Tedeschi (e non solo) che non pagano il pedaggio nelle autostrade italiane

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Ritorna d’attualità il tema grazie a un’inchiesta del mensile Quattroruote sui mancati saldi ai caselli del Belpaese da parte dei turisti degli altri Paesi

30 agosto 2015 | di | Attualità - Europa - Motori

Sarà in edicola a settembre ma ha già alzato un polverone: si tratta dell’inchiesta del mensile italiano Quattroruote sull’annosa problematica delle mancata riscossione dei pedaggi ai caselli autostradali da parte delle auto con targa straniera (spesso europea) nel Belpaese.

Tutti i principali quotidiani, cartacei e online, hanno riportato i dati dell’inchiesta, che prende in esame il periodo 2010-2014. I passaggi segnalati e mai riscossi sono aumentati del +28,2%, salendo da 418 mila a 536 mila, per un totale di 2,4 milioni di euro non riscossi. Al primo posto si piazzano le auto con targa tedesca (21,9%), seguiti dalle svizzere (14,1%), ovvero due fra i Paesi europei che più di tutti discriminano i cittadini provenienti dall’Italia per la loro propensione a comportarsi da “furbetti”.

Highway_speed_limits_europe_with_indicator_colorsA seguire  francesi (10,1%), rumeni (9,3%) e spagnoli (6,2%). E l’inchiesta riguarda solo i passaggi ai caselli, non le multe per eccesso di velocità. Le tecniche per superare i varchi sono svariate: le principali quella di accodarsi ai veicoli muniti di Telepass approfittando, rischiosamente, della tempistica della sbarra alzata e chi, con il dolo, al momento di pagare intralcia il traffico adducendo le più stravaganti motivazioni. In tali casi si riceve, per scelta aziendale, un ticket con cui pagare successivamente via Internet o presso un PuntoBlu della rete autostradale.

In più del 75% dei casi il pagamento non viene comunque corrisposto, per cui la società autostradale deve risalire mediante la fotografia della targa al proprietario, affidando la pratica a una società specializzata nel recupero credito. Come si evince dall’inchiesta per alcuni Stati (Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Svezia, Polonia) l’iter è regolare, con altri (Romania, Turchia, Bulgaria, San Marino) meno, soprattutto con la Francia a causa di una legge restrittiva che tutela la privacy.

Rubik_AutostradeIl punto di vista dei principali accusati, i tedeschi con quasi un quarto dell’intera cifra di passaggi non pagati succitata, è riportata dal quotidiano Il Fatto quotidiano. Che riporta l’atteggiamento e le lettere di protesta di tanti cittadini della patria di Goethe, già poco avvezzi al pagamento del pedaggio, perché in Germania non esiste. Uno dei casi citati dall’Automobil Club tedesco è il fatto che “se per un qualunque motivo al casello automatico il pagamento con la carta non viene accettato, può succedere che la barriera si apra comunque e l’operatore intervenuto o la stessa macchinetta rilasci uno scontrino. Dove c’è scritto come e dove versare il dovuto entro 15 giorni. Ma in italiano. E così può capitare che l’automobilista non si renda neanche conto di non aver pagato”.

Quello che fa più impressione, imbattendosi sui commenti agli articoli dei lettori, è il punto di vista di molti cittadini italiani: chi appoggia decisamente l’atteggiamento di chi fa il furbo, chi ricorda che il mancato controllo porta facilmente a situazioni di questo tipo (diversamente da quello che avviene all’estero), chi ancora si dice convinto che a comportarsi così siano i concittadini con targa estera e infine qualcuno che rimprovera all’azienda le troppo esose richieste rispetto al costo d’Oltralpe della rete autostradale.

 

Lena Huber

Foto © WikiCommons

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