Montenegro proiettato all’ingresso nella Nato e nell’Unione europea

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Il convegno per creare piattaforme congiunte sulle due sponde dell’Adriatico e favorire lo sviluppo economico in più settori oltre alla stabilità regionale

12 luglio 2016 | di | Europa - Eventi - Politica
Riccardo di Matteo Montenegro-Puglia

«Dare la possibilità al Montenegro di diventare membro della Nato faciliterebbe il processo politico, porterebbe maggiore sicurezza e stabilità nella regione e renderebbe chiaro che le nostre porte sono aperte alle Nazioni che condividono i nostri valori». A dirlo è Jens Stoltenberg, segretario generale dell’Alleanza Atlantica, sottolineando come il Paese balcanico stia già «contribuendo alle operazioni di Nato, Onu e Unione europea, promuovendo la cooperazione».

Riccardo di Matteo Montenegro-PugliaIl processo di inserimento del Montenegro è già a uno stadio avanzato (il Paese è invitato come “osservatore”, in attesa della ratifica degli altri Stati membri) e questo è stato ribadito al convegno “Il Montenegro e l’avvicinamento a Nato e Ue – Strategie geopolitiche sulle due sponde dell’Adriatico”, svoltosi a Roma presso la Società Geografica Italiana e organizzato dall’Associazione Puglia-Montenegro in collaborazione con il Centro Studi Politici di Criticalia. E se la Nato è pronta ad aggiungere la “29a stella”, l’unica opposizione viene dalla Russia, che minaccia sanzioni se un “Paese amico” dovesse aderire al Patto Atlantico.

Le istituzioni presenti all’incontro, il presidente della Commissione per gli Affari esteri del Senato della Repubblica Pierferdinando Casini, l’ambasciatore montenegrino Antun Sbutega, il senatore Lorenzo Battista (delegazione parlamentare italiana presso la Nato), il senatore Luis Alberto Orellana (Commissione Politiche Ue del Senato), il senatore Aldo Di Biagio (Associazione interparlamentare Italia- Montenegro), il consigliere regionale pugliese Ruggero Mennea, l’architetto Vincenzo Valenti (Isiamed), Riccardo Di Matteo, presidente dell’associazione Puglia-Montenegro e Andrea Orizio (capo unità per i Paesi dei Balcani, Ince e Iai del ministero degli Affari esteri), hanno analizzato l’importanza geopolitica del Montenegro nel contesto adriatico-balcanico e degli aspetti dello sviluppo, elogiando i risultati raggiunti negli ultimi dieci anni.

Riccardo di Matteo Montenegro-Puglia«Il Montenegro ha un significato speciale per la sponda europea del Mediterraneo, la sua appartenenza alla Nato e la futura integrazione nell’Ue sono importanti anche per l’Italia, che continuerà a fornire pieno sostegno» hanno confermato i relatori. «Nonostante i problemi causati dalla crisi globale e la complessa situazione in Europa», afferma Sbutega, «molti obiettivi, come la stabilità regionale, sono stati raggiunti».

«Ci sono tante opportunità per sviluppare partnership tra imprese italiane, pugliesi e società montenegrine», aggiunge Di Matteo, «i nostri imprenditori sono molto interessati a rafforzare la cooperazione economica e professionale».

Riccardo di Matteo Montenegro-PugliaValenti ha evidenziato come il finanziamento di diversi progetti possa «costituire una base per la crescita di settori come turismo, energia, trasporti, agroalimentare e formazione» e come il Montenegro, assieme ad Albania, Puglia e Molise, possa «instaurare piattaforme avanzate per lo sviluppo». Una delle idee, mostrata da Mennea, è l’Ipa Adriatic Hazadr, per la protezione delle coste dalle fuoriuscite di petrolio, che ha visto la sezione regionale di Protezione Civile come capogruppo ai lavori insieme ad altri dodici enti rappresentativi anche di Croazia, Slovenia e Albania.

Altro tema aperto è quindi l’adesione all’Unione europea. La domanda è stata presentata a metà dicembre 2008, il Consiglio europeo, ad aprile 2009, l’ha trasmessa alla Commissione, invitandola ad esprimere un parere, mentre a Podgorica è stato chiesto di compilare un questionario. A novembre dello stesso anno, la Commissione ha raccomandato che al Montenegro fosse attribuito lo status ufficiale di Paese candidato. A fine giugno 2012 sono iniziati i negoziati, dopo il parere favorevole della Commissione approvato anche dal Consiglio.

Raisa Ambros

 

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