Più di duemila prodotti pericolosi ritirati dal mercato Ue nel 2014

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Garantire la sicurezza dei consumatori con il sistema di allarme rapido per i prodotti pericolosi non alimentari tra Stati membri e Commissione

24 marzo 2015 | di | Attualità - Europa - Mondo

I nuovi dati pubblicati ieri dalla Commissione europea mostrano che nel 2014 è stato impedito l’ingresso nell’Ue, o è stata disposta la rimozione dal mercato Ue, di quasi 2.500 prodotti – dai giocattoli agli autoveicoli – in quanto pericolosi per i consumatori dell’Unione europea. Da 12 anni la Commissione e gli Stati membri collaborano per garantire che i beni di consumo immessi sul mercato comunitario siano sicuri. A tal fine, utilizzano il sistema di allarme rapido per i prodotti pericolosi non alimentari.

Per Věra Jourová, commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere «ogni prodotto in Europa deve essere sicuro per i nostri cittadini. I prodotti che possono causare danni devono essere ritirati dal mercato quanto prima. Proprio per questo motivo abbiamo creato il sistema di allarme rapido, uno strumento che nel corso degli anni si è rivelato molto efficace nella tutela dei consumatori europei. Si tratta di un esempio molto pratico della cooperazione dell’Ue a vantaggio dei nostri cittadini».

Press conference by Vera Jourova following the publication of the 2014 annual report on the RAPEX systemIl sistema di allarme rapido garantisce che le informazioni sui prodotti pericolosi non alimentari ritirati dal mercato e/o richiamati ovunque in Europa siano trasmesse rapidamente tra gli Stati membri e la Commissione. Ciò permette di adottare i conseguenti provvedimenti opportuni (divieto/blocco delle vendite, ritiro, richiamo o rifiuto all’importazione da parte delle autorità doganali) in tutta l’Ue e di informare i consumatori. Nel 2014 sono stati registrati nel sistema 2.755 provvedimenti di questo tipo.

Sempre nel 2014 il sito web del sistema di allarme rapido è stato visitato da quasi 2 milioni di persone. Grazie ai nuovi strumenti di ricerca i consumatori e le imprese possono informarsi meglio sui prodotti pericolosi individuati e richiamati. Attualmente al sistema partecipano trentuno Paesi (gli Stati membri dell’Ue, l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia).

 

Press conference by Vera Jourova following the publication of the 2014 annual report on the RAPEX systemNel 2014 i giocattoli (28%) e gli indumenti, i prodotti tessili e gli articoli di moda (23%) sono state le principali categorie di prodotti oggetto di provvedimenti correttivi. I rischi chimici, di lesioni e di soffocamento sono stati tra i rischi segnalati più frequentemente per questi prodotti.

I rischi chimici più comuni segnalati nel 2014 riguardano prodotti quali scarpe e articoli in cuoio (ad esempio il cromo VI, una sostanza che irrita la pelle), i giocattoli e gli articoli di puericultura (ad esempio gli addolcitori della plastica, che possono causare problemi di fertilità), e la bigiotteria (ad esempio metalli pesanti nocivi).

La Cina rimane il principale Paese d’origine dei prodotti pericolosi notificati nel sistema di allarme rapido. Nel 2014, come nel 2013, il 64% del totale delle notifiche riguardava prodotti provenienti dalla Cina. La Commissione collabora strettamente con la Cina attraverso il “sistema di allarme rapido – CINA” per garantire che le autorità cinesi affrontino tutte le questioni di sicurezza dei prodotti in loco.

 

Il sistema di allarme rapido in cifre

2.435: numero totale di notifiche inserite nel 2014. Le notifiche sono aumentate del 3% rispetto all’anno scorso, il che significa che i consumatori sono stati protetti meglio in quanto è stato bloccato un numero maggiore di prodotti pericolosi.

2.755: numero di provvedimenti di follow-up adottati nel 2014. Quando uno Stato membro individua un prodotto che non è sicuro, inserisce una notifica nel sistema di allarme rapido. Tutti gli altri Paesi effettuano una ricerca del prodotto in questione nei rispettivi mercati e se lo individuano indicano i provvedimenti conseguenti (divieto/blocco delle vendite, ritiro, richiamo o rifiuto all’importazione da parte delle autorità doganali) che hanno adottato.

 

Margit Szucs

Foto © European Community 2015

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