Schäuble, per la presidenza della Bce non è una questione di nomi

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Per il ministro delle finanze tedesco serve un suo omologo dell’Eurozona. Weidmann e Draghi eccellenti capi delle banche centrali. Alla lunga mio ruolo cane ostinato non basta

19 agosto 2017 | di | Economia - Europa - in evidenza - Politica

Wolfgang Schäuble non vuole parlare di nomi per la prossima presidenza della Banca centrale europea (Bce), almeno in questa fase. E nel respingere i tentativi di chi cerca di strappargli il nome del suo candidato preferito al mandato che partirà dal 2019 alla guida del massimo istituto bancario con sede a Francoforte, torna a difendere l’attuale presidente italiano Mario Draghi dagli attacchi dei media del suo Paese.

   Angela Merkel

In un’intervista all’Handelsblattquotidiano tedesco di economia e finanza pubblicato a Düsseldorf, il ministro del gabinetto Merkel si spende per l’istituzione di un ministro delle Finanze europeo, per avere un euro stabile, e sembra riabilitare con parole definitive il ruolo e le scelte di Draghi, così diffusamente attaccato in Germania in questi anni.

Profilo di indiscutibile qualità, dichiara, proprio come quello del presidente della Buba (come è soprannominata la Banca centrale della Germania, la Bundesbank) Jens Weidmann, che starebbe a cuore a Berlino (dove per ora non viene confermato) come suo successore.

   Jens Weidmann

«Non aiuta adesso affrontare una discussione sui nomi. La Banca centrale europea rispetta il suo ruolo. Adesso dobbiamo rafforzare l’unione monetaria, in modo che la Bce non venga sovraccaricata con troppa responsabilità economica e che non sia messa in qualche modo nelle condizioni che le si chieda troppo. Per questo il problema non è Draghi o Weidmann, sono entrambe persone eccellenti», afferma rispondendo a una domanda sulla eventuale candidatura di Weidmann (di cui Eurocomunicazione ha scritto approfondimenti qui e qui).

«Abbiamo bisogno di strutture politiche, legittimate democraticamente, che ci consentano di portare la politica economica e finanziaria comune così avanti come necessario, in modo che l’unione monetaria possa sviluppare il suo effetto benefico», aggiunge.

   Wolfgang Schäuble

Incalzato sull’ipotesi dell’istituzione di un ministro delle Finanze europeo, risponde: «Se vogliamo mantenere l’unione monetaria, abbiamo bisogno di un’istanza che si preoccupi del fatto che quanto è stato concordato venga mantenuto e realizzato. Alla lunga non va bene se, chi spinge per il rispetto delle regole viene rappresentato come un cane ostinato. Questo è attualmente il mio ruolo in Europa. Va bene, lo faccio. E si può farlo per un periodo. Ma sarebbe meglio avere un’istituzione che si occupa di far rispettare gli accordi, in modo che l’unione monetaria possa restare stabile nel tempo».

L’intervista pubblicata ieri era stata anticipata in parte due giorni fa on-line, all’indomani di un evento promosso dallo stesso giornale, in cui Schäuble aveva difeso la Bce dai dubbi della Corte Costituzionale tedesca sul Quantitative easing. I lettori di Eurocomunicazione avevano avuto modo di leggerla lo stesso giorno qui

 

Nicola Del Vecchio

Foto © European Union, Handelsblatt

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