Save the Children: migranti, sul Mediterraneo Ue sbaglia

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La proposta: un’agenda europea per i bambini e gli adulti che scappano. «Profonda preoccupazione, nessuna garanzia dopo respingimenti»

26 gennaio 2017 | di | Attualità

Save the Children, l’organizzazione che dal 1919 concentra i suoi interventi a sostegno dei bambini in pericolo e a promuoverne i diritti, esprime profonda preoccupazione per le nuove proposte dell’Unione europea per fermare i flussi migratori nel Mediterraneo centrale e sottolinea che con il nuovo piano l’Ue investirà, tra l’altro, circa 3 milioni di euro per la formazione della Guardia Costiera libica nell’ambito delle operazioni di ricerca e salvataggio, con l’intento di fermare le imbarcazioni dei migranti che partono dalla Libia dirette in Europa.

«Ancora una volta» – afferma Ester Asin, direttrice dell’ufficio Advocacy Europa di Save the Children – «l’Unione europea si sta sottraendo alla propria responsabilità di tutelare i diritti dei migranti, senza offrire alcuna garanzia a uomini, donne e bambini circa il loro futuro dopo che saranno respinti in Libia. Respingere le persone in un Paese fragile e destabilizzato come la Libia è inaccettabile. Le condizioni disumane nei centri di detenzione libici sono state più volte denunciate dalle Ong. Inoltre, non vi è alcuna certezza che le persone non saranno rimpatriate forzatamente nei loro Paesi di origine».

Insieme a più di 100 organizzazioni umanitarie, di cooperazione allo sviluppo e di tutela dei diritti umani, Save the Children ha ripetutamente sollevato serie preoccupazioni sul cosiddetto Quadro di Partenariato per la Migrazione con la Libia, di cui si discute già dallo scorso anno. Secondo l’Ong, infatti, tale piano ha come unico obiettivo quello di fermare i flussi migratori a discapito della credibilità europea nel difendere e nel tutelare i valori fondamentali e i diritti umani. Se la nuova Comunicazione della Commissione europea dovesse ottenere il supporto dei leader dell’Ue che si incontreranno a Malta la prossima settimana, le conseguenze per migliaia di persone disperate in fuga da guerre, persecuzioni e fame saranno gravissime e si teme che un numero molto elevato di persone resterà bloccato in Libia.

A settembre 2016 Save the Children ha avviato le proprie operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Da allora la nave Vos Hestia di Save the Children ha tratto in salvo oltre 2.700 persone, tra cui più di 400 bambini, la gran parte dei quali non accompagnati.

 

Rakel Daníelsdóttir

Foto © Save the Children

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