono favorevole allo studio delle lingue perché è un processo che apre mente e cuore alle similitudini e alle differenze linguistiche e culturali esistenti tra la propria madrelingua e la lingua straniera.

Oggi in molti settori lavorativi la conoscenza dell’inglese non è più tanto richiesta, perché viene data per acquisita, nel turismo, nei servizi e nell’informatica anche se è molto importante che sia evidenziata nel proprio curriculum vitae con l’acquisizione di certificati linguistici o di esperienze di lavoro all’estero. Sono, invece, le lingue in più che fanno le differenze e distinguono il proprio cv da quello di un altro candidato. Il tedesco per esempio è una lingua fondamentale: i Paesi di lingua tedesca sono partner decisivi dell’Italia, la vicinanza tra i Paesi favorisce lo scambio di merci, di mete turistiche, di dialogo. Certo, l’inglese rende possibile la comunicazione  ma è il tedesco che in queste occasioni apre davvero le porte a una collaborazione di lavoro proficua, durevole e di fiducia. Lo spagnolo, invece, viene utilizzato molto nell’ambito delle relazioni internazionali, perché viene parlato da persone in diversi continenti (Europa, in Spagna, e America, nei vari paesi dell’America latina).Anche l’interesse per la Cina si estende alla sua lingua ufficiale: il cinese mandarino. Negli ultimi anni, il successo economico cinese sta, infatti, spingendo molte persone ad interrogarsi sul ruolo che la Cina potrebbe avere nel futuro, se non altro per le sue dimensioni.

La lingua russa è molto importante per i nostri scambi economici, soprattutto dal punto di vista delle importazioni e politici (molto intensi i rapporti tra i due Paesi, soprattutto per la nostra necessità d’importare gas russo). La Russia resta una grandissima potenza economica quindi parlare russo può aiutare moltissimo, soprattutto perché l’inglese non è diffuso in tutte le regioni e in tutte le fasce di età.

Non dimentichiamo che anche l’arabo è una delle lingue più parlate al mondo e negli ultimi anni la domanda di corsi in questa lingua è aumentata notevolmente, soprattutto in Europa. In particolare questa lingua interessa se si è giornalisti, diplomatici, se ci si dedica al commercio, all’industria, alle finanze, all’educazione, all’interpretariato, ai servizi segreti o ai lavori collegati con le compagnie aeree. Gli avvenimenti internazionali  accaduti nel mondo durante gli ultimi anni stuzzicano l’interesse di molta gente a saperne di più su questi Paesi, sulla loro cultura, la loro storia e, di conseguenza, sulla necessità di imparare la loro lingua.

Inoltre, credo che sia utile compiere tanti viaggi all’interno del lungo percorso della nostra vita. Ogni conquista linguistica ci addita una quantità di sfumature della personalità degli altri che ci aiuta a comprenderne l’operato. In conclusione penso di poter sottolineare che conoscere le lingue, avendole vissute nel luogo dove esse sono lingua madre, ci porta ad una sorta di analisi crono topica e cioè a comprendere i fatti, le emozioni, gli eventi e i sentimenti al di là  della fase traduttologia.

Buon viaggio dunque per comunicare, comprendere, lavorare, arrivare alla mente e al cuore delle persone cioè all’essenza di ogni evento.

 

Francesca Sirignani

 

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