Martin Selmayr Über alles! Chi temere nella Ue…

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Chi lo dipinge come un “presidente ombra” della Commissione, il braccio destro di Juncker anche nel ritiro di Knokke-Heis è un rullo compressore

1 settembre 2016 | di | Attualità - in evidenza - Politica

Quartiere europeo off limit martedì, nel tardo pomeriggio-sera a Bruxelles, per dar spazio di manovra al pullman a marca Mann, la teutonica star mondiale degli autobus e camion, che ospitava a bordo tutti i commissari e vicepresidenti europei della Commissione europea. In un’atmosfera ancora estiva e un caldo inusuale per queste latitudini a dispetto del mese, l’autobus ha preso il tunnel che collega direttamente il distretto europeo all’autostrada direzione Knokke-Heis, la costa chic del mare atlantico belga, per una quasi due giorni di confronto e programmazione dopo lo stop estivo.

Martin SelmayerCon loro c’era anche il portavoce n.1 dell’esecutivo europeo, del mastodontico servizio del portavoce riformato dopo il decennio a guida Barroso, Margaritis Schinas. Ma soprattutto a tirare le fila della blasonata troupe c’era Martin Selmayr, il capo di gabinetto tedesco del presidente Jean-Claude Juncker, che assieme alla sua vice spagnola Clara Martinez Alberola sono gli unici membri degli staff dei gabinetto presenti al ritiro belga. Un’anomalia, si borbotta con aria rassegnata nei palazzi Ue, visto che Selmyer è l’unico capo di gabinetto ammesso ai dibattiti. Un segnale inequivocabile, aggiunge un membro di gabinetto di un commissario, dello strapotere di cui dispone il numero uno dello staff Juncker. Una sorta di presidente-replica per impartire erga omnes il nuovo verbo comunitario. Specie in questo momento di difficoltà, con temi molto sensibili in agenda, e la necessità di una voce e un pensiero unico. Dal dossier Brexit a quello immigrazione, dall’euro alla crisi persistente finanziaria, dalla disoccupazione specie giovanile alla politica estera, fino allo spinoso capitolo della sicurezza con al centro la minaccia terrorismo.

La top Mannschaft si confronterà anche con dossier più vicini temporalmente ma non per questo meno importanti, come gli ultimi preparativi per il G-20, il discorso di  indirizzo al Parlamento europeo il prossimo 14 settembre sullo Stato dell’Unione. Un’ulteriore occasione, questa, per la Commissione di convincere l’emiciclo di Strasburgo a cui è legato a doppio filo dal voto politico di investitura sulle priorità e i modi per uscire dall’empasse che attanaglia sempre più l’Unione europea.

grassiUna nota positiva per quanto riguarda l’Italia e il suo peso all’interno della Commissione è la nomina confermata ieri dall’agenzia Ansa di Stefano Grassi come nuovo membro del gabinetto del presidente Juncker per il portafoglio strategico degli aspetti esterni della questione migratoria. La nomina chiude per ora il capitolo di tensioni fra Roma e Bruxelles dopo le dimissioni lo scorso gennaio dell’esperto giuridico Carlo Zadra, costrettosi a dimettersi dopo vari contrasti con Martin Selmayr.

Susanne Bremer

Foto © European Union

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