“Racconti di libertà” a Cosenza per la Giornata mondiale dei Diritti Umani

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Eventi in tutte le regioni sul tema della libertà di stampa. La classifica di “Reporter senza frontiere” colloca il Belpaese al 77° posto su un totale di 180 Stati

11 dicembre 2016 | di | Eventi - Mondo - Politica

Proseguono le celebrazioni in tutta Italia delle giornate internazionali dell’Unesco, a cura del Comitato giovani attivi in tutte le regioni.

Sono 3 fino a questo momento le grandi celebrazioni svoltesi in Calabria dal momento della costituzione del Comitato Giovani della Cni Unesco, guidato dalla rappresentante regionale Claudia Ventura e attualmente composto da 15 giovani soci.

Dopo la Giornata mondiale del Libro celebrata lo scorso 23 aprile e la Giornata mondiale del Jazz, svoltasi il 30 aprile, il Comitato Giovani della Cni Unesco per la regione Calabria ha scelto ed è stato ospitato dalla cittadina di Cosenza per la celebrazione della Giornata mondiale dei Diritti Umani di ieri.

Il tema generale per gli eventi celebrati in tutta Italia, con declinazione e riadattamento nelle singole regioni è stato: “Racconti di libertà”, in chiaro riferimento alla libertà di stampa e di espressione. L’evento si è svolto presso la Casa delle culture con un confronto tra diversi relatori, che hanno raccontato le proprie esperienze vissute sul tema della libertà di stampa, condividendo testimonianze e opinioni sul rapporto tra democrazia, libertà di stampa e censura.

La Giornata mondiale dei diritti umani ricade nella data del 10 dicembre, scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea generale dell’Onu della Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata a Parigi nella data del 10 dicembre del 1948.

img_7618Il documento, perno essenziale dell’evoluzione in senso democratico delle organizzazioni statuali del dopoguerra, è finalizzato a promuovere, come si legge nel preambolo, “l’insegnamento e l’educazione”, per trasmettere e tramandare all’umanità tutta i valori della dignità, libertà, giustizia e pace nel mondo.

I diritti fondamentali, dunque: la vita, la libertà, la sicurezza della propria persona; libertà di pensiero, di coscienza, di religione, di opinione, di informazione. Un nucleo valoriale fondante, sulla base del quale si innesca lo sviluppo in senso democratico e liberale dei moderni modelli di organizzazione politica, economica e sociale sia di livello nazionale che globale.

Con un significato peculiare per l’Unione europea, assetto organizzativo anche questo ispirato ai valori fondamentali della tutela dei diritti umani e della democrazia, oggi più che mai esposta alla fragilità di un contesto internazionale e globale contrassegnato da una grave contrazione della spinta umanitaria e delle connotazioni di solidarietà e fratellanza, in specie alla luce dei costanti e crescenti flussi migratori e delle emergenze umanitarie difficili da contenere, controllare e governare. Ebbene, proprio nel cuore di questo momento storico caratterizzato da profonda incertezza per un divenire in continuo mutamento, la Cni Unesco con i propri giovani propone questo interessante momento di incontro e confronto su un tema cruciale.

La “libertà di stampa”, da una parte, e “la libertà di informazione” dall’altra, come presupposti imprescindibili per l’esercizio dei diritti di cittadinanza attiva e delle prerogative democratiche di eguaglianza formale e sostanziale. La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo afferma chiaramente: «Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze e a cercare, ricevere, e insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere». Un principio contemplato anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana, all’articolo 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

Ma qual è realmente la situazione in Italia? La recente classifica “Reporter senza frontiere” parla di una perdita di ben 4 posizioni e colloca il Belpaese, al 77° posto su un totale di 180 Stati. L’Italia, in questa classifica, è preceduta da Armenia, Nicaragua, Moldova, e seguita da Paesi come Albania, Sierra Leone, Perù.

Un dato a dir poco preoccupante, specie se si guarda alle ragioni che lo determinano e ai criteri di misurazione di questo indice: secondo i dati, in Italia fra i 30 e i 50 giornalisti sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni, con maggiori difficoltà che riguardano i giornalisti che si occupano di inchieste su corruzione e crimine organizzato.

È evidente come simili dati, inaccettabili per un Paese come l’Italia, rendano indispensabile una riflessione sulle azioni da intraprendere per contrastare questa realtà che non appare in alcun modo compatibile, né conciliabile con le condizioni minime di democrazia e sicurezza pubblica. Con la finalità di accendere un faro su questa situazione, il Comitato Giovani della Cni Unesco per la regione Calabria invita tutti, nel corso dell’evento dello scorso 10 dicembre, a non abbassare la guardia, mediante l’efficace slogan:  Stand Up for Human Rights!

 

Francesca Agostino

Foto © Comitato Giovani Cni Unesco

 

 

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