Rhythm of India: il Festival della musica e balli tradizionali

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All’evento organizzato per divulgare la diversità del patrimonio culturale nell’Europa gli artisti diventano ambasciatori della cultura. 7 spettacoli in 7 luoghi d’Italia

18 agosto 2016 | di | Cultura - Eventi - Mondo

Un festival ricco di musica e balli tradizionali indiani, che si è svolto con 7 spettacoli in 7 località italiane: Roma, Assisi, Sulmona, Cori, Anagni, Anzio e Lavinio. Concluso di recente, Rhythm of India ha lasciato molte emozioni nei cuori del pubblico trattenuto nelle loro città, tanto da prolungarsi 2 giorni in più rispetto al programma iniziale. I tre gruppi partecipanti – quello di danze tradizionali del rajasthan Kalbelia Group, la compagnia Kathak guidata da Padmasree Shovana Narayan e l’Indian Revival Group, specializzato nelle danze tradizionali da tutta l’India – sono stati scelti tra i  più affermati e rappresentativi, diventando ambasciatori della cultura del Paese. Dopo la tournèe in Marocco, gli artisti sono arrivati per la prima volta in Italia, affascinati dalla bellezza e l’ospitalità della Penisola. L’evento è stato coordinato dal primo segretario, Amit Verma, e organizzato dall’Ambasciata dell’India a Roma, con il supporto del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri dell’India.

Guru-Shovana-Narayan festival dell'IndiaRhythm of India in Italia si è diviso tra partecipazioni a festival internazionali, come ad Anagni e Assisi, e spettacoli organizzati ad hoc, in collaborazione con istituzioni e associazioni partner, come a Roma, Lavinio, Anzio e Sulmona. Un evento memorabile rimarrà l’esibizione del gruppo Kathak nella Capitale, che vede protagonista la star Shovana Narayan, invitata a mostrare il suo talento anche alla Fao, con una lecture-cum demonstration. «Sono molto felice di presentare il Kathak a Roma, una delle città più belle al mondo!», ha detto emozionata Shovana. Il gruppo che conduce – 15 artisti in tutto, tra danzatori e musicisti, allievi della scuola molto nota nel Paese diretta da lei – ha tenuto senza respiro per quasi due ore il pubblico dell’arena del Chiostro di San Pietro in Vincoli, ricevendo in cambio tanti applausi e considerazione. Con grande amore per i suoi ammiratori, l’acclamata guru e i suoi discepoli si sono fermati a lungo per scambiare impressioni e fare foto.

Kathak Guru-Shovana-Narayan festival dell'IndiaUna danza e un genere musicale indiano originario dello Stato dell’Uttar Pradesh, «il nome Kathak deriva dal sanscrito Katha, che significa Storia, e Kathaka, ossia colui che narra una storia», si legge nel comunicato. In Europa viene ballato specialmente dalle seconde e terze generazioni di indiani, ormai europei, che non vogliono dimenticare le origini, ma anche da tanti cittadini di varie Paesi che amano la cultura asiatica. «Movimenti aggraziati delle braccia e ritmo scandito da piedi e cavigliere caratterizzano l’esecuzione di questa danza in cui fondamentale è anche il lavoro di espressione di chi la esegue, sia nell’interpretare storie divine o epiche, sia nell’introdurle attraverso combinazioni ritmiche sempre più veloci, o ancora nel rappresentare, le vicende di due innamorati». Molto spettacolare è anche il movimento degli abiti colorati, nel eseguire «i giri ritmici, mentre le mani si muovono con grazia, quasi a contrastare la forza nei piedi».

Shovana Narayan KathlakGli indiani hanno una storia vasta d’immigrazione, in Europa sarebbero più di 1.768.834, secondo Wikipedia. In Regno Unito sono arrivati già alla quarta generazione, infatti questo è il Paese con il più grande numero di indiani britannici – 1,451,862. L’Italia occupa il secondo posto con 150.000, seguita dall’Olanda con 123.000, e dalla Germania con 110.204. All’ultimo posto troviamo Slovacchia, Lituania e Bulgaria con un numero insignificante. Le nuove generazioni sono di successo, riuscendo ad imporsi nei settori legali, economici e nella medicina. Tuttavia, sono molto legati alla loro tradizione, cultura e cibo. Infatti il Kathak è una danza molto presente anche nei film indiani, essendo complessa ed espressiva, richiede un lavoro duro per impararla, ma questo non impedisce gli amanti del genere a perseverare.

Il Festival dell’India ha portato in Italia l’eccellenza della cultura indiana, culminando con l’inimitabile Shovana Narayan. «Figure, intrecci, coreografie disegnano nello spazio un alternarsi di gioia, paura, incertezza, esprimendo le emozioni del quotidiano, secondo un linguaggio universale». Speriamo che anche la cultura italiana in India abbia lo stesso successo e diffusione.

Raisa Ambros

Foto © Federico Carabetta, talentrack.in, asiasociety.org

 

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