Studiare le lingue all’estero: un valore aggiunto

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Rafforzare il dialogo interculturale e la coesione sociale. Ampliare le competenze linguistiche è fortemente incoraggiato dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa

29 febbraio 2016 | di | Attualità - Costume

2Non uno ma molteplici sono i valori aggiunti  per l’apprendimento delle lingue all’estero. Studiare una lingua straniera significa, innanzitutto, imparare a comprendere altri modi di pensare e conoscere diversi stili di vita. La possibilità di comunicare stimola la consapevolezza di quanto abbiamo in comune e rafforza il rispetto reciproco per le differenze culturali.

 

La conoscenza di altre lingue è la chiave per una reale mobilità soprattutto all’interno dell’Unione europea: da un lato, consente di approfittare al massimo delle opportunità di lavoro, di studio e di viaggio in tutto il continente, dall’altro, contribuisce a dare alle imprese un vantaggio concorrenziale nel mondo degli affari internazionali.

 

3In diversi contesti lavorativi si ha spesso la conferma che chi ottiene un’ottima mansione o desidera intraprendere una carriera importante conosce almeno due lingue. In un mondo globalizzato la maggior parte delle aziende opera sempre di più a livello internazionale e richiede, infatti, che i propri dipendenti abbiano ampie competenze linguistiche per essere in grado di comunicare con persone di tutto il mondo.

 

Studiare una lingua all’estero non è solo la chiave per ottenere un lavoro in un altro Paese ma è lo strumento per acquisire una prospettiva completamente diversa su ciò che significa essere europei e su ciò che stiamo creando tutti insieme. Non a caso, ogni anno il 26 settembre il Consiglio d’Europa organizza, con il sostegno dell’Unione europea, la Giornata europea delle lingue. Lo slogan scelto è stato «Metti in valigia una lingua in più» per sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’apprendimento di queste ultime in Europa.

 

01Dal confronto con colleghi che parlano differenti lingue, si comprende che i problemi possono essere risolti in diversi contesti linguistici e culturali, utilizzando questa capacità per giungere a nuove soluzioni. Le persone bilingue stimolano spesso la loro creatività e innovazione, essendo più abili a prendere decisioni e ciò dipende dal fatto che hanno più fiducia in se stesse. Una seconda lingua potrebbe quindi aiutare a semplificare le piccole e grandi scelte di vita, facendo diventare più aperti e disposti a correre rischi.

Tutti noi siamo condizionati dalla cultura in cui viviamo comportandoci di conseguenza  ma analizzando il proprio comportamento e mettendolo a confronto con quello degli altri, si può mettere in discussione il proprio modo di pensare e diventare più accondiscendenti e aperti verso gli altri.

Un’esperienza di studio linguistico all’estero arricchisce inoltre il proprio curriculum vitae, denota una buona capacità di adattamento a contesti e situazioni diverse da quelle abituali nonché una conoscenza approfondita e fluente della lingua straniera. Sono competenze che si praticano e si sviluppano tutti i giorni vivendo e studiando all’estero, in un nuovo ambiente, in una nuova cultura e con nuove persone.

5Tutto ciò è un valore aggiunto che spalanca le porte, ampliando le proprie prospettive future. Tutti aspetti positivi e importanti che potrebbero rendere il proprio profilo professionale molto interessante nel mercato del lavoro. Le conoscenze linguistiche sono infatti parte integrante delle competenze fondamentali che ogni cittadino deve avere ai fini della formazione, dell’occupazione,degli scambi culturali e della realizzazione personale.

 

L’apprendimento di una nuova lingua all’estero è un’attività che va costantemente stimolata perché può davvero aprire nuovi orizzonti, contribuire alla tolleranza e alla comprensione reciproca.

 

Francesca Sirignani

 

 

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