Migranti: prosegue la campagna social #WhyAgain di Save the Children

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Alle 12, ora italiana, l’organizzazione tiene un “Tweetup” sul tema dell’immigrazione e sulla nuova tragedia del Mar Mediterraneo

13 febbraio 2015 | di | Attualità - Europa - Mondo - Politica

#WhyAgain”, l’hashtag lanciato da Save the Children a poche ore dalle notizie dell’ennesima tragedia in mare al largo di Lampedusa, ha raggiunto in nemmeno 24 ore oltre 300 mila persone su Facebook e 55 mila visualizzazioni su Twitter. Molti i personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno aderito alla campagna social dell’organizzazione per salvare i bambini, appello rilanciato anche dal conduttore nel corso della seconda puntata del Festival di Sanremo.

L’hashtag è accompagnato dalla foto simbolica delle centinaia di bare dei migranti rimasti vittima dei naufragi dell’ottobre 2013, sistemate nell’hangar dell’aeroporto dell’isola, trasformato in obitorio. Il “meme” è accompagnato dalla frase: “Avevano detto: «non succederà più»”. In quell’occasione i principali esponenti politici italiani ed europei, sull’onda dell’emozione, espressero solidarietà alle vittime e la volontà di mettere in atto nuove politiche per impedire ulteriori stragi.

Il giorno dei funerali delle vittime arrivò anche l’allora presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che affermò: «Apprezzo molto il fatto di essere venuto qui oggi perché una cosa è leggere i servizi o guardare la tv, un altro è essere sul posto e vedere la sofferenza e l’indignazione: quelle 100 bare non usciranno mai dalla mia mente, è qualcosa che non dimenticherò mai. Le bare di bambini, di madri con i loro figli, una che aveva appena partorito, mi hanno scioccato nel profondo e rattristato moltissimo. Oggi saranno stanziati 30 milioni di euro aggiuntivi per l’Italia. Ma dobbiamo fare di più con gli Stati membri».

Gli fece eco il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz: «Nel silenzio di quest’aula si mescolano le grida dei bimbi che hanno visto annegare i genitori, dei genitori che non hanno potuto salvare i figli e di chi si è perso nel mare quando era vicino alla costa del Continente che doveva dare salvezza e speranza. Il Continente più ricco del mondo», aggiunse, non deve «discutere di denaro» ma «ha l’obbligo di accogliere chi vi cerca rifugio». Così come l’allora commissario all’immigrazione Cecilia Malmstrom: «Chiederò il sostegno politico e le risorse necessarie» per lanciare questa «grande operazione» che «contenga tutto il Mediterraneo» e per «salvare più vite».

Subito dopo quella strage, il governo italiano diede il via all’operazione “Mare nostrum”, per il rafforzamento del controllo in mare nel soccorso dei migranti in difficoltà. Ma a fine 2014 l’attuale esecutivo ha annunciato la fine dell’operazione.

Save the Children Italia ha ricordato in questi giorni come nel solo ultimo mese di gennaio, nonostante le condizioni climatiche avverse dell’inverno, sono giunti in Italia 3.528 migranti, di cui 195 donne e 374 minori, circa il 60% in più rispetto allo stesso periodo del 2014 quando erano arrivati 2.171 migranti, di cui 91 donne e 342 minori. Per Valerio Neri, direttore generale dell’organizzazione, «di fronte a questa ennesima tragedia, ricordando le dichiarazioni e gli impegni del mondo politico di circa un anno e mezzo fa, l’inerzia del governo italiano e dei membri dell’Unione europea è inaccettabile. Chiediamo che il governo italiano si attivi immediatamente esigendo un incontro urgente e straordinario del Consiglio dei ministri dell’Interno dell’Unione europea per ripristinare l’operazione Mare Nostrum o un sistema di soccorso simile che abbia il mandato, la capacità e i mezzi necessari per evitare che altre tragedie si ripetano».

Save the Children rinnova l’appello lanciato insieme alle altre ong (Ai.bi., Amnesty International Italia, Caritas Italiana, Centro Astalli, Emergency, Fondazione Migrantes, Intersos, Terre des Hommes) per chiedere al governo italiano e all’Unione europea un reale cambio di rotta nelle politiche sull’immigrazione. Questa mattina, alle 12, ora italiana, Save the Children organizzerà un “Tweetup” sul tema dell’immigrazione e sulla tragedia di Lampedusa, sempre nell’ambito della campagna social #WhyAgain. Carlotta Bellini, responsabile della Protezione Minori dell’organizzazione, risponderà alle domande sul tema e spiegherà come è possibile prevenire altre disgrazie nel Mar Mediterraneo. Per partecipare all’evento basterà collegarsi su http://twitter.com/SaveChildrenIT e seguire l’hashtag #WhyAgain.

Rakel Daníelsdóttir

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