Maurizio Molinari al Business Club Italia a Londra

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Il ruolo de “La stampa” e le politiche europee al centro dell’incontro con gli imprenditori del Belpaese nel Regno Unito in vista della Brexit: il vero leader è Macron!

28 ottobre 2017 | di | Economia - Europa - Politica
Business Club Italia Maurizio Molinari

Il direttore de La Stampa Maurizio Molinari è stato di recente ospite del Business Club Italia per parlare della situazione politica della Penisola in attesa della nuova legge elettorale e dei possibili scenari che si apriranno dopo le elezioni. Nella bellissima cornice della Wax Chandlers Hall di Londra si sono incontrati decine di imprenditori italiani e britannici per l’ormai tradizionale Breakfast organizzato dal Business Club Italia, think tank di professionisti, imprenditori, avvocati, finanzieri che, Oltremanica, si confrontano sulle tematiche del Belpaese. Un’occasione per tenere aggiornati i membri dell’organizzazione sugli eventi italiani e per attrarre investimenti, sempre più promettenti in vista della Brexit.

Business Club Italia Maurizio Molinari Durante il suo discorso e seguente dibattito, Molinari, dal 2016 direttore del quotidiano torinese dopo una lunga esperienza negli Stati Uniti, si è focalizzato su 3 elementi principali:

  1. Disuguaglianze economiche
  2. Immigrazione
  3. Terrorismo

temi recentemente trattati anche nel lungo elenco di pubblicazioni che hanno contraddistinto la carriera di Molinari.

«Le disuguaglianze economiche vengono provate da famiglie che hanno entrate, ma si sentono disagiate: non riescono a fare la spesa, ad andare in vacanza o a mandare i figli nelle scuole che desiderano. Questo spiega perché hanno tanto successo i grillini», racconta Molinari. «Il disagio è fatto di microfatti, dei quali non ci si è occupati. Non parliamo di poveri ma di famiglie con reddito».

Business Club Italia Maurizio Molinari Se una decina di anni fa, secondo i dati Ocse del 2004, l’Italia era uno dei Paesi europei con minore dislivello tra le fasce di popolazione, nel giro di un decennio la situazione si è ribaltata e siamo tra quelli con più disuguaglianze sociali. Peggio solo i Paesi dell’est, con scarso welfare, e quelli che hanno maggiormente accusato la crisi del 2008, come Grecia e Portogallo.

Sia il centrodestra che il centrosinistra parlano di un miglioramento in corso, il premier Paolo Gentiloni ammette però che «nonostante la crescita macroeconomica, non è stato cancellato il disagio sociale e rimangono difficoltà per far fronte alle disuguaglianze». Infatti la crescita non è percepita dai cittadini: la disoccupazione giovanile è al 40%, molti si trasferiscono all’estero.

Poi c’è la sicurezza nazionale, cui spesso si fa riferimento in relazione a immigrazione e terrorismo. «Ci ritroviamo di fronte a persone che scelgono di essere italiani, Paese con nuovi valori, nuovi costumi, questo crea impatto. La gran parte di quelli che arrivano sono musulmani e provengono da ceti bassi. Non ci sono leggi per farli lavorare: stanno per strada senza far niente e, specialmente nelle piccole città, questo crea problemi», da nord a sud. «Anche regioni meridionali tolleranti come la Puglia, stanno sviluppando un’intolleranza verso i migranti».

Business Club Italia Maurizio Molinari L’Italia è, finora, riuscita a proteggersi dagli attacchi terroristici, ma la percezione di pericolo dei cittadini è alta, ancora di più dopo l’attentato di Barcellona e purtroppo ancora «la gente sovrappone il termine straniero a terrorista». I numeri messi in campo per la sicurezza sono comunque in aumento, solo nella prima metà del 2017 ci sono stati quasi 200mila controlli contro le 77mila dell’anno prima, 67 gli islamici radicalizzati espulsi.

La sicurezza è sempre un tema caldo in campagna elettorale, caro soprattutto a centrodestra e Lega, con il Pd che pure cerca di ottenere consenso in materia. Il nuovo decreto sulla sicurezza urbana del ministro dell’Interno Marco Minniti è stato infatti bollato come «di destra», proprio per una maggiore stretta non solo contro reati, anche minori, quanto per la discrezionalità affidata ai sindaci su writers, occupazioni, bivacco e accattonaggio. Ovviamente il Viminale ha respinto le accuse al mittente.

Business Club Italia Maurizio MolinariMa verso che elezioni stiamo andando a marzo? La nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum dal nome dell’ideatore Ettore Rosato, rischia di non dare, il giorno dopo le votazioni, una maggioranza certa, per il forte impianto proporzionale, nonostante le rassicurazioni di molti partiti quali il Pd (promotore), Forza Italia e Lega Nord.

«Cosa succederà se la Lega e il M5S si mettono d’accordo», si chiede Molinari. «Il problema è la gestione del territorio. La Lega non è quella di una volta. Il M5S non ha esperienza perché non ha una scuola politica, l’esempio sono le grandi città gestite dai sindaci del Movimento. Il loro metodo è di tagliare, ma per gestire bene devi avere una nozione di città, di Paese, che loro ancora non hanno».

Business Club Italia Maurizio Molinari Il futuro governo dovrà anche scegliere la strada da seguire sull’Europa, a partire dal fatto che la velocità rispetto ad altre economie è ridotta. «Il vero leader dell’Unione europea è Macron», commenta Molinari, «ha un’idea di Paese e di Europa, la Merkel è invece uscita indebolita dalle elezioni». Così in una fase di rallentamento dell’Eurozona, potrebbe essere Macron, secondo l’opinione di Molinari, a «rafforzare l’Ue tramite il rafforzamento dei singoli Stati. Per questo ha bisogno dell’Italia».

Il dubbio, appunto, è sulle posizioni che potrà assumere il prossimo esecutivo, dato l’antieuropeismo dilagante dimostrato a fasi alterne da quasi tutto l’arco politico e non solo in Italia. In Olanda, in Austria, in Germania, l’ascesa dell’estrema destra xenofoba e populista è un sintomo da non sottovalutare.

Per Molinari bisogna comunque guardare a Macron, che «punta sull’innovazione nel sistema, non nella forma. Ha rivoluzionato il sistema tradizionale». L’Italia può tranquillamente essere in grado di farlo, ma è ancora zavorrata da «corruzione, lentezza della giustizia ed eccesso di statalismo in economia». Tutto questo contrasta con la ricerca tecnologica di aziende, con gli investimenti, con l’innovazione delle start up. «Possiamo crescere, ci sono risorse vere, si tratta di sostenerle. Qui interviene il ruolo della politica», la nota ottimista di Maurizio Molinari.

Business Club Italia Maurizio Molinari In conclusione, Giovanni Sanfelice di Monteforte, presidente del Business Club Italia, ha sottolineato un’idea chiave nel discorso del direttore de La Stampa: «il ruolo importante che i Paesi dell’Unione europea possono esercitare per continuare ad avere un rapporto con gli Stati Uniti. Il ruolo prima era esclusivo della Gran Bretagna, adesso la Francia si candida alla sua sostituzione. Il dialogo tra Stati Uniti ed Europa rimane sempre di grande attualità: un’altra occasione del Business Club Italia di affrontare delle tematiche di alto respiro».

 

Raisa Ambros

Foto © Matt Pople; Business Club Italia

 

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