Nepal, dopo il sisma di un anno fa turismo nuovamente operativo

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Lo scorso aprile un devastante terremoto ha provocato 9mila vittime. Siti turistici riaperti in tempo record. L’ambasciatore Deepak Dhital: «Grati all’Italia per la solidarietà e il supporto»

17 giugno 2016 | di | Senza categoria

Anche se lenta, la ripresa turistica in Nepal c’è, ed è così forte la volontà di lasciarsi alle spalle un evento drammatico che i siti turistici nella Valle di Kathmandu (la zona più colpita dal terremoto) sono stati riaperti dopo soltanto due mesi dal sisma, come annunciato dall’Ente del Turismo del Nepal. La Valle di Kathmandu ospita 7 siti protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

A poco più di un anno dal devastante terremoto del 25 aprile 2015, che ha provocato 9mila vittime e 500mila famiglie private della propria abitazione, «il Nepal è tornato alla normalità. Il settore turistico è rimasto relativamente intatto – spiega Deepak Dhital, Ambasciatore

l'ambasciatore Deepak Dhital
L’ambasciatore Deepak Dhital

della Repubblica Federale del Nepal presso l’Italia (non residente) – e perciò ha ripreso la sua piena operatività».

La fase di rilancio e di promozione turistica del Paese passa necessariamente per Roma, dove l’Ambasciatore ha voluto sottolineare come la ripresa sia in atto e come, soprattutto, gli aiuti ricevuti anche dall’Italia per far fronte alla tragedia del terremoto siano stati utili per avviare subito la ricostruzione. «Siamo grati al Governo e al popolo italiano – ha proseguito Deepak Dhital – per la solidarietà e il supporto fornito in occasione del terremoto. Teniamo in grande considerazione la condivisione con gli amici italiani sull’esperienza di conservazione del patrimonio culturale».
Il Paese attraverso l’Ambasciatore, l’Ente per il Turismo e il Governo è all’offensiva per trasmettere sicurezza, per rimarcare come le infrastrutture siano tutte disponibili.

Il turismo è una parte importante dell’economia nepalese, dove concorre per il 4,3% e 500mila posti di lavoro, ma soprattutto consente di far conoscere un Paese fascinoso, unico, avvolto dalle montagne più alte del mondo (8 delle 14 montagne che superano 8mila metri si trovano in Nepal). Nel 2014 sono arrivati 850mila turisti da ogni parte del mondo; gli italiani sono stati più di 10mila, in crescita rispetto all’anno precedente. L’obiettivo del governo nepalese è di raggiungere i 2 milioni di arrivi nel 2020, in virtù anche dell’apertura del secondo aeroporto internazionale Nijigadh Bara a meno di 200 chilometri dalla capitale Kathmandu e l’ampliamento di quelli di Bhairahawa e Pokhara.

«Kathmandu, Pokhara, Chitwan e Lumbini possono soddisfare l’attuale domanda turistica. Lo sviluppo creatosi negli ultimi anni è impressionante. Le infrastrutture possono accogliere molti più turisti di quelli attuali» ha concluso l’Ambasciatore Deepak Dhital.
Nonostante l’intervento del Governo e l’impegno forte della comunità internazionale che ha raccolto oltre 3 miliardi e mezzo di euro, la situazione dopo un anno è ancora molto difficile.

Il grande orientalista italiano Giuseppe Tucci così ha lasciato scritto sul Nepal: «Qualcuno mi ha domandato che cosa interessa a noi del Nepal. Ed io rispondo: dove c’è un uomo, uno solo, lì siamo anche noi, dove c’è memoria di un passato lì troveremo la modulazione nuova delle stesse illusioni, l’inveramento diverso, ma non discordante, degli archetipi dello spirito umano».

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo and Creative Commons

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