Merkel vs Trump: «di lui non ci si può fidare»

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Reazione della Cancelliera dopo il G7 di Taormina. Per la Frankfurter Allgemeine am Sonntag c’è un piano segreto di Angela per l’Europa dopo le elezioni tedesche

28 maggio 2017 | di | Attualità - Mondo - Politica

«I tedeschi sono cattivi». «Degli Stati Uniti (di Donald Trump, ndr) non ci si può fidare». Il botta e risposta a poche ore dalla conclusione delle riunioni dei “Gruppo dei Sette Grandi” emerge ancora una volta lo scontro tra il tycoon e la cancelliera (vedi qui, qui e qui). Angela Merkel non usa giri di parole per spiegare come le alleanze globali non sono più affidabili come un tempo, «me ne sono accorta negli ultimi giorni». Trascorsi fra il vertice Nato a Bruxelles e il G7 di Taormina, che hanno segnato l’esordio sul palcoscenico internazionale del neopresidente Usa.

Donald Trump ha fatto di tutto per marcare le profonde differenze fra gli Stati Uniti e gli altri Grandi“. In particolare sul clima, con un comunicato finale del G7 che ha fatto emergere un “sei contro uno“. Trump non ha ceduto alle pressioni degli “alleati” per restare nell’accordo di Parigi, prendendo tempo e riservandosi una decisione nei prossimi giorni. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, però, Trump avrebbe già deciso e ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori, incluso il numero uno dell’Agenzia per la Protezione Ambientale Scott Pruitt, avrebbe già dichiarato che intende ritirare gli Usa dall’intesa siglata da Barack Obama.

Una mossa nell’aria da tempo e che al G7 è emersa con prepotenza, mostrando il nuovo volto degli Stati Uniti. E alla cancelliera tedesca non è ovviamente sfuggito: senza nominare espressamente gli Usa, Merkel commenta senza mezzi termini che «i tempi in cui si poteva fare pieno affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo l’ho capito negli ultimi giorni. Noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani». Il riferimento della cancelliera non è solo al clima, ma anche alla Nato con Trump che non ha appoggiato esplicitamente l’articolo cinque dell’alleanza, quello sull’impegno alla mutua difesa.

Nel mirino della più longeva capo di governo del G7 c’è anche la Gran Bretagna con una Brexit che significa girare le spalle all’Europa, lasciando comunque spazio a nuove alleanze ed equilibri nel Vecchio Continente. «È ovvio che dobbiamo avere rapporti amichevoli con gli Stati Uniti, con la Gran Bretagna e con altri vicini inclusa la Russia, ma dobbiamo combattere da soli per il nostro futuro» sostiene convinta Angela Merkel, guardando con interesse al nuovo presidente francese Emmanuel Macron che, come Trump, ha fatto il suo esordio internazionale con il vertice Nato e il G7.

Uno sguardo attento alla ricerca di intese per un “nuovo piano” per l’Europa, che Merkel vorrebbe portare avanti dopo le elezioni tedesche (settembre). È quello che riporta oggi la Frankfurter Allgemeine am Sonntag (Fas), accennando anche all’ipotesi di un «governo dell’eurozona economico, in grado d’introdurre dei titoli propri» per finanziare investimenti, che però – stando all’entourage della cancelliera – non sarebbero eurobond e rispetto ai quali, nell’articolo, non sono spiegati i criteri di condivisione. E poi l’introduzione di un ministro delle finanze Ue.

Nel piano “segreto” per l’Europa ci sarebbero più aspetti: prioritario è il tema della gestione della crisi dei profughi e dunque la stabilizzazione della Libia. Il secondo punto è la difesa: su questo a Bruxelles «si potrebbe costruire un comando centrale per un impegno militare comune». Il pilastro numero tre di questo piano è la politica economica. Con la Brexit, Londra, che ha sempre frenato, non è più un ostacolo al progetto della difesa comune. Mentre le nuove minacce rappresentate da Mosca e Donald Trump comportano «una apertura dai Paesi dell’est».

Se infine alla guida della Banca centrale europea (Bce) andasse il tedesco Jens Weidmann, come Merkel vorrebbe, scrive inoltre la Fas, Berlino potrebbe aprire ad altreconcessioni“. E comunque la candidatura del falco della Bundesbank «potrebbe ammorbidire chi non trova positivo questo entusiasmo per l’Europa» in Germania.

 

Klivia Böhm

Foto © G7Italy (Presidenza italiana del G7), Axios

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